Il Khat è una droga naturale costituita dalle foglie fresche dell'arbusto Catha Edulis, tipico della penisola Arabica e dell'Africa orientale (Yemen, Zambia, Somalia ed Etiopia). Le foglioline ed i rami più teneri di questo piccolo arbusto vengono tradizionalmente masticati allo stato fresco dalle popolazioni indigene, allo scopo di alleviare la fatica, migliorare lo stato di vigilanza ed attenuare i morsi della fame. L'utilizzo della droga è quindi più voluttuario che terapeutico.
L'assunzione del Khat produce effetti assai simili a quelli dei preparati amfetaminici meno potenti. Nella droga, infatti, si ritrovano gli alcaloidi cathina e cathinone; quest'ultimo ha una struttura ed un'attività farmacologica amfetaminosimile: come tale, produce effetti anoressizzanti, stimolanti nervini ed antifatica.
Il cathinone, tuttavia, è un composto instabile e come tale - durante l'essiccamento delle foglie - subisce una trasformazione enzimatica in cathina (norpseudoefedrina) e norefedrina, che nel complesso mostrano effetti attenutati rispetto alla molecola di partenza. Per questo motivo, nelle zone di origine, il Khat viene avvolto in foglie di banana e masticato allo stato fresco; in questo modo produce euforia, logorrea, eccitamento, insonnia, effetti afrodisiaci spesso di tipo illusorio, diminuzione del senso di fatica, del dolore, della stanchezza mentale e della fame. Tutti questi effetti del Khat producono dipendenza, essenzialmente psichica, tanto che l'individuo si concentra soprattutto sull'approvvigionamento della droga, perdendo di vista altre e più importanti necessità, come il cibo ed il lavoro. Contrariamente a quanto accade per la dipendenza comune da amfetamine, il Kath non produce assuefazione e la comparsa di sintomi da astinenza è piuttosto rara (bulimia, aumento patologico dell'appetito e depressione).
Gli effetti collaterali del Khat si concentrano a livello del tubo digerente (stomatiti, esofagiti, gastriti, cirrosi epatica, costipazione) e del sistema cardiovascolare (ipertensione, cardiopatie, emorragie cerebrali). Il rischio di edema polmonare, la ritenzione urinaria ed il decadimento generale delle facoltà intellettive completano il profilo di tossicità acuta e cronica del Khat, che per questo non è attualmente ammesso negli integratori commercializzati in Italia.
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