Sintomi Ipertensione - Perché la Pressione Alta è Pericolosa?

Premessa

L'ipertensione (nota anche come pressione alta) è uno stato patologico in cui i livelli di pressione arteriosa a riposo risultano costantemente superiori alla norma.
Cuore e Pressione AltaIn termini numerici, una persona soffre di ipertensione (cioè è ipertesa), quando:

  • La pressione arteriosa massima (o pressione sistolica) supera “costantemente” il valore di 140 mm/Hg;
  • La pressione arteriosa minima (o pressione diastolica) supera “costantemente” il valore di 90 mm/Hg.

In base alle cause, i medici distinguono due tipologie di ipertensione:

  1. l'ipertensione essenziale o primaria, frutto di una molteplicità di fattori e non di una causa ben specifica,
  2. l'ipertensione secondaria, derivante dalla presenza di una precisa circostanza o malattia (es: diabete, malattia renale cronica, glomerulonefrite, ipotiroidismo, sindrome di Cushing, abuso di alcol ecc.).

Sintomi di pressione alta

I sintomi della pressione alta sono, purtroppo, una vera rarità. Infatti, a partire dagli esordi e in genere fino a quando non ha dato luogo a complicanze, l'ipertensione è del tutto asintomatica, cioè non provoca alcun disturbo al paziente che ne soffre.
Questa mancanza di sintomi è la ragione per cui, spesso, un individuo si accorge di essere iperteso durante una visita medica di routine o un controllo medico svolto per altre ragioni.
L'unico aspetto positivo dell'intera questione appena proposta è il fatto che le complicanze derivanti dal mancato trattamento dell'ipertensione non sono immediate, ma insorgono dopo qualche anno dalla comparsa della malattia, con una severità strettamente correlata all'entità dell'eccesso pressorio (più è grave l'ipertensione, più sono gravi le complicanze derivanti).
Per esempio, secondo le stime più attendibili, i danni della pressione alta non trattata a carico del sistema cardiocircolatorio e del compartimento cerebrale insorgono, rispettivamente, dopo circa 10 anni e dopo circa 20 anni dall'inizio dello stato ipertensivo.

Quando si manifestano i sintomi della pressione alta e in cosa consistono?

La pressione alta dà segni di sé solo in specifiche situazioni. Una di queste situazioni – forse la più nota e importante – è la cosiddetta crisi ipertensiva, la quale consiste in un innalzamento brusco ed eccessivo della pressione arteriosa, seguito da una serie di disturbi, tra cui:

Gli episodi di crisi ipertensiva sono circostanze che richiedono l'immediato intervento del medico, in quanto possono degenerare in serie complicazioni, alcune delle quali dall'esito mortale.
Tra le complicazioni di una crisi ipertensiva, rientrano: la perdita di coscienza, la perdita di memoria, l'angina pectoris, l'edema polmonare, l'ictus, l'attacco di cuore, il danno a occhi e reni, la perdita della funzione renale, la dissecazione aortica ecc.

Sintomatologia nell'ipertensione secondaria

Si ricorda ai lettori che l'ipertensione secondaria è generalmente associata ai sintomi della malattia di base, responsabile della sua insorgenza.
Ciò significa, per esempio, che:

Sintomi della pressione alta nel neonato

Nei neonati, l'ipertensione causa: rallentamento o mancata crescita, convulsioni, irritabilità, mancanza di energie e difficoltà respiratorie.

Sintomi della pressione alta nel bambino

Nei bambini di qualche anno, la pressione alta può essere responsabile di disturbi come: mal di testa, irritabilità inspiegabile, stanchezza, lentezza nello sviluppo, visione offuscata, sangue dal naso ed episodi di paralisi facciale.

Complicanze

Il perdurare dell'ipertensione comporta un danno profondo a carico dei vasi sanguigni; identificato principalmente nell'aterosclerosi, questo profondo danno vascolare ha ripercussioni negative sull'irrorazione sanguigna degli organi del corpo, i quali, proprio per effetto di un minor afflusso di sangue, sono a loro volta vittime di un danno.
Tra i vari organi del corpo, quelli che più risentono della prolungata presenza di ipertensione e della conseguente aterosclerosi sono:

Ipertensione e sindrome metabolica

L'ipertensione è un marker – cioè un indicatore diagnostico – della cosiddetta sindrome metabolica. In medicina, prende il nome di sindrome metabolica quella grave condizione medica caratterizzata dalla presenza di almeno tre dei seguenti importanti fattori di rischio cardiovascolare: la già citata ipertensione, l'ipertrigliceridemia (trigliceridi alti), l'ipercolesterolemia, l'obesità addominale e l'iperglicemia a digiuno.

