Depressione ed iperico

 Erborista Vittorio Trotta


La depressione è uno stato psicopatologico contrassegnato da un calo del tono dell'umore, da abbattimento e da prostrazione psico-fisica. Esistono diverse forme di depressione, differenziabili in parte sulle differenti cause o concause scatenanti (in base a lesioni organiche, malattie generali concomitanti, substrati biologici come deficit di neuromodulatori, fattori genetici e psicodinamici).
La depressione è conclamata quando sono presenti contemporaneamente 5 o più dei sintomi diagnostici tipici, per almeno 2 settimane di osservazione:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto oppure osservato da altri;
  • marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi, le attività;
  • significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno;
  • insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno;
  • agitazione o rallentamento psicomotorio;
  • affaticabilità o mancanza di energia;
  • sentimenti di autosvalutazione, oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa, quasi ogni giorno;
  • diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi e difficoltà a prendere decisioni;
  • ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio.

Nella depressione, accanto a tristezza, disistima, disinteresse e scarsa capacità di iniziativa, sono spesso presenti nel soggetto sentimenti di insicurezza, senso di indegnità, irrequietezza ed ansia; sono sempre presenti insonnia, diminuzione del desiderio sessuale, cefalea, vertigini, turbe funzionali cardiovascolari.
DepressioneLa depressione è una malattia sottostimata e sotto-diagnosticata, che spesso cronicizza e nel 50% dei casi dà luogo a recidive; è una malattia che colpisce in modo uguale entrambi i sessi e a tutte le età, anche se l'incidenza è maggiore negli anziani.
La difficoltà nella diagnosi delle sindromi depressive risiede nell'oggettiva difficoltà a riconoscere i sintomi come specifici.
La terapia farmacologica tradizionale è senz'altro quella che ha più successo nelle forme di depressione più gravi; di conseguenza, si evince come la fitoterapia possa trovare innegabili difficoltà di inserimento nell'ambito terapeutico delle psicosi.
Accanto alle forme gravi di depressione, dove le cause sono molto complicate e di difficile trattamento, vi sono anche forme lievi o minori, spesso riconducibili a conflitti interiori del paziente, quali difficoltà di adattamento oppure vicissitudini esistenziali. La fitoterapia è utile in questi casi, poiché il malessere non raggiunge mai livelli di alienazione totale (come nei casi di grave depressione) ed i sintomi sono facilmente riconoscibili e trattabili (prevalgono in queste persone pessimismo, irritabilità e scontento).
La depressione dev'essere curata da medici e psichiatri, ma le forme minori possono essere trattate con successo utilizzando rimedi fitoterapici che, attraverso test clinici e diagnostici, hanno dimostrato di possedere un feedback positivo sugli individui trattati.
Il trattamento della sindrome depressiva si basa principalmente sulla psicoterapia e sulla terapia farmacologica, che mira ad incrementare la quantità di neurotrasmettitori utilizzabili dai recettori cerebrali (IMAO; SSRI; SNRI; NASSA...).
Nelle forme lievi di depressione (depressione lieve-moderata) solo alcune piante si sono effettivamente dimostrate capaci di agire sulla sintomatologia, portando così un beneficio per il paziente: in primis l'Iperico, ma ancora la Griffonia, la Rodiola e gli adattogeniPanax Ginseng ed Eleuterococco (utilizzati come supporto). Questi fitoterapici, con meccanismi d'azione attribuibili ai vari componenti fitochimici o più spesso all'intero fitocomplesso, possono essere prescritti e consigliati a dosaggi terapeutici per cicli lunghi, tenendo ben presenti le interazioni farmacologiche e le controindicazioni.

Iperico (Erba di San Giovanni)

Nome: Hypericum perforatum
Famiglia: Hypericaceae

 

L'iperico rappresenta un vero e proprio farmaco nel trattamento delle depressioni lievi, che in Italia viene utilizzato a questo scopo solo sotto prescrizione medica.
Le parti di interesse, utilizzate per le preparazioni fitoterapiche, sono le foglie e le sommità fiorite (applicazione nella preparazione di tisane: utilizzare 1-2 cucchiaini di sommità per 150ml di acqua bollente; lasciare in infusione per 5-10 minuti, filtrare e bere per un periodo di più settimane al mattino e alla sera).
Tra i principi attivi dell'iperico possiamo ricordare:

ipericoL'ipericina è considerato il principio attivo principale nel trattamento della depressione, insieme ad iperforina ed ai flavonoidi.
Gli estratti di iperico sono superiori al placebo nel trattamento degli stati depressivi di lieve-modesta gravità, e per questa indicazione sono efficaci come gli antidepressivi convenzionali.
Il fitopreparato di iperico sembra inibire la ricaptazione delle ammine cerebrali (serotonina e noradrenalina); estratti metanolici di ipericina ed iperforina hanno inibito in vitro la captazione sinaptosomale della serotonina, della noradrenalina, della dopamina e del GABA.


 

Iperico, indicazioni terapeutiche:

  • trattamento sintomatico degli stati depressivi di lieve-moderata gravità;
  • trattamento esterno di ferite, bruciature ed ulcerazioni della pelle (oleolito di iperico).

Le dosi giornaliere consigliate (900mg, o comunque dai 600 ai 1200 mg) per gli estratti standardizzati in ipericina sono equivalenti a 0,2-2,7 mg di ipericina.
L'effetto dell'iperico si manifesta dopo 2-4 settimane di trattamento (come i farmaci tradizionali).
Gli estratti secchi e le tinture madri sono in genere ben tollerati, anche dal paziente anziano.
Effetti collaterali minori, che comprendono rush cutaneo, nausea, astenia ed irrequietezza, sono stati osservati in una percentuale che va dal 2,4 al 7,4% dei pazienti trattati.
L'uso di iperico è sconsigliato durante la gravidanza, il puerperio ed in pediatria.
Occorre evitare l'utilizzo di iperico in contemporanea all'uso di altri antidepressivi di sintesi (es. antidepressivi triciclici e SSRI), per non incorrere nel rischio di “sindrome serotoninergica”.
L'iperico è un potente induttore del sistema microsomiale epatico (induce l'attività degli isoenzimi del citocromo P450), quindi non è raccomandabile l'utilizzo di iperico quando si stanno assumendo altri farmaci di cui potrebbe ridurre l'efficacia (es. ciclosporina, teofillina, benzodiazepine, farfari, indinavir, ritonavir, saquinavir, contraccettivi orali, anticonvulsivanti quali carbamazepina e fenobarbitale, digossina, antiemicranici, ...).
Per quanto riguarda la fotosensibilità indotta dalla presenza di ipericina, nell'uomo sono stati documentati 2 casi: il primo in un soggetto che ha fatto uso di iperico per 3 anni, mentre il secondo in una donna di 35 anni che dopo 4 settimane di trattamento sviluppò una neuropatia non meglio specificata; in entrambi i casi i  sintomi regredirono in seguito alla sospensione del trattamento. Altri studi indicano che la fotosensibilità si manifesta con dosaggi più alti rispetto alla dose consigliata.
Tra gli effetti collaterali gravi, conseguenti all'uso di iperico, in fitovigilanza sono stati evidenziati alcuni casi di “mania” (es.  un paziente di 20 anni con psicosi maniaco depressiva - che aveva sostituito la cura prescritta per il disturbo bipolare con l'iperico, alla dose comunemente consigliata di 90mg/die - manifestò un episodio caratterizzato da estrema agitazione, irritabilità, ansia ed insonnia).



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