Perché la pressione alta è pericolosa?

Normalmente agli esordi l'ipertensione è del tutto asintomatica, non provoca cioè nessun disturbo al paziente che ne soffre. Per questa ragione, spesso ci si accorge occasionalmente di essere ipertesi, magari durante una visita medica di routine quando il problema esiste ormai da diversi mesi. Non a caso l'ipertensione, proprio perché si può averla per anni senza accorgersene, viene descritta come un "assassino silenzioso".

Fortunatamente le conseguenze dell'ipertensione non sono immediate ma insorgono dopo qualche anno dalla sua comparsa e sono, ovviamente, correlate all'entità dell'eccesso pressorio. Si stima che i danni sul sistema cardiocircolatorio si possano manifestare all'incirca dopo dieci anni, mentre quelli relativi al danno cerebrale, una complicanza molto più pericolosa, insorgono generalmente dopo 20 anni dall'inizio della patologia.

Solo in alcune situazioni, la pressione alta, dà segni di sé. E' il caso ad esempio della cosiddetta crisi ipertensiva, un innalzamento brusco ed eccessivo della pressione arteriosa i cui sintomi sono :

mal di testa improvviso (pulsante e interessante il capo globalmente),
sensazione di testa pesante,
ronzii alle orecchie,
vertigini

sudorazione fredda

Nel caso l'ipertensione venga ignorata ai suoi esordi, un peggioramento della malattia potrebbe insospettire il paziente e condurlo ad effettuare spontaneamente una visita medica di controllo. Tra i sintomi più gravi ed eclatanti della malattia ricordiamo:

Cefalea nucale, spesso al risveglio

Astenia, cardiopalmo, angina pectoris e dispnea

Vertigini

Manifestazioni visive: fosfeni scintillanti; amaurosi puntiforme

Acufeni

Impotenza

I danni indotti dal perdurare dell'ipertensione causano conseguenze piuttosto gravi per l'organismo come: 

danni a cuore reni e cervello

A livello del CUORE un'elevata pressione arteriosa può provocare un ispessimento delle pareti cardiache sino a giungere ad una condizione di scompenso o ischemia cardiaca. Tale condizione si manifesta inizialmente con spossatezza e mancanza di respiro durante la notte oppure durante sforzi fisici. L'evoluzione del problema può facilitare il passaggio da angina ad infarto.


Non solo il cuore ma anche L'INTERO APPARATO CARDIOVASCOLARE può subire seri danni. In particolare i vasi a causa dell'elevata pressione sulle pareti interne, subiscono delle microlesioni sulle quali si depositano facilmente grassi (placche arteriosclerotiche). Di conseguenza il calibro vasale si riduce, lo strato muscolare si ispessisce, l'elasticità diminuisce ed aumenta la fragilità. Tale debolezza, associata all'elevata pressione del sangue, favorisce la rottura dei vasi che, a seconda delle strutture irrorate, possono provocare danni molto seri.


L'ipertensione e le malattie renali sono strettamente correlate. Le funzioni del RENE vengono infatti seriamente compromesse dall'ipertensione che causa l'accumulo o la perdita con le urine di particolari sostanze (i segni possono essere gonfiori mattutini agli occhi e alle gambe).

Nei casi più gravi l'ipertensione può condurre all'insufficienza renale (occlusione di un vaso del rene).


I disturbi a carico del CERVELLO, possono essere legati all'ipossia (riduzione dell'ossigeno che arriva alle cellule) che si correla con una lenta e graduale alterazione delle funzioni cerebrali (ridotta concentrazione, perdita di memoria fino alla demenza). Ancor più gravi sono le conseguenze di una rottura vasale (ictus).


Prima di passare alle possibili cure dell'ipertensione, concludiamo questa seconda parte con un'importante osservazione:


ogni soggetto risponde in maniera diversa all'ipertensione. Alcune persone convivono per anni con la malattia senza sviluppare danni d'organo evidenti; altri con livelli leggermente superiori alla norma non riescono a tollerare il lieve eccesso pressorio e sviluppano danni anche nel breve periodo.


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