Menopausa: un approccio naturale

 Erborista Vittorio Trotta


La menopausa indica il periodo in cui nella donna cessa completamente il ciclo riproduttivo: dopo circa 40 anni di cicli mestruali, il ciclo diviene inizialmente irregolare, sino a fermarsi del tutto.
L'età media in cui una donna va incontro a menopausa si aggira attorno ai 51 anni.
Menopausa, approccio naturaleLa menopausa, quindi la fine dei cicli riproduttivi,  non è dovuta all'ipofisi, bensì all'ovaio, che non è più in grado di rispondere adeguatamente alle gonadotropine prodotte dalla ghiandola pituitaria: in questo modo, in assenza di retroazione negativa (risposta a feedback negativo),  il livello di gonadotropine aumenta notevolmente nel tentativo di portare a maturazione un gran numero di follicoli ovarici.
In menopausa l'assenza di estrogeni provoca sintomi di varia gravità: vampate di calore, atrofia dei genitali e delle mammelle, sudorazione, secchezza vaginale, irritabilità, depressione ed osteoporosi dovuta alla perdita di calcio dall'osso.
La terapia farmacologica classica si basa sulla terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni e progesterone, con lo scopo di ridurre i sintomi e prevenire l'osteoporosi; se da un lato i benefici sono notevoli, dall'altro questa terapia non è priva di effetti collaterali: nausea, predisposizione a fenomeni trombotici, ipertensione, ma soprattutto aumento dell'incidenza di carcinoma all'utero ed alla mammella.
Accanto alla terapia classica della menopausa è utile pensare ad un ausilio fitoterapico in grado di alleviare i fastidiosissimi sintomi associati: in questo senso, molto importanti risultano la Cimicifuga (Cimicifuga Racemosa) e l'Agnocasto (Vitex agnus-castus).

Cimicifuga

La Cimicifuga, detta comunemente “erba delle donne”, è una pianta perenne erbacea coltivata in tutta Europa, appartenete alla famiglia delle Ranuncolacee; la droga è costituita dai rizomi e dalle radici essiccate o fresche, e contiene glicosidi triterpenici (acteina e cimifugoside) - importanti per le disfunzioni neurovegetative premestruali e dismenorroiche - acidi fenolici, alcaloidi chinolizidinici, flavonoidi e resine (cimicifugina).
Oggi, in commercio si trova la Cimicifuga sotto forma di estratto titolato e standardizzato al 2,5% in triterpeni (acteina).
La Cimicifuga non ha un meccanismo d'azione noto, anche se si suppone che la sua attività sia di tipo centrale, per intervento dell'acteina in particolare sui recettori dopaminergici ipotalamici.
La Cimicifuga è in grado di ridurre i livelli ematici di LH (ormone luteinizzante) ma non quelli di FSH (ormone follicolo stimolante) e prolattina; tende inoltre ad antagonizzare la perdita ossea minerale.
Molti studi clinici hanno confermato le capacità di questa pianta di ridurre la sintomatologia della menopausa:

  • 86,6% miglioramenti nelle vampate di calore;
  • 88,5% miglioramento della sudorazione eccessiva;
  • 91,9% miglioramento cefalea;
  • 86,5% miglioramento dell'irritabilità;
  • 82,5% miglioramento dei disturbi del sonno;
  • 90,4% miglioramento palpitazioni cardiache.

Se utilizzata in modo corretto, la Cimicifuga sembra essere una droga sicura, anche se può provocare lievi disturbi a livello gastrico. Inoltre, non vengono segnalate interazioni con altri medicinali.
La pianta contiene salicilati, quindi non dev'essere assolutamente assunta da soggetti con allergia all'acido acetilsalicilico.

