Triptofano

Il triptofano è un amminoacido essenziale per l'organismo umano. Data la nostra incapacità di sintetizzarlo autonomamente, il triptofano dev'essere assunto attraverso gli alimenti; ne sono ricchi i legumi, le carni, il pesce, i latticini e le uova. Triptofano integratoreeParticolarmente noti per l'elevato contenuto in triptofano sono il cioccolato, le arachidi, il latte, i formaggi, lo yogurt, la ricotta, l'alga spirulina ed i semi di sesamo. Il fabbisogno quotidiano nell'adulto è stimato in 3-3.5 mg/kg. Dato che se ne trovano, tanto per citare qualche esempio, ben 560 mg in 100 grammi di parmigiano reggiano e 240 mg in un etto di pollo, l'apporto alimentare di triptofano è normalmente superiore rispetto al fabbisogno.

Oltre ad essere un amminoacido chiave nella sintesi proteica, il triptofano rappresenta il punto di partenza per la sintesi di alcune sostanze biologiche, come la serotonina e la niacina.

La serotonina è un neurotrasmettiore sostanzialmente eccitatorio, sintetizzato attraverso una via metabolica chiamata triptofano idrossilasi (dal nome di un enzima coinvolto in tale pathway). Nota anche come "ormone del buonumore", la serotonina può essere convertita in melatonina, importantissima nella regolazione del ciclo sonno-veglia.

La niacina, meglio conosciuta come vitamina PP, è coinvolta nei metabolismi cellulari che convertono i macronutrienti in energia; indicativamente circa il 3.3% del triptofano alimentare viene destinato alla sintesi di niacina.

Triptofano come integratore

L'suo di questo amminoacido come integratore è dovuto sostanzialmente al suo già accennato ruolo nella sintesi di serotonina. I livelli di triptofano nel sangue sono particolarmente bassi nelle persone intolleranti al lattosio (ricordiamo che i latticini sono particolarmente ricchi di triptofano) o con disordini dell'assorbimento del fruttosio. Dall'altra parte, i livelli di serotonina sono spesso diminuiti nei pazienti depressi, che non a caso vengono frequentemente trattati con farmaci "inibitori selettivi del riassorbimento di serotonina" (fluoxetina, sertralina, citalopram, escitalopram, fluvoxamina, paroxetina). Questi medicinali vanno ad agire a livello delle sinapsi cerebrali (spazi destinati alla trasmissione nervosa tra due neuroni), impedendo la normale ricaptazione ed eliminazione fisiologica della serotonina (la quota riassorbita dal terminale presinaptico viene processata dalle monoaminossidasi, che ossidano la serotonina, poi trasformata in acido 5-idrossiindoloacetico escreto con le urine). Grazie a questi princìpi attivi, i maggiori livelli di serotonina a disposizione dei recettori postsinaptici possono riequilibrare i disturbi generati dalla sua eventuale carenza, come quelli associati al disturbo ossessivo-compulsivo o alla depressione maggiore.

La SINTESI DELLA SEROTONINA a partire dal triptofano coinvolge due diversi enzimi, chiamati triprofano idrossilasi e amminoacido decarbossilasi. Nella prima tappa il triptofano viene convertito in 5-idrossitriptofano, grazie all'azione della triptofano-idrossilasi; successivamente il 5-idrossitriptofano viene decarbossilato a serotonina, ad opera dell'aminoacido decarbossilasi.

 

Triptofano1) Precursore: l'aminoacido triptofano
2) conversione in 5-idrossitriptofano dall'enzima triptofano-idrossilasi
3) il 5-idrossitriptofano viene decarbossilato a 5-HT, ad opera della decarbossilasi degli aminoacidi aromatici

 

Il fattore limitante di questo processo biologico risiede nell'attività dell'enzima triptofano idrossilasi, motivo per cui si preferisce ricorrere all'integrazione non tanto di triptofano in sé, quanto del prodotto di questo enzima: il 5-idrossitriptofano, presente negli alimenti in quantità irrisorie. Questo derivato amminoacidico, capace di attraversare la barriera ematoencefalica, viene proposto come antidepressivo, valido aiuto contro l'insonnia ed anoressizzante (inibitore dell'appetito, in particolar modo del bisogno smodato di dolciumi).

Sebbene si sia dimostrato efficace nell'aumentare i livelli di serotonina e melatonina nell'organismo, l'uso di un integratore a base di 5-idrossitriptofano non può sostituirsi alle classiche terapie antidepressive o ipnotiche, le quali - pur con inevitabili effetti collaterali - assicurano un'efficace azione terapeutica. Si invita quindi il lettore a NON sostituire spontaneamente la terapia farmacologica classica con integratori a base di 5-idrossitriptofano, né tanto meno ad assumerli insieme a farmaci antidepressivi (salvo diversa prescrizione medica).

Inoltre il 5-idrossitriptofano può essere convertito a serotonina direttamente nel fegato e ciò aumenta significativamente il rischio di disfunzioni valvolari cardiache (effetto dimostrato in modelli animali mediante somministrazione diretta di serotonina).

I dosaggi di assunzione consigliati sono di 300-1000 mg/die per il triptofano, e di 50-100 mg/die per il 5-idrossitriptofano.



Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015