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      Ultima modifica: 02/02/2012
   

Olio di pesce

Vedi anche: olio di fegato di merluzzo


L'olio di pesce è la più generosa fonte alimentare di omega-tre, in particolare di acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA); questi acidi grassi possono essere sintetizzati anche nell'organismo a partire da un omega-3 precursore, l'acido alfa linolenico, particolarmente abbondante nelle noci, nell'olio di canola, di soia e di canapa, nonché nei semi di lino e nel relativo olio. In ogni caso, è preferibile ricavare EPA e DHA dall'olio di pesce piuttosto che acido alfa linolenico da altre fonti, dal momento che l'organismo può non avere a disposizione quantità enzimatiche sufficienti per operare un'ottimale conversione.

Olio di pesceL'olio di pesce viene spesso utilizzato per la sua capacità di ridurre i fenomeni infiammatori ed abbassare i livelli ematici di trigliceridi.

I pesci, così come gli uomini, non sono in grado di sintetizzare direttamente gli omega-tre, ma li accumulano nei loro tessuti assorbendoli dalle microalghe o dagli animali di cui si nutrono. Nella prima categoria rientrano le aringhe, le sardine ed altri pesci di piccola taglia, mentre merluzzi, salmone e tonno sono tra i predatori più ricchi di omega-tre. Alcuni di questi, come certe specie di tonno, lo squalo o verdesca ed il pesce spada, non dovrebbero essere consumati in quantità eccessive, poiché - essendo in cima alla catena alimentare - accumulano nelle loro carni non solo omega-3, ma anche tossine come policlorobifenili, diossina, mercurio e clordano. Dal momento che molte di queste sostanze, ed in particolare la diossina e alcuni pesticidi, sono liposolubili, si ritrovano in buone concentrazioni anche nell'olio di pesce. Per questo motivo è importante scegliere integratori di qualità, evitando quelli sottocosto o di marche misconosciute, per i quali è più probabile il superamento dei severi limiti stabiliti dalle autorità garanti. In generale, inoltre, sarebbe buona regola soddisfare il fabbisogno di omega-tre consumando il pesce come alimento, piuttosto che ricorrere all'olio come integratore; il rischio di tossicità, infatti, deriva anche dall'elevatissimo contenuto di vitamina A e vitamina D (al contrario della vitamina E, che se non adeguatamente integrata rischia di "esaurirsi" per contrastare i fenomeni ossidativi indotti dall'elevato apporto di grassi polinsaturi). Prudenza anche per i pazienti diabetici e per quelli in cura con anticoagulanti orali (vedi coumadin) o a rischio di sanguinamento. Gli integratori di olio di pesce possono causare lievi disturbi gastrointestinali, come bruciori di stomaco, reflusso e le classiche eruttazioni che "sanno di pesce"; tali effetti indesiderati possono essere attenuati dall'assunzione in concomitanza dei pasti principali. Il dosaggio normalmente consigliato varia dal grammo al grammo e mezzo al giorno.

Le più importanti fonti di olio di pesce sono il salmone di allevamento ed il fegato di merluzzo; il prodotto, una volta purificato, viene eventualmente integrato con tocoferolo e racchiuso in opercoli o perle di gelatina. I benefici ascritti all'integrazione di olio di pesce, e più in generale ai grassi omega-3 in esso contenuti (EPA e DHA), sono particolarmente numerosi. I principali e più studiati riguardano la salute del sistema cardiovascolare, con una lieve riduzione della pressione sanguigna e significativo calo della trigliceridemia; meno certo appare l'effetto positivo sui livelli di colesterolo. In generale, comunque, l'effetto protettivo degli omega-tre sulle patologie cardiovascolari è stato più volte dimostrato sia in prevenzione primaria che soprattutto in quella secondaria. Si noti che tali effetti non sembrano essere ugualmente benefici se EPA e DHA vengono sostituiti con il loro precursore (l'acido alfa-linolenico presente in alcuni oli vegetali). L'essenzialità di tali nutrienti li rende consigliabili anche in gravidanza (attenzione, però, al mercurio, più abbondante nelle carni rispetto all'olio), per assicurare l'ottimale sviluppo cerebrale del feto (esistono anche numerose evidenze sull'importanza di un adeguato apporto di EPA e DHA per assicurare l'ottimale efficienza cerebrale nelle varie fasi della vita). Infine, l'effetto antinfiammatorio degli omega-tre e dell'olio di pesce può giustificarne la possibile utilità coadiuvante nel trattamento di svariate patologie, come l'artrite reumatoide, la dermatite atopica e i dolori mestruali.


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Ultima domanda

Foto utenteAumentare la massa: cavolate quella dei 40 grammi non li assimili...dipende...dopo un workout intenso la sintesi proteica è molto più alta....lui deve giocare sul timing proteico, ergo più proteini e glucsio nell'immediato post allenamento..poi i restanti pasti vanno bene i 30 grammi a pasto senza tante pippe!
 

Ultima risposta

Foto professionistaPersonal Trainer: Ivan Mercolini

Quando aumentare intensità: Salve. Nella sua domanda è presente un vizio espositivo che va chiarito al fine di risponderle correttamente. Intanto, va premesso che l'intensità, affinchè l'allenamento sia proficuo, deve essere sempre alta, una volta terminato il periodo di condizionamento. Salvo che non si lavori in resistenza:...

 
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