A cura del Dott. Davide Racaniello
L'ornitina è un derivato aminoacidico con caratteristiche basiche, prodotto dal nostro organismo a partire dall'arginina, per intervento dell'enzima arginasi con conseguente produzione di urea.
L'ornitina rappresenta l'aminoacido iniziatore del ciclo dell'urea, grazie alla possibilità di interagire con il carbamil fosfato (veicolatore del primo gruppo amminico) per originare citrullina, la quale - fuoriuscendo dalla matrice mitocondriale - potrà garantire il proseguimento del ciclo stesso.
Questo ciclo, che si realizza tra il citoplasma e la matrice mitocondriale degli epatociti, diviene particolarmente intenso in seguito a digiuni prolungati o a diete iperproteiche, quando cioè l'ossidazione degli aminoacidi diviene una fonte energetica importantissima.
L'assunzione di ornitina - che si deve principalmente a cibi di origine animale, dalla carne al pesce e dalle uova al latte - non è quindi essenziale per l'organismo umano, data la presenza di una via metabolica in grado di provvedere alla sua sintesi.
In particolare, la caseina, una proteina abbondante nel latte, rappresenta un'ottima fonte per l'estrazione di ornitina, ottenibile in seguito ad idrolisi enzimatica condotta a 37°C.
L'ornitina, rientrando nel ciclo dell'urea, contribuisce al corretto processo di detossificazione da ammoniaca, il cui accumulo potrebbe seriamente compromettere lo stato di salute dell'individuo.
Nonostante sia un aminoacido, l'ornitina non è codificata dal codice genetico, bensì prodotta nell'organismo in seguito a parziale digestione dell'arginina, amminoacido condizionatamente essenziale che partecipa alla sintesi proteica, e la cui produzione nelle cellule extraepatiche rappresenta la finalità primaria del ciclo dell'urea.
Tralasciando il convenzionale ruolo biochimico-nutrizionale che si deve alla natura chimica di questo prodotto, l'ornitina sta assumendo sempre più importanza nel mondo scientifico, grazie ad una serie di studi che mostrano una sua partecipazione diretta in varie vie metaboliche, fisiologiche ed ormonali.
Più precisamente, studi preliminari hanno dimostrato come l'ornitina possa:
Alquanto difficile è trovare ornitina pura come integratore alimentare. Generalmente, questo amminoacido si trova per lo più associato all'arginina, sottoforma di ornitina alfa cheto glutarato (OKG), in vari integratori.
L'OKG è un derivato sintetico ottenuto associando due molecole di ornitina tramite un ponte di alfa cheto glutarato. Probabilmente, a quest'ultimo derivato aminoacidico - ottenuto dalla deaminazione del glutammato ed importante nell'economia cellulare della detossificazione epatica - si devono quegli effetti pro-energetici ed induttori della secrezione insulinica glucosio dipendente, osservati in alcuni studi in seguito alla somministrazione di OKG.
Comunemente, si tende ad enfatizzare e pubblicizzare l'acquisto di prodotti a base di ornitina per il presunto effetto anabolico associato alla somministrazione di questo aminoacido e dell'arginina. La ricerca di tale effetto, dimostrato da pochi studi e puntualmente smentito da altri, rischia di far perdere di vista un altro importante effetto, comunemente accettato e altrettanto importante per l'atleta; stiamo parlando dell'effetto detossificante.
E' infatti noto a tutti gli atleti come in seguito ad un esercizio fisico intenso, magari protratto nel tempo, si osservi un sensibile calo della performance (associato all'accumulo dell'ammoniaca derivata prevalentemente dall'ossidazione aminoacidica), che si manifesta sottoforma di fatica periferica-muscolare. Diversi studi, considerando che la sperimentazione su ornitina e derivati in ambito sportivo è molto esigua, hanno dimostrato come questo aminoacido - soprattutto se associato ad altri protagonisti del ciclo dell'urea, come l'arginina e la citrullina - possa migliorare sensibilmente l'escrezione di ammoniaca riducendo di conseguenza la sensazione di fatica.
I dosaggi proposti in letteratura, relativamente agli studi condotti su individui sani che hanno mostrato un reale beneficio in termini di riduzione della sensazione di fatica, si concentrano sulla quota di 2 grammi di ornitina al giorno per almeno una settimana, seguita dalla somministrazione acuta di 6 grammi (nel giorno della competizione). E' necessario ribadire come studi animali utilizzino dosaggi decisamente superiori, che risultano poco compatibili con l'utilizzo umano, data la presenza di importanti effetti collaterali a livello del tratto gastro-intestinale. Tuttavia, esistono diversi studi che utilizzano fino a 15 grammi al giorno di questo prodotto in pazienti affetti da gravi traumi, al fine di ridurre il catabolismo e ritardare l'effetto cachettico. Dosi così elevate non possono assolutamente essere ricavate dalla semplice alimentazione, ed è quindi necessario ricorrere ad un supplemento specifico.
L'assunzione di ornitina dovrebbe avvenire a stomaco vuoto, in modo da evitare qualsiasi fenomeno competitivo in grado di ridurre l'assorbimento di questo aminoacido.
Purtroppo non si hanno ancora studi significativi, né da un punto di vista farmacocinetico, né tanto meno da un punto di vista biologico, che possano guidare il professionista e l'utente nella messa a punto di protocolli integrativi particolarmente efficaci.
Effetti collaterali: dosi di ornitina superiori ai 10/20 grammi al giorno sono responsabili di una classica sintomatologia gastro-intestinale.
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voglo sapere come devo asumere le mie integratori,io praticho body building ,sono un amatore: salve ,sono uno 39 anne uomo peso 101 alteca 185 ,pratico body building amatoriale e mi sono comprato integratori per aumentare la massa muscolare,integratori sarebero
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