Come l'ipertensione causa l'aterosclerosi

Premessa: cos'è l'aterosclerosi in breve

L'aterosclerosi è il processo di indurimento e ispessimento dei vasi arteriosi di medio e grosso calibro, complicato dalla formazione di ateromi sulla parete interna del suddetto tipo di vasi.

Gli ateromi sono placche di materiale lipidico (per lo più colesterolo), proteico e fibroso, che, oltre a ostruire il lume delle arterie e impedire il flusso di sangue, possono anche infiammarsi e frammentarsi.

La frammentazione di un ateroma è responsabile della dispersione, nel circolo sanguigno, di corpi mobili, che possono occludere arterie di piccole dimensioni, situate anche molto lontano dalla sede d'origine del medesimo ateroma.

Quando la pressione del sangue sulle pareti interne dei vasi è elevata (ipertensione), queste pareti subiscono delle microlesioni, su cui tendono a depositarsi grassi e altre sostanze. Con il tempo e il ripetersi delle microlesioni e dei fenomeni di deposizione dei grassi, cominciano a prendere forma i cosiddetti ateromi o placche aterosclerotiche (si veda il precedente ripasso). La formazione di ateromi sulla parete dei vasi arteriosi comporta, a carico del tratto di arteria interessata, le seguenti conseguenze:

  • Una riduzione del calibro vasale;
  • Un ispessimento dello strato muscolare, che peggiora ulteriormente la riduzione del calibro vasale;
  • Una riduzione cospicua dell'elasticità che contraddistingue i vasi arteriosi sani;
  • Un aumento della fragilità della parete vascolare, con conseguente maggiore predisposizione a fenomeni di rottura dei vasi interessati.

Tutti questi cambiamenti a livello vascolare, indotti dall'aterosclerosi, si ripercuotono a loro volta sull'ipertensione, peggiorandola.

Alla luce di ciò, l'ipertensione è, rispetto all'aterosclerosi, non solo causa ma anche effetto.

Complicanze cardiache e a carico dei vasi sanguigni

A livello del cuore, l'ipertensione prolungata può provocare problematiche quali infarto del miocardio (o attacco di cuore) e scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca).
A livello vascolare, invece, il perdurare della pressione alta può essere responsabile di dissecazione aortica (o dissezione aortica), formazione di aneurismi e arteriopatia periferica.

IPERTENSIONE E INFARTO DEL MIOCARDIO

Nei pazienti con pressione alta, il rischio di infarto del miocardio è legato all'aterosclerosi, promossa dalla stessa ipertensione. Infatti, a impedire la corretta irrorazione del miocardio (cioè il muscolo cardiaco) sono l'indurimento, l'ispessimento e la formazione di placche aterosclerotiche a livello dei vasi arteriosi deputati all'ossigenazione dei tessuti muscolari del cuore.


Cos'è l'infarto del miocardio?

In medicina, il termine infarto richiama alla morte di un tessuto per la mancanza di circolazione sanguigna locale.
Pertanto, l'infarto del miocardio è la morte del tessuto muscolare del cuore, dovuta al mancato afflusso di sangue.
In genere, l'infarto del miocardio è preceduto da ischemia miocardica, ossia da un ridotto apporto di sangue.

IPERTENSIONE E SCOMPENSO CARDIACO

Lo scompenso cardiaco, o insufficienza cardiaca, è la grave condizione morbosa caratterizzata dall'incapacità del cuore di pompare il sangue in maniera efficace e con la giusta pressione.
In presenza di ipertensione, la condizione di scompenso cardiaco nasce dal maggior carico di lavoro, a cui è sottoposto il cuore dell'iperteso per spingere il sangue in circolo; nel lungo periodo, infatti, questo maggior carico di lavoro a cui è chiamato il cuore comporta l'ispessimento patologico del miocardio (ipertrofia) di quest'ultimo.

L'ipertrofia del miocardio – in particolare l'ipertrofia ventricolare – è un mutamento della normale anatomia cardiaca che altera la funzionalità del cuore, pregiudicandone l'azione di pompa (insufficienza cardiaca).
Lo stato di scompenso cardiaco si manifesta generalmente con spossatezza, mancanza di respiro durante sforzi fisici e nel corso della notte (dispnea a riposo), edema agli arti inferiori, tachicardia, polso irregolare, tosse persistente ecc.

DISSECAZIONE AORTICA

I medici parlano di dissezione aortica quando lo strato più interno della parete dell'aorta – che è la principale arteria del corpo umano – subisce una piccola lacerazione, tale per cui il sangue penetra tra il suddetto strato interno e gli strati più esterni.
Ciò che risulta da un episodio di dissezione aortica è una sorta di falso canale, la cui parete è decisamente più debole di una normale parete vascolare, quindi anche più facilmente soggetta a rotture.
La pericolosità della dissezione aortica è legata proprio alla possibilità di rottura del falso canale, rottura che comporta la fuoriuscita di sangue dall'aorta, con conseguenze spesso mortali per la persona interessata.

