I Tireostimolanti: Forskolina e Guggulsteroni

A cura di Ivan Mercolini


Saluti a tutti gli appassionati del bellessere e del benessere.
In questa lezione Vi parlerò di alcuni integratori da banco che hanno la funzione di stimolare la tiroide, sostenendola nei regimi dietetici ipocalorici.


Indice

Per chi ancora non lo sapesse, quando si effettuano tagli importanti al proprio apporto calorico - come durante le fasi di definizione e di dimagrimento - si rischia che la propria tiroide risponda riducendo la produzione dei suoi ormoni T3 e T4 i quali, come vedremo, sono i regolatori del metabolismo assieme alle catecolamine.

Ivan mercolini

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Per ovviare a questa riduzione, si ricorre ai seguenti classici "ripari":

  1. I tagli calorici vengono effettuati con gradualità. Cioè invece di un salto brusco di -500/-1000 Calorie al giorno, si preferisce effettuare tagli graduali, settimanali, bisettimanali o mensili, di -100/-250 calorie/die, controllando poi bisettimanalmente o mensilmente i risultati, per poi effettuare un nuovo "scalino" di taglio fino al raggiungimento dei propri obiettivi. Il taglio è preferenzialmente a carico della quota glucidica, che passa gradualmente dai 5/6 g pro chilo di un soggetto attivo normonutrito, fino ai 2 g pro chilo (massimo). Gli utilizzatori di AAS riescono a scendere - per un breve periodo - anche ad 1g pro chilo. Naturalmente, si ovvia a parte di questa riduzione glucidica aumentando la quota proteica sino ad un massimo di 3.5 g pro chilo (e oltre negli agonisti hard-core), allo scopo di limitare al massimo il catabolismo. Tali principi, noti al Body Building agonistico sin dagli anni '70, sono stati in questo decennio ripresi da diverse diete commerciali che li hanno verniciati di colore proprio - con più o meno numerose sferzate di kitsch e di errori/orrori noti a qualunque biologo nutrizionista serio - e diffusi al grande pubblico. Non sto ad articolare oltre questo punto, in quanto non è oggetto della presente lezione; vi basti sapere che per evitare un calo degli ormoni tiroidei e quindi del metabolismo, chi inizia una dieta dimagrante dovrebbe avere l'accortezza di effettuare tagli calorici graduali - a piccoli scalini di 100/250 Cal - con cadenza settimanale/bisettimanale/mensile a seconda delle anamnesi del soggetto.
    Il calo del metabolismo è infatti pericoloso per chi vuol nettare il suo pannicolo adiposo. Esso comporterebbe una riduzione della velocità di dimagrimento fino a giungere ad uno stallo; non solo, qualora il soggetto riprendesse una alimentazione normocalorica, riacquisterebbe i chili persi, e oltre, con estrema facilità. La caduta del metabolismo è perciò un nemico importantissimo per chi è in calo ponderale.
  2. Si aumenta (o si mantiene) l'attività fisica. E' noto infatti che un programma di attività fisica moderatamente intenso e costante, sostiene il metabolismo nei regimi ipocalorici. L'aumento dell'attività fisica non solo evita la riduzione del T3/T4, ma accelera il dimagrimento tramite il maggior dispendio energetico. La stesura del programma allenante è soggetto dipendente. In diversi casi non è necessario un aumento del volume e della frequenza, soprattutto negli ectomorfi. In ogni caso invece, è opportuno approfittare di questa fase per inserire esercizi monoarticolari volti a creare separazione e qualità. Il personal trainer consideri che se è vero che un aumento del volume di esercizi comporta un maggior catabolismo del muscolo, è altresì vero che ne giova la vascolarizzazione e la compattezza muscolare. Sappia dosare bene gli esercizi giusti per ottenere il giusto effetto.
    Divagazioni a parte, perchè l'allenamento sostiene il metabolismo? Intanto questo si verifica solo se esso è ragionevolmente intenso. Una camminata, seppur salutare per capillarizzare e per la circolazione linfatica, non ha effetti significativi sul metabolismo. Viceversa una seduta di jogging con ripetute, ma anche il semplice fartlek, sostiene la produzione di T3/T4. Maggiore è la durata dell'allenamento, la sua frequenza, e soprattutto la sua intensità, e maggiore è l'incidenza sul metabolismo. E ciò si verifica poiché l'attività fisica intensa comporta modificazioni significative nell'omeostasi dell'organismo. Durante l'esecuzione di un esercizio intenso, per far fronte alla maggior demolizione di glicogeno e trigliceridi, per il ciclo alanina-glucosio e per la conversione epatica del lattato (quindi per il metabolismo energetico in generale), durante le ore - e dirò i giorni - di riposo per recuperare e sovracompensare (= ripristino degli ioni calcio, riparazione dei microtraumi muscolari, ricostruzione del glicogeno, ipertrofia ed iperplasia dei mitocondri, aumento del numero e dimensione delle unità contrattili, ecc. ecc.).
  3. Si ricorre a stimolanti del metabolismo. I più noti sono guaranà, caffeina, the verde.... ecc., e tra quelli oggi vietati vi è l'efedra. Altri stimolanti farmaceutici vietati sono le anfetamine e il clenbuterolo. Essi agiscono sui recettori beta direttamente - mimando l'azione delle catecolamine - e indirettamente stimolando il surrene alla produzione di adrenalina e noradrenalina. Essi hanno effetto inotropo e cronotropo positivo sul miocardio, ed aumentano significativamente il metabolismo in azione sinergica al TSH (vedremo poi questa importante "collaborazione"). La loro azione sul sistema nervoso comporta una migliore coordinazione neuromuscolare, di conseguenza massimizzano la congestione. Anche il tono ne beneficia significativamente, dato che i simpaticomimetici incrementano il tempo di permanenza delle scariche delle placche muscolari nel post work-out. Anche se non è argomento di questa lezione, è opportuno brevemente precisare che questi integratori hanno diversi effetti collaterali (dose dipendenti) e diverse controindicazioni. Pertanto, è opportuno che l'utilizzatore inesperto consulti un professionista della salute prima di avviare un'integrazione specifica. E ancora: anche in caso di utilizzo, questo non sarà protratto oltre i due mesi, ai quali seguirà un periodo di astensione di almeno un altro mese. Segnalo che allo scopo di incrementare la lipolisi, la vascolarizzazione e il metabolismo, si può agire anche in maniera speculare utilizzando un alfa-bloccante come la yohimbina. Purtroppo però ad oggi (Estate 2012) questo prodotto non è più vendibile da banco, dopo esserlo stato per diversi anni.

I tre punti sopra citati mostrano i metodi più comuni e diffusi per sostenere il metabolismo nelle fasi di definizione o di calo ponderale. Argomento della presente trattazione saranno altre due sostanze utili a questo scopo, pur essendo meno menzionate e utilizzate dagli esteti e dagli amanti del fitness: i guggulsteroni e la forskolina. Vi do subito la prima buona notizia: essi sono prodotti vendibili senza prescrizione medica. E vi do subito anche la seconda buona notizia: essi FUNZIONANO effettivamente.
Per capire la loro funzione Vi occorre prima un attimo di pazienza: dovete conoscere la fisiologia della tiroide, almeno nei suoi punti più importanti. Seguitemi nel mio prolisso e barboso dire nel prossimo capitolo...


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