Ornitina

Generalità

L'ornitina è un derivato aminoacidico con caratteristiche basiche, prodotto dal nostro organismo a partire dall'arginina, per intervento dell'enzima arginasi con conseguente produzione di urea.
L'ornitina rappresenta l'aminoacido iniziatore del ciclo dell'urea, grazie alla possibilità di interagire con il carbamil-fosfato (veicolatore del primo gruppo amminico) per originare citrullina, la quale - fuoriuscendo dalla matrice mitocondriale - potrà garantire il proseguimento del ciclo stesso.
Questo ciclo, che si realizza  tra il citoplasma e la matrice mitocondriale degli epatociti, diviene particolarmente intenso in seguito a digiuni prolungati o a diete iperproteiche, quando cioè l'ossidazione degli aminoacidi diviene una fonte energetica importantissima.
L'assunzione di ornitina - che si deve principalmente a cibi di origine animale, dalla carne al pesce e dalle uova al latte - non è quindi essenziale per l'organismo umano, data la presenza di una via metabolica in grado di provvedere alla sua sintesi.
In particolare, la caseina, una proteina abbondante nel latte, rappresenta un'ottima fonte per l'estrazione di ornitina, ottenibile in seguito ad idrolisi enzimatica condotta a 37°C.


ornitina

Indicazioni

Perché si usa l'ornitina? A cosa serve?

L'ornitina, rientrando nel ciclo dell'urea, contribuisce al corretto processo di detossificazione da ammoniaca, il cui accumulo potrebbe seriamente compromettere lo stato di salute dell'individuo.
Nonostante sia un aminoacido, l'ornitina non è codificata dal codice genetico, bensì prodotta nell'organismo in seguito a parziale digestione dell'arginina, amminoacido condizionatamente essenziale che partecipa alla sintesi proteica, e la cui produzione nelle cellule extraepatiche rappresenta la finalità primaria del ciclo dell'urea.
Tralasciando il convenzionale ruolo biochimico-nutrizionale che si deve alla natura chimica di questo prodotto, l'ornitina sta assumendo sempre più importanza nel mondo scientifico, grazie ad una serie di studi che mostrano una sua partecipazione diretta in varie vie metaboliche, fisiologiche ed ormonali.
Più precisamente, studi preliminari hanno dimostrato come l'ornitina possa:

  • Presentare un ruolo antifatica: infatti, dosi di 2 g/die per 7 giorni e 6 g/die per un giorno, si sono dimostrate efficaci nel ridurre la sensazione di fatica in individui sani sottoposti ad esercizio, probabilmente migliorando l'escrezione di ammoniaca (coinvolta nella genesi della sensazione di fatica);
  • Svolgere un importante ruolo anticatabolico nel trattamento di gravi patologie, come ustioni, forti traumi e cachessia (in questo caso le dosi somministrate sono decisamente superiori, sino ad arrivare ai 10 g/die), dove contribuisce ad ottimizzare i processi di sintesi proteica;
  • Come precursore dell'amminoacido arginina, incrementare la secrezione di ossido nitrico, con una serie di benefici sia sul sistema vascolare che indirettamente sulla muscolatura;
  • Insieme all'arginina, stimolare la secrezione di GH ed IGF-1 in seguito ad esercizio fisico intenso: proprietà alquanto discussa e smentita da diverse evidenze sperimentali;
  • Contribuire alla produzione di poliammine, alcune delle quali con funzione protettiva nei confronti della barriera intestinale.

Proprietà ed Efficacia

Quali benefici ha dimostrato l'ornitina nel corso degli studi?

Comunemente, si tende ad enfatizzare e pubblicizzare l'acquisto di prodotti a base di ornitina per il presunto effetto anabolico associato alla somministrazione di questo aminoacido e dell'arginina.
La ricerca di tale effetto, dimostrato da pochi studi e puntualmente smentito da altri, rischia di far perdere di vista un altro importante effetto, comunemente accettato e altrettanto importante per l'atleta; stiamo parlando dell'effetto detossificante.
E' infatti noto a tutti gli atleti come, in seguito a un esercizio fisico intenso, magari protratto nel tempo, si osservi un sensibile calo della performance (associato all'accumulo dell'ammoniaca derivata soprattutto dall'ossidazione aminoacidica), che si manifesta sottoforma di fatica periferica-muscolare.

Diversi studi, considerando le modeste sperimentazioni attualmente presenti su ornitina e derivati in ambito sportivo, hanno dimostrato come questo aminoacido - soprattutto se associato ad altri protagonisti del ciclo dell'urea, come l'arginina e la citrullina - possa migliorare sensibilmente l'escrezione di ammoniaca, riducendo di conseguenza la sensazione di fatica.
La presenza di integratori di ornitina come ornitina alfa-cheto glutarato, giustificherebbe inoltre l'azione ergogenica, attribuibile al sale dell'ornitina.

Dosi e Modo d'uso

Come usare l'ornitina

I dosaggi proposti in letteratura variano evidentemente in base alle necessità e alle finalità dell'integrazione.
In ambito sportivo, il dosaggio di ornitina più efficace e caratterizzato è quello dei 2 grammi giornalieri nella sessione allenante e 6 g giornalieri nel giorno della competizione.
In ambito clinico, invece, l'effetto anticatabolico ed anticachettico, riservato a pazienti affetti da gravi ustioni o sottoposti ad interventi di chirurgia maggiore, si sarebbe osservato a dosaggi decisamente superiori, tali da sfiorare il limite consentito.
In ambito sperimentale, i dosaggi utilizzati tendono a crescere sensibilmente, raggiungendo anche i 15 g giornalieri, con tutti gli effetti collaterali del caso.
L'assunzione di ornitina dovrebbe avvenire a stomaco vuoto, in modo da evitare qualsiasi fenomeno competitivo in grado di ridurre l'assorbimento di questo aminoacido.
Purtroppo non si hanno ancora studi significativi, né da un punto di vista farmacocinetico, né tanto meno da un punto di vista biologico, che possano guidare il professionista e l'utente nella messa a punto di protocolli integrativi particolarmente efficaci.

Effetti Collaterali

L'uso di ornitina, a dosaggi superiori ai 10 g giornalieri, è stato associato alla comparsa di reazioni gastroenteriche quali nausea, crampi addominali e diarrea.

Controindicazioni

Quando non dev'essere usata l'ornitina?

L'uso di ornitina è controindicato nei soggetti ipersensibili al principio attivo e nei pazienti affetti da rari disordini genetici, come la deficienza da ornitina delta aminotransferasi.

Interazioni Farmacologiche

Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto dell'ornitina?

Non sono note al momento interazioni farmacologiche degne di nota tra ornitina ed altri principi attivi.

Precauzioni per l'uso

Cosa serve sapere prima di prendere l'ornitina?

Data l'assenza di studi, l'uso di integratori di ornitina è generalmente controindicato durante la gravidanza e l'allattamento al seno.