Vitamina C naturale

Dal punto di vista chimico e funzionale, non esiste alcuna differenza tra la vitamina C naturale e quella ottenuta per via sintetica. In altre parole, qualunque sia la fonte o il metodo di sintesi od estrazione utilizzato, l'acido-L-ascorbico mantiene invariata la propria attività biologica e la propria biodisponibilità indipendentemente dall'origine. Vitamian C naturale

Le differenze, pertanto, non vanno ricercate sulla vitamina C in sé, ma sulle sostanze ad essa associate; se ad esempio consideriamo una fonte particolarmente generosa di vitamina C come l'acerola (Malpighia glabra L. frutti), non possiamo dimenticare l'importantissimo ruolo del fitocomplesso: insieme più o meno ampio di molecole che determina l'attività biologica complessiva di una droga, modulando l'azione dei principi attivi caratterizzanti. In altre parole, assumere 100 mg di vitamina C di sintesi ed assumere lo stesso quantitativo attraverso un estratto di acerola standardizzato in acido-L-ascorbico non è la stessa cosa, non perché la vitamina C in sé abbia una differente attività biologica, ma perché diverse sono le sostanze ad essa associate. Mentre nel primo caso abbiamo una vitamina C pura e isolata, nell'estratto di acerola ritroviamo anche sostanze che ne modulano attività biologica e biodisponibilità; i frutti di acerola, in particolare, contengono altre molecole dotate di attività antiossidante, come flavonoidi e vitamine (carotenoidi, B1, B2, PP); l'alta concentrazione di tannini, grazie all'azione astringente, contrasta l'azione potenzialmente lassativa della vitamina C ad alte dosi e degli zuccheri (fruttosio, destrosio). L'esempio, ovviamente, può essere esteso anche ai comuni alimenti; d'altronde le differenze tra mangiarsi un'arancia o un kiwi ed assumere una compressa che fornisce le stesse quantità di vitamina C sono evidenti anche ad occhi inesperti. Il tutto a riprova che gli integratori alimentari non possono e non potranno mai - per quanto completi ed efficaci - sostituirsi ad un'alimentazione sana ed equilibrata. Nel caso si renda necessaria una specifica integrazione di acido ascorbico, la scelta tra vitamina C naturale e vitamina C sintetica dipende dal significato funzionale dell'integrazione: se ad esempio si vuole semplicemente arricchire la propria dieta di acido ascorbico per i più svariati motivi, conviene orientarsi sulla più economica vitamina C di sintesi, mentre se l'intento è quello di aumentare l'apporto di antiossidanti è bene orientarsi su estratti vegetali ricchi di vitamina C o su integratori più articolati, contenenti - ad esempio - anche acido lipoico, resveratolo, tocoferoli e tocotrienoli.

Tra le fonti più generose di vitamina C naturale - oltre ai classici alimenti (agrumi, kiwi, peperoni e peperoncini, frutti di bosco, broccoli, frutta e verdura fresca in genere) - ricordiamo:

Acerola (Malpighia glabra L.) frutti, 1000-4500 mg di vitamina C per 100g

Rosa canina (Rosa canina L.) frutti,, 300-1700 mg di vitamina C per 100g

Baobab (Adansonia digitata L.) frutti, 150 - 499 mg di vitamina C per 100 g

Camu Camu (Myrciaria dubia (Kunth) McVaugh) frutti, 2000-3000 mg di vitamina C per 100g

Kakadu Plum (Terminalia ferdinandiana Exell) frutti, 3200-5000 mg di vitamina C per 100g

Il contenuto in vitamina C, riferito a 100 g di frutti freschi, varia in relazione al clima, al terreno e alle varietà coltivate, e decade sensibilmente col trascorrere dei giorni dopo la raccolta.


Per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza ed effetti collaterali, molte persone sono - ingenuamente - convinte che la vitamina C naturale sia più sicura rispetto a quella di sintesi solo perché insignita dell'aggettivo "natural". In realtà, non dobbiamo dimenticare che per estrarre la vitamina C da una fonte vegetale si devono comunque utilizzare sostanze chimiche, che possono residuare nel prodotto finito in piccole quantità. Nel caso si utilizzi la fonte vegetale intera polverizzata ed essiccata (o il succo essiccato dei frutti), nel fitocomplesso insieme alla vitamina C naturale si potrebbero trovare anche sostanze indesiderate per alcune particolari categorie di pazienti, soprattutto per quelli che manifestano allergie multiple.



Ultima modifica dell'articolo: 07/03/2016