Noni (Morinda Citrifolia)

Nome scientifico: Morinda Citrifolia L.
Famiglia: Rubiaceae
Sinonimi: Gelso indiano, Nonu, Nono, Bumbo, Lada, Munja e Canary Wood.


Origine del nome: Morinda (nome latino del genere) deriva dalla fusione delle due parole Morus (Gelso) e India; Citrifolia (nome latino della specie) allude alla somiglianza delle foglie con quelle del limone (Citrus); Noni, il nome comune più usato, è invece di origine polinesiana.

NoniParti utilizzate del Noni: Le parti principalmente utilizzate e commercializzate derivano dal frutto: il succo, la purea ed il concentrato dei frutti. In Italia, le forme farmaceutiche attualmente disponibili per il Noni (come alimento o integratore): comprendono il succo, le capsule liofilizzate e l'olio.

Finalità fisiologiche e salutistiche: Attività immunomodulante, attività di protezione gastrica, azione detossificante, tonico ed antiossidante.

Novel food ai sensi del regolamento (CE) 258/97: Apporti massimi giornalieri: succo: 30 ml; purea: 26 g; concentrato dei frutti: 6 g.

Descrizione botanica

La pianta del Noni (Morinda citrifolia) è un piccolo albero sempreverde originario del Sud-Est asiatico: dall'India a Taiwan, fino all'Australia settentrionale. Noni - Pianta Fiori FruttoAttualmente, la specie è coltivata e ampiamente naturalizzata in tutta la fascia tropicale; la sua distribuzione areale si estende attraverso le isole del Pacifico, Australia, India ecc. La Polinesia è il centro di massima coltivazione del Noni, dove le piante trovano il loro habitat ideale e dove la raccolta e la trasformazione dei frutti hanno una storia plurisecolare.
L'adattabilità ambientale del Noni è molto elevata: la pianta tollera esposizioni soleggiate o in ombra e climi aridi o umidi; può essere coltivata su tutti i tipi di suoli (acidi, neutri o alcalini) e resiste anche af elevate concentrazioni saline. Per queste caratteristiche è possibile trovarlo in prossimità di coste rocciose o sabbiose, in terreni vulcanici o radure calcaree.
L'albero del Noni ha dimensioni variabili, con un'altezza compresa tra i 3 e i 6 metri, raramente può crescere fino a 9 m. Le foglie sono ellittiche, grandi (20-45 cm), lucide e di colore verde scuro.
La pianta del Noni è sempre in attività: fiorisce per tutto l'anno e produce 4-8 kg di frutta ogni mese. Il fiori sono profumati, provvisti di 5 o 6 petali di colore bianco, sbocciano a forma di grappolo e sono ermafroditi (provvisti cioè sia l'apparato maschile che femminile).
Il frutto è un sincarpo (una fusione di piccoli frutti multipli) dalla caratteristica forma ovale e bitorzoluta, ricoperto da piccole protuberanze, che contengono i semi. Attraverso le sue fasi di maturazione, il frutto del Noni assume inizialmente un colore verde, che diventerà da giallo a bianco con la piena maturazione. La polpa matura è tenera ed è caratterizzata da un odore pungente e da un sapore molto forte (spesso richiama alla mente un formaggio troppo stagionato). Questa contiene numerosi componenti importanti tra cui vitamina C, ferro, potassio, calcio e sodio. Un frutto, può contenere fino a 150 semi di forma triangolare e di colore rosso-marrone.

Usi alimentari del Noni

Il Noni viene impiegato da diversi secoli per scopi alimentari. Le parti principalmente utilizzate in ambito culinario sono i frutti maturi (crudi e cotti), le foglie ed i semi arrostiti.


Curiosità

  • In India, le foglie del Noni sono usate anche come alimento per gli animali domestici e per i bachi da seta.
  • Storicamente, alcune parti della pianta sono state utilizzate come colorante naturale per tessuti e pellami:
    • colorante rossastro-violaceo, derivante dalla corteccia del Noni;
    • colorante giallo, ottenuto dalle radici (chiamato anche "morindone");
  • Come le altre specie arboree, viene utilizzato il legno come materiale da costruzione.
  • Dai semi, invece, si ricava un olio repellente per gli insetti.

Il valore officinale del Noni

I guaritori indigeni della Polinesia, i Kahuna, hanno sfruttato per secoli le proprietà di questa pianta per curare i malesseri della popolazione. Nella medicina naturale, tutte le parti del Noni sono state utilizzate: corteccia, radici, foglie, fiori e frutti. Nella tradizione polinesiana, il Noni era utilizzato come rimedio curativo per diverse malattie: ferite, affezioni della pelle, problemi respiratori, febbre e malanni legati dell'anzianità. Tuttavia, è il frutto - assieme al succo che se ne estrae - con le sue numerose proprietà terapeutiche, a rappresentare da sempre la parte più preziosa di questa pianta.
Alcuni utilizzi previsti dalla medicina tradizionale della pianta sono:


Parti della pianta

Proprietà terapeutiche

Radici

Gli estratti della radice venivano utilizzati per abbassare la pressione sanguigna e per attenuare i gonfiori. Questa parte della pianta del Noni possiede la particolarità di contenere l'intero spettro degli aminoacidi. La radice era utilizzata anche in caso di diarrea e febbre.

  • Succo ottenuto dalle radici: gravi ferite infette.

Foglie

Ferite, rossori della pelle, ipertensione, emorragie, mal di stomaco, mal di testa, ustioni, fratture, diabete, perdita di appetito, disturbi del tratto urinario, gonfiore addominale, ernie e carenza di vitamina A.

Corteccia

Semi

Azione purgante.

Fiori

Davano sollievo in caso di infiammazione agli occhi.

Frutto

Raffreddori, emicrania, allergie, congestioni, spossatezza, fratture ossee, contusioni, distorsioni, ferite, tumori, depressione, asma e problemi dell'apparato digestivo.


NOTA BENE: gli impieghi degli estratti naturali nelle etnomedicine rappresentano un semplice punto di partenza. Il ricercatore può infatti attingere dagli usi medici tradizionali per testarne la validità, eseguendo particolari studi (botanici, chimici, fitochimici) che gli consentano di individuare i princìpi attivi responsabili dell'effetto terapeutico ipotizzato. Questi studi possono confermare o smentire gli effetti affermati dalla medicina tradizionale. Come succede per la stragrande maggioranza degli integratori magnificati come "panacea di tutti i mali", le timide evidenze sui possibili effetti terapeutici del Noni sono state raccolte attraverso l'applicazione di alcuni suoi costituenti chimici in campi molto, molto ristretti, in vitro, su animali ecc. Di conseguenza al Noni (frutto o succo) non è attruibile alcuna attività terapeutica (o curativa che dir si voglia).


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Ultima modifica dell'articolo: 22/06/2016