ANEURISMI

Un aneurisma è un'anomala dilatazione di un vaso sanguigno – generalmente un'arteria – dal carattere permanente.
Simili a piccole sacche, gli aneurismi possiedono una parete molto fragile e, per questo, a elevato rischio di rotture; la rottura degli aneurismi comporta gravi emorragie interne, che hanno spesso esito fatale per l'individuo interessato.
Le più comuni sedi di formazione degli aneurismi sono il cervello (aneurisma cerebrale) e l'aorta (aneurisma dell'aorta addominale e aneurisma dell'aorta toracica).

ARTERIOPATIA PERIFERICA

L'arteriopatia periferica è un'affezione delle arterie che conducono il sangue agli arti, in particolare quelli inferiori.
Dovuta principalmente alle conseguenze dell'aterosclerosi, l'arteriopatia periferica comporta la riduzione del flusso sanguigno attraverso i vasi arteriosi interessati, da cui consegue un'insufficiente irrorazione dei tessuti che i suddetti vasi dovrebbero provvedere a ossigenare.
L'inadeguata irrorazione sanguigna, indotta dall'arteriopatia periferica, è responsabile di una sofferenza a carico degli arti interessati.

Complicanze renali

La pressione alta compromette la funzione dei reni, perché:

  • Causa l'indebolimento e la stenosi (restringimento) delle arterie renali, ossia i vasi arteriosi che conducono il sangue ai reni.
    Il restringimento delle arterie renali comporta un ridotto apporto di sangue alle varie componenti dei reni, i quali, proprio per questo, entrano in uno stato di sofferenza.
  • Altera le capacità renali di filtraggio, con conseguenti accumuli di sostanze indesiderate nei reni o perdite di sostanze utili con le urine.
    Le capacità di filtraggio dei reni risentono della pressione alta, in quanto quest'ultima produce, nel tempo, danni ad alcune strutture renali fondamentali, quali: glomeruli, tubuli ecc.

Nel loro insieme, le conseguenze dell'ipertensione a livello renale prendono il nome di nefropatia ipertensiva; a lungo andare, la nefropatia ipertensiva può condurre all'insufficienza renale, una grave condizione medica caratterizzata dalla completa incapacità dei reni di adempiere alle proprie funzioni.

Complicanze cerebrali

Le complicanze a carico del cervello, indotte dall'ipertensione, sono legate principalmente a fenomeni aterosclerotici e consistono in:

  • Ictus emorragico. In medicina, il termine ictus indica l'interruzione parziale o completa dei rifornimenti di sangue a una certa area cerebrale, a cui può far seguito, in assenza di trattamenti tempestivi, la morte della suddetta area di cervello.
    L'ictus è detto emorragico, quando l'interruzione dei rifornimenti sanguigni è dovuta alla rottura di un vaso arterioso del cervello, rottura da cui dipende una pericolosa perdita di sangue (emorragia cerebrale).
  • Restringimento dei vasi arteriosi del cervello. Tale restringimento conduce le cellule cerebrali a uno stato di ipossia, da cui scaturisce una lenta e graduale alterazione delle funzioni del cervello.
    I soggetti che sono vittime di tale complicanza manifestano, dapprima, deficit di concentrazione, perdita di memoria e ridotta capacità di pensiero, e, successivamente, forme più o meno gravi di demenza (si veda demenza vascolare).

Complicanze visive

A livello degli occhi, anni di ipertensione possono determinare il restringimento delle arterie che riforniscono di sangue la retina oculare. Tale restringimento comporta gravi problemi di vista, tra cui visione offuscata e calo delle capacità visive.
Nel loro complesso, le complicanze visive indotte dalla pressione alta prendono il nome retinopatia ipertensiva.

Complicanze all'apparato riproduttivo

Le complicanze dell'ipertensione a livello degli organi riproduttivi consistono in disfunzione erettile, per l'uomo, e calo della libido, nella donna. L'insorgenza di siffatti disturbi è dovuta ai danni che la pressione alta determina a carico dei vasi arteriosi della zona pelvica del corpo umano, deputati all'irrorazione sanguigna dell'apparato riproduttivo, sia nell'uomo che nella donna.

Conclusioni

Per il fatto di essere una condizione responsabile di gravi complicanze quasi sempre in assenza di precedenti sintomi, l'ipertensione è conosciuta anche con l'appellativo di “killer silenzioso”.


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