Trifoglio rosso

Il trifoglio rosso (Trifolium pratense - Fam. Fabaceae o Leguminose) è una pianta perenne, assai diffusa e coltivata come erba da foraggio in svariati paesi del mondo.

Trifoglio rossoIl trifoglio pratense predilige le praterie ed i pascoli umidi, dove cresce fino a 50 centimetri di altezza, producendo infiorescenze di colore rosso porpora.

La droga è costituita dai fiori, che contengono un olio volatile, flavonoidi, derivati della cumarina e glicosidi cianogenici. Tra i flavonoidi, spiccano gli isoflavoni, fitoestrogeni naturali molto studiati per i loro effetti antiossidanti e similestrogenici.

Nel trifoglio rosso sono contenuti quattro diversi isoflavoni: genisteina, daidzeina, formononetina e biochanina A (precursore della genisteina). Queste sostanze si legano ai recettori degli estrogeni comportandosi da deboli agonisti o addirittura da antagonisti. Tale azione sembra proteggere:

dallo sviluppo di alcuni tumori ormonodipendenti (alla prostata, al seno, all'utero, al colon) e rallentarne la progressione (anche per azioni indirette, come quella anti-angiogenetica);

da malattie dismetaboliche e cardiovascolari;

dall'osteoporosi (aumentando la mineralizzazione ossea);

dai disturbi associati alla menopausa.

Tra i vari isoflavoni presenti nel trifoglio rosso, la genisteina vanta il maggior potere antiossidante (tre volte superiore a quello della vitamina C) ed un ruolo cruciale nell'inibire la crescita delle cellule tumorali.

I fitoestrogeni di trifoglio rosso sono pubblicizzati come alternativa naturale alla terapia ormonale sostitutiva, ma attualmente non esistono chiari dati sulla loro efficacia in tal senso.

Anche se raramente queste sostanze hanno dimostrato effetti collaterali degni di nota, prima di affidarsi agli estratti di trifoglio rosso per curare qualsiasi patologia, è bene consultare il parere di un esperto, in modo particolare se si stanno già seguendo terapie particolari.

Anche quando il desiderio di curarsi utilizzando rimedi naturali è forte, non bisogna scordare che l'abbandono di una terapia farmacologica di comprovata utilità, a favore di sostituti vegetali di dubbia efficacia clinica (come nel caso degli isoflavoni di trifoglio rosso), è un comportamento rischioso per la propria salute. Il discorso cambia quando si utilizzano tali prodotti a scopo preventivo: considerata l'assenza di effetti collaterali alle dosi consigliate ed il potenziale effetto terapeutico, possono essere consumati con una certa tranquillità.

In fitoterapia, il trifoglio rosso, da assumersi previa infusione ( o tisana), trova spazio nella cura delle affezioni respiratorie (bronchite, tosse, raucedine) e dei disturbi gastrici (diarrea, gastrite ed inappetenza).
Per uso esterno (bagni ed impacchi), aiuta nei problemi cutanei, come in presenza di stati irritativi ed infiammatori (eczemi, psoriasi, acne).



Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015