Vitamina C: Effetti Collaterali, Controindicazioni

L'acido L-ascorbico, meglio conosciuto come vitamina C, rientra nel gruppo delle vitamine idrosolubili. Questa caratteristica, se da un lato impedisce all'organismo di stoccare riserve a lungo termine di vitamina C, dall'altro limita i rischi di sovradosaggio e gli effetti collaterali di una specifica integrazione. Alcuni dati supportano tali affermazioni:Vitamina C e Controindicazioni

  • in caso di normale apporto dietetico, la vitamina C viene assorbita in percentuali variabili tra il 70 ed il 95% della dose assunta. E' importante notare come la capacità di assorbimento intestinale diminuisca all'aumentare della dose assunta; ad esempio, qualora vengano somministrati 1,25 grammi di vitamina C, la frazione assorbita può scendere fino al 33%, mentre in caso di assunzione più contenuta (200 mg) quasi tutta la vitamina C ingerita (fino al 98%) viene assorbita. Ne deriva che:
    • se dose somministrata = 200 mg → dose assorbita = circa 190 mg
    • se dose somministrata = 1250 mg → dose assorbita = circa 440 mg
  • Il rene contribuisce all'omeostasi della vitamina C modulandone escrezione e riassorbimento in base alle riserve corporee. Esiste una soglia massima di vitamina C nel sangue oltre la quale il rene non è più in grado di riassorbire tutta la vitamina C filtrata dal plasma; di conseguenza, le concentrazioni di acido ascorbico nelle urine cominciano ad aumentare.
  • Per quanto detto, non ha molto senso ricorrere a megadosi di vitamina C (> 2 grammi al giorno), sia perché il corpo non riesce a trattenere l'acido ascorbico, sia perché una simile pratica non è del tutto scevra da effetti collaterali e controindicazioni. Non a caso, il food & nutrition board fissa a 2 grammi al giorno il livello massimo di vitamina C presumibilmente sicuro in un individuo sano di 25 anni.

Controindicazioni

  • Vitamina C e calcoli renali: la vitamina C non produce variazioni significative del pH urinario, ma aumenta sensibilmente l'escrezione urinaria di ossalati (indicativamente del 20-60% a livelli di assunzione di 1-2 grammi al giorno). Ciò avviene sia in soggetti sani che in soggetti predisposti alla formazione di calcoli renali di ossalato di calcio. Pertanto, gli individui soggetti alla calcolosi renale da ossalati dovrebbero evitare le megadosi croniche di vitamina C, limitando l'eventuale integrazione a lungo termine a non più di 300 mg al giorno, dose peraltro già più che sufficiente.
  • Vitamina C ed emocromatosi: la vitamina C aumenta l'assorbimento intestinale del ferro alimentare, mantenendolo nello stato ridotto Fe2+ e prevenendone l'ossidazione nella forma Fe3+, meno biodisponibile. Sebbene questo aspetto sia particolarmente vantaggioso per la popolazione generale (data la capillare diffusione dell'anemia sideropenica anche in forma subclinica), può causare danno a soggetti affetti da emocromatosi o da altri disturbi da sovraccarico di ferro.
  • Vitamina C ed analisi delle urine: come abbiamo visto, quando la vitamina C è assunta ad alte dosi viene persa in concentrazioni importanti con le urine. Tutto ciò potrebbe falsare i risultati delle analisi urinarie che sfruttano le cartine reattive (dipstick) per stimare i livelli urinari di alcuni metaboliti. In particolare, è stato dimostrato che alti livelli di vitamina C nelle urine possono produrre risultati falsamente negativi per vari analiti - in particolare glucosio, sangue, bilirubina, nitriti, leucociti ed urobilinogeno - soprattutto quando presenti in concentrazioni solo leggermente eccessive. Di conseguenza, il soggetto che assume vitamina C ad alte dosi potrebbe apparire falsamente sano; ciò può determinare ritardi diagnostici con progressione della malattia sottostante. Sebbene questo aspetto sia noto ormai da anni e come tale almeno parzialmente risolto (stick resistenti all'influenza della vitamina C, stick che segnalano la presenza di vitamina C suggerendo di ripetere il test), è importante che :
    • prima dell'analisi delle urine, dovrebbero trascorrere almeno 10 ore dall'ultima assunzione di vitamina C (frutta, verdura, medicinali). Per sicurezza, l'integrazione di vitamina C andrebbe sospesa il giorno precedente l'analisi urinaria.

Effetti collaterali

  • Gli effetti collaterali della vitamina C sono perlopiù di tipo gastro-intestinale, e compaiono in caso di assunzione elevata:
    • La forma pura, l'acido ascorbico, può essere poco gradita al palato a causa del sapore amarognolo. Per la sua acidità, inoltre, può essere mal tollerata a livello gastrico, specie da soggetti affetti da gastrite ed acidità di stomaco. Il principale vantaggio dell'acido ascorbico puro è che si tratta della forma più concentrata, in cui ogni grammo di prodotto contiene un grammo di vitamina C. Tuttavia, soprattutto quando assunto in dosi particolarmente generose (> 2 grammi/die) l'acido ascorbico puro può causare disturbi gastrici e diarrea.
    • Per migliorare la tollerabilità gastrica della vitamina C, l'acido L-ascorbico viene salificato con minerali come il potassio, il calcio ed il sodio, dando origine ai relativi sali (ascorbato di calcio, ascorbato di sodio, ascorbato di potassio...). Se si sceglie di assumere la vitamina C in forma salificata occorre considerare due aspetti:
      1. quanta vitamina C elementare è presente in ogni grammo di ascorbato:
        • ascorbato di sodio: 889 mg di acido ascorbico e 111 mg di sodio
        • ascorbato di potassio: 825 mg di ac. ascorbico e 175 mg di potassio
        • ascorbato di calcio: 886 mg di acido ascorbico e 114 mg di calcio
      1. quali effetti produce il minerale associato alla vitamina C nell'organismo
        • il sodio, pur essendo indispensabile, viene generalmente consumato in eccesso; chi assume megadosi di vitamina C (> 2 g/die) dovrebbe evitare l'ascorbato di sodio in caso di ipertensione e dieta iposodica
        • il potassio non causa problemi alle persone sane, ma può rivelarsi particolarmente pericoloso per gli individui portatori di malattie renali o in terapia con diuretici risparmiatori di potassio.
        • il calcio può essere d'aiuto nella prevenzione dell'osteoporosi e a simili dosaggi non presenta particolari effetti collaterali e controindicazioni, nemmeno per le persone che soffrono di calcoli renali. In soggetti sensibili, l'effetto collaterale più importante degli integratori di calcio è la comparsa di stitichezza.
          In genere, il calcio alimentare complessivo (dieta + integratori) non dovrebbe superare i 2000-2500 mg al giorno.