Karkadè

Il karkadè, noto anche come tè di ibisco o tè dell'Abissinia, è una bevanda che deriva dai petali essiccati dei fiori scarlatti, carnosi e profumati, della pianta di Hibiscus sabdariffa. L'infuso a base di karkadè, conosciuto in tutto il mondo, si prepara in maniera simile al classico tè, e può essere consumato sia caldo che freddo. La bevanda che si ottiene possiede un inconfondibile colore rosso intenso ed un gusto leggermente acidulo.

Il consumo di karkadè è particolarmente diffuso in Egitto, per le sue proprietà astringenti, che contribuiscono a combattere la disidratazione e la sete. In Italia, l'infuso, noto come carcadè, è stato introdotto come prodotto coloniale proveniente dall'Eritrea (colonia italiana dal 1860 al 1941): in passato, il karkadè veniva utilizzato come sostituto del tè e bevuto solitamente freddo e zuccherato, con l'aggiunta di succo di limone appena spremuto. In altri Paesi europei, invece, è spesso utilizzato come ingrediente in tisane miste (soprattutto con malva o rosa canina).

Karkadè infuso

Coltivazione e lavorazione tradizionale del karkadè

L'Hibiscus sabdariffa appartiene alla famiglia delle Malvaceae e cresce nelle regioni tropicali (soprattutto in Africa e nei Caraibi). La pianta da cui si ricava il karkadè è un'arbustiva perenne, che richiede terreno fertile sabbioso e calore: ha bisogno di circa 13 ore di luce solare durante i primi 4-5 mesi di crescita. I calici floreali maturano durante le lunghe e calde giornate estive, e la loro raccolta inizia in autunno. I fiori sono quindi stesi, a mano, su reti metalliche e lasciati asciugare al sole per 3-4 giorni. Una volta completato il processo di essiccazione, i petali sono separati dal resto del fiore e confezionati.

Preparazione del karkadè

Bevanda. La preparazione della bevanda a base di karkadè è molto semplice: dopo aver fatto bollire una tazza abbondante di acqua minerale naturale, versare un cucchiaino di karkadè (petali essiccati e sminuzzati). Lasciare in infusione per 5-8 minuti, filtrare bene e dolcificare a piacere con zucchero o miele. Il karkadè può essere consumato anche freddo: con una fetta di limone e qualche cubetto di ghiaccio si trasforma in una bevanda dissetante e rinfrescante.Si possono consumare 1-2 tazze di karkadè al giorno.
Uso esterno. Il karkadè può essere sfruttato anche per uso esterno: per la presenza di mucillagini e polifenoli, può essere applicato a livello cutaneo come lenitivo o doposole. Per preparare un impacco, è possibile preparare un infuso al karkadè ristretto, per poi applicarlo, con una compressa di garza, sulle zone del corpo più arrossate dopo l'esposizione al sole. Il karkadè è adatto anche per le pelli sensibili e può essere utilizzato in associazione con malva, ippocastano e calendula.

Componenti principali del karkadè

Il karkadè contiene:

Il karkadè non possiede principi attivi eccitanti e non contiene caffeina.

Karkadè: controindicazioni

In forma di infuso, il karkadè è leggermente lassativo e per questo si consiglia di NON assumerne eccessive quantità. Inoltre, si dovrebbe prestare cautela durante la gravidanza e l'allattamento o in caso di ipotensione.
Alle dosi indicate non si segnalano altri particolari effetti indesiderati.

Potenziali benefici per la salute del karkadè

Il karkadè stimola l'attività renale e facilita la funzione dell'apparato digerente. Il consumo della bevanda è utile per agevolare la digestione, eliminare le scorie metaboliche e per combattere la stipsi (per l'azione leggermente lassativa). Inoltre, come tisana, il karkadè possiede proprietà diuretiche ed antisettiche delle vie urinarie. La presenza degli antociani e dei flavonoidi rendono l'Ibisco una pianta angioprotettiva. Il karkadè, infatti, è un alleato della circolazione: si afferma che abbia capacità regolatrici della pressione sanguigna e molti studi scientifici sono orientati a dimostrarne tali proprietà.Il karkadè sembra essere efficace nell'abbassare e controllare i valori pressori nei pazienti con diabete di tipo 2, pre-ipertensione o in caso di lieve ipertensione, con un ampio margine di tollerabilità e sicurezza. In particolare, alcune ricerche sembrano confermare le sue efficaci proprietà anti-ipertensive, che sarebbero addirittura equivalenti a quelle di determinati ACE inibitori (farmaci che bloccano l'enzima di conversione dell'angiotensina, utilizzati soprattutto nella terapia dell'ipertensione arteriosa).

L'effetto di riduzione della pressione sanguigna del karkadè è stato attribuito al suo effetto diuretico e alla sua capacità di ridurre l'attività dell'enzima di conversione dell'angiotensina, grazie alla presenza degli antociani. Tuttavia, non è disponibile alcuna prova attendibile a sostegno del consumo di karkadè nel trattamento dell'ipertensione primaria.

Nel caso si decida di utilizzare il karkadè come coadiuvante terapeutico dell'ipertensione è assolutamente necessario ricevere l'approvazione del medico curante, evitando l'autoterapia.



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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015