Il corretto approccio agli integratori alimentari

A cura di Ivan Mercolini


L'esperimento più serio è quello a doppio cieco con placebo e gruppo di controllo.
Che cosa significa doppio cieco. Significa che ad un gruppo viene somministrato un placebo, mentre ad un altro gruppo viene somministrata la sostanza attiva. Entrambi i gruppi si allenano. Ma né gli scienziati, né gli atleti, sanno a chi è stato somministrato il placebo e a chi la sostanza attiva (ecco perchè doppio cieco). L'informazione è top secret e riservata al computer. Vi è un terzo gruppo, detto di controllo, che si allena senza assumere nulla.
nascita integratoreAl termine dello studio, si apre il fascicolo segreto e si guarda se tra i sottoposti a principio attivo, placebo e gruppo di controllo si sono avute differenze significative nei risultati e se ne traggono le conclusioni. Lo studio viene ripetuto per ulteriori conferme e con soggetti diversi. I risultati e la modalità di esecuzione dello studio con le dosi (abstract) vengono pubblicati nei giornali scientifici del settore.
Oltre che dalle grandi ditte di integratori, questi studi possono esser finanziati anche dallo stato o da gruppi di ricerca universitari.
Se la sostanza si rivela valida, ottenute le concessioni governative, la si lancia sul mercato con campagnie pubblicitarie idonee.

Vediamo ora i punti deboli di queste ricerche. Intanto, bisogna esser certi che lo studio sia stato eseguito in doppio cieco, quindi non possa esser inquinato dalle aspettative degli scienziati e atleti. Poi bisogna valutare la buona fede e le capacità.

Infatti è chiaro che se un'azienda spende tanti soldi su una sostanza, ha tutto l'interesse che questa sia valida, altrimenti avrebbe gettato finanze al vento. Ora, le aziende serie si comportano in maniera obiettiva, quelle poco serie o ladre, spingono i ricercatori affinchè falsino/gonfino i risultati. Vi posso garantire che ciò avviene. Essendo poi queste aziende, proprietarie di diverse riviste del settore body building, fitness, wellness, ecc., pagano autori per scrivere notizie entusiastiche su questi prodotti.
Ecco quindi un primo pericolo per il consumatore: la cattiva fede del produttore e la probabile inaffidabilità delle proprie riviste preferite.

Altro pericolo, questa volta dal verso opposto. Cioè il risultato potrebbe essere "sgonfiato" rispetto al reale. Infatti, da istruttore e da studioso, posso dirvi che spesso gli scienziati incaricati di questi esperimenti, non sanno porre le condizioni perchè il principio attivo possa funzionare. Bisogna cioè conoscere bene i princìpi dell'allenamento e della dieta. Se noi dovessimo, ad esempio, dimostrare l'effetto lipolitico della caffeina, prendendo come soggetti di studio dei consumatori abituali pure sedentari, è chiaro che il risultato ci direbbe che questo alcaloide non fa dimagrire. Oppure, se volessimo dimostrare la capacità ergogena della creatina, dovremmo far allenare bene e intensamente gli atleti. Se gli facessimo fare serie leggere, blande, non a cedimento vero, è chiaro che sembrerebbe un integratore inefficace.
Vi faccio un esempio ancora più chiaro, così apro anche una polemica.

Voi sapete, perchè scrivono così, che l'acido lattico ha una forte incidenza nella eziologia della cellalgia. Ma questo, è davvero fare un torto all'intelligenza umana. Senza fare grandi discussioni accademiche, vi basti l'evidenza empirica a dimostrare che è un'affermazione che non può esser presa di per sé, senza contestualizzarla. Tutte le atlete fitness, le body builders soft e hard si allenano in maniera anaerobica. Le fotomodelle che seguo si allenano in maniera anaerobica. Eppure non vi è traccia di cellalgia, anzi i loro glutei sono sempre in copertina. Perchè? Perchè l'affermazione "l'acido lattico porta a cellalgia" è una affermazione che presa di per sé non significa nulla. Va contestualizzata come segue e dimostra quanto spesso gli studi siano eseguiti in maniera grossolana.
Se prendo un gruppo di ragazze sedentarie, studentesse, che passano dalla sedia alla bottiglia di tequila, sigarette e patate fritte (cioè il trend moderno) e faccio loro eseguire uno scatto fino alla produzione di lattato e poi controllo il pH del parenchima, è chiaro che questo è sceso e stimola la polimerizzazione dei mucopolisaccaridi, ecc. ecc. Cosa dovrei dedurre? Che un allenamento al lattato stimola la cellalgia?
Ecco perchè Vi ripeto: dipende da come sono eseguiti gli studi e da chi li esegue. Infatti, se continuassimo nello studio, portandolo al lungo termine e associandolo ad una giusta alimentazione, noteremmo nel tempo un aumento di massa magra, un innalzamento della soglia del lattato, una maggior capacità tampone, una riduzione del grasso, una maggior circolazione linfatica e NESSUNA TRACCIA di cellalgia, ma anzi due glutei a cui si potrebbe tirare un bullone con la fionda.

Chiaro il concetto? Quindi non siate miopi. Considerate che fino a poco fa la scienza scriveva testualmente  che: "Non vi è ancora alcuna certezza scientifica che l'uso degli steroidi anabolizzanti nel body building abbia effetti nell'aumento della massa magra indotta dall'allenamento anaerobico". Quindi l'attuale Mr. Olympia è così solo perchè mangia tanta pappa. E mi raccomando, che sia "un po' di tutto", termine che fa felice il politico corretto che deve tener conto di far lavorare tutte le industrie/aziende agricole alimentari del paese. Siamo passati dai secoli preilluministici, quando tutti il modello della realtà era accettato per fede, al relativismo odierno, dove non si considera reale nulla se prima non è dimostrato scientificamente in maniera inoppugnabile.  Nessuno ha dimostrato la mia esistenza, quindi non esisto (ecco perchè sono sempre solo e disadattato come un pinguino nel sahara! ^_^'). Siamo praticamente passati da una comica ad un'altra.


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Ultima modifica dell'articolo: 27/08/2016

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