Agnocasto e menopausa

L'altra pianta di interesse è l'Agnocasto: la droga è data dal frutto maturo della pianta, che si presenta come bacca nera contenente quattro semi.
La droga di Agnocasto contiene glicosidi iridoidi (aucubina, agnoside), flavonoidi (caticina, vitexina, isovitexina), terpeni (vitexilattone) ed alcaloidi (vaticina).
L'estratto di Agnocasto agisce direttamente a livello dell'ipofisi anteriore: con meccanismo dopaminergico (stimolo sui recettori D2 di ipotalamo ed ipofisi anteriore) è in grado di inibire la secrezione di prolattina, sia a livello basale che stimolata da TRH; inoltre, modifica i livelli ematici dell'ormone luteinizzante e dell'ormone follicolo stimolante andando a stimolarne la secrezione.
Anche in questo caso non è ancora chiaro quale sia la sostanza in grado di provocare l'effetto farmacologico, quindi si ritiene che i glicosidi iridoidi, i flavonoidi ed i diterpeni possano concorrere all'azione farmacologica.
L'Agnocasto è una droga sicura, che non ha interazioni con altri farmaci, sebbene siano state descritte reazioni allergiche comunque regredite con l'interruzione del trattamento; gli effetti collaterali sono lievi e reversibili e comprendono nausea, mal di testa, disturbi gastrointestinali e mestruali, acne, prurito ed eritema.
Particolare accortezza va posta in caso di utilizzo in concomitanza ad altre terapie ormonali, viste le proprietà endocrine appena descritte.
Alcuni saggi farmacologici sull'Agnocasto ne hanno confermato le azioni come antispasmodico e sedativo per i dolori intestinali ed addominali: la somministrazione dell'estratto ha fatto registrare effetti benefici in donne tra i 20 ed i 40 anni con ristabilimento dei livelli ematici di progesterone ed altri valori endocrini.




Altri rimedi naturali utili in menopausa

Oltre a Cimicifuga ed Agnocasto, nella pratica fitoterapica abbiamo a disposizione anche altre piante dotate di sostanze correttive nei confronti dei disturbi più diffusi della menopausa.
Una classe di composti molto importanti in questo senso è quella degli isoflavoni (definiti impropriamente fitoestrogeni), che si trovano in molti legumi, particolarmente nella Soja (Soja hispida) e nel Trifoglio rosso (Trifolium pratense).
Nella Soja i principi attivi utili durante la menopausa sono localizzati nei semi, dove troviamo isoflavoni (genisteina 70-85%, daidzeina 10-30%, gliciteina), lipidi ricchi in acidi grassi insaturi (linoleico, linolenico ed oleico), protidi e saponine con effetto ipocolesterolemizzante.
Gli effetti principali della soja sono quelli di ridurre le vampate, i disturbi del sonno, l'irritabilità e la depressione; per la presenza di componenti ipocolesterolemizzanti riduce anche l'incidenza di manifestazioni vasomotorie ed i livelli di colesterolo totale; è priva di effetti collaterali, ma molto importante è la possibile azione preventiva nei confronti dei tumori al seno e all'utero.
Per quanto riguarda il Trifoglio rosso, di questa pianta si utilizzano le foglie ed i fiori, dove troviamo principalmente isoflavoni (biocanina A, che è il precursore della genisteina, formononetina, genisteina, daidzeina).
Gli isoflavoni del trifoglio sono presenti in concentrazioni maggiori rispetto a quelli della soja, ed è questo il motivo per cui la posologia dei prodotti a base di trifoglio è ridotta.
Le proprietà terapeutiche del trifoglio sono le stesse della soja e comprendono riduzione delle vampate e dell'irritabilità, e prevenzione della perdita ossea.
Uno dei fattori importanti durante la menopausa è la drastica riduzione dei livelli di progesterone in seguito ad un calo nella sua produzione: una pianta molto importante in questo senso è la Dioscorea (Dioscorea villosa).
La Dioscorea è ricca di diosgenina, una sapogenina molto simile dal punto di vista strutturale al progesterone; l'uso di questa pianta è in grado di normalizzare il rapporto estrogeni-progesterone; infatti, l'assunzione di dioscorea estratto secco titolato al 20% in diosgenina, alla dose di una compressa da 400mg al giorno, rappresenta il completamento ideale alla terapia ormonale sostitutiva naturale in menopausa.
L'utilizzo di estratti di dioscorea, attraverso diversi studi clinici, si è dimostrato utile nel favorire il mantenimento della densità ossea ma anche nel trattamento di vaginiti, endometriosi e fibromi uterini.



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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016