Vite rossa

Vedi anche: Olio di semi di vite rossa nei cosmetici - Estratto di foglie di vite rossa nei cosmetici


La vite rossa (Vitis vinifera) è, insieme al mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), una delle droghe più conosciute ed utilizzate quando si necessita di un'azione antiossidante, antiedemigena e protettiva sul microcircolo.

Vite rossaI componenti più importanti  si trovano nelle foglie, che vengono raccolte a vendemmia terminata, quando hanno ormai assunto le caratteristiche sfumature rosseggianti (da cui trae origine il termine "vite rossa"). Le sostanze chimiche in questione, appartenenti alla categoria dei polifenoli (resveratrolo) ed in particolare dei bioflavonoidi (antocianidine e proantocianidine), si trovano anche nella buccia dei frutti e nei semi, da cui derivano le benefiche proprietà ascritte ad un consumo moderato di vino rosso e di olio di vinaccioli.
I bioflavonoidi della vite rossa svolgono un'intensa attività antiossidante ed antinfiammatoria. La loro azione più importante si espleta tuttavia a livello capillare, dove influenzano positivamente la permeabilità vasale, impedendo che questa aumenti oltremisura e porti con sé edemi e gonfiori. Le procianidine sono infatti in grado di stabilizzare le fibre di collagene e di inibire l'attività catabolica dell'elastasi, un enzima che porta alla degradazione di questa proteina chiave del tessuto connettivo.
Non sono tuttora noti effetti collaterali di rilievo associati al consumo di foglie di vite rossa. A scopo precauzionale, se ne sconsiglia tuttavia l'utilizzo durante la gravidanza.

In commercio si trovano estratti standardizzati in proantocianidine, indicati per fragilità capillare, edemi, emorroidi, cellulite, ritenzione idrica e per gambe stanche, dolenti e pesanti.

La vite rossa è un ingrediente tipico di molti prodotti per uso topico (creme, gel ecc.), indicati nel trattamento dei medesimi disturbi e da applicarsi sulle gambe, esercitando, con le dita, dei movimenti rotatori che vanno dal basso verso l'alto. La sua attività terapeutica è tale da renderla anche principio attivo comune di numerosi farmaci vasoprotettori.




Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015