Integratori proteici: come valutarne la qualità

Quando si parla di integratori gli "esperti" non mancano. Numerosi sono infatti i forum del settore in cui si fa un gran scrivere di marchi, principi attivi, standard di qualità ecc. Una cosa tutto sommato utile, se non fosse che spesso tra i vari "pseudoesperti" compaiono ragazzini che parlano per partito preso o perché influenzati da pressanti campagne marketing (come il famoso bodybuilder che consiglia un determinato prodotto attribuendogli il merito del proprio sviluppo muscolare). Altre volte sono gli stessi amministratori del forum ad avere interessi economici nel promuovere una particolare marca di integratori screditandone altre. In questa "guerra commerciale", spesso, finiamo per imbatterci in messaggi pubblicitari fuorvianti:

prodotti che dovrebbero contenere materie prime di qualità eccelsa venduti ad un prezzo inferiore rispetto a quello delle stesse sostanze acquistate dal grossista (un esempio classico è dato dagli aminoacidi Ajinomoto di qualità farmaceutica prodotti in Giappone).

Qualità integratori proteiciGiustificazione di prezzi altissimi con la presenza di sostanze aggiuntive rispetto alle formulazioni standard, quando in realtà tali aggiunte, messe tutte insieme, costano pochissimo o meno della materia prima (aggiunta di creatina cinese a proteine di qualità; aggiunta di enzimi digestivi o fermenti lattici il cui costo complessivo per confezione di prodotto non supera l'euro ecc.).

Attribuzione di eccessiva importanza ad aspetti di poco conto, come il tipo di barattolo e l'immagine in etichetta, o a caratteristiche soggettive (come il gusto o i risultati ottenuti, quando magari non è merito dell'integratore in sé ma dell'alimentazione e del metodo di allenamento intrapreso).

In attesa di pubblicare i risultati di una ricerca condotta in collaborazione con l'università di Ferrara - che verso fine Gennaio 2010 ci dirà quante proteine sono effettivamente contenute in una ventina di integratori proteici di marche varie (vedi risultati) - riportiamo i limiti di tolleranza rispetto ai tenori nutrizionali dichiarati in etichetta (fonte: Ministero della Salute).

 

LIMITI DI ACCETTABILITÀ DEI TENORI NUTRIZIONALI DICHIARATI IN ETICHETTA

 

Proteine totali (N x 6,25):

   per contenuti fino all'1,5% (*)
   per contenuti superiori all'1,5%

 

± 0,2 unità

± 15%

Aminoacidi ± 20%
Aminoacidi solforati, triptofano ± 25%
Grassi:
   per contenuti fino al 2,5% (*)
   per contenuti superiori al
   acidi grassi
   fosfolipidi totali
   singoli fosfolipidi

 

± 0,5 unità

2,5% ± 15%

± 25%

± 20%

± 25%

Carboidrati totali, zuccheri, polialcooli:

   per contenuti fino al 10%

   per contenuti superiori al 10%

 

± 1 unità

± 15%

Minerali ± 25%
Minerali in quantità inferiore ad 1 mg/100 g ± 50%
Selenio in quantità fino a 40 mcg/100 g ± 75%
Vitamine + 30% / -20%
Vitamina E + 50% / -20%
Vitamina C + 100 / -20%
Vitamine in quantità inferiori a 0,5 mg/100 g
o 250 UI/100 g

 

± 50%

Altri elementi:
(beta) Carotene
Carnitina
Coenzima Q 10
Colina
Creatina
Fibra alimentare, inulina
Flavonoidi o antociani
Glutatione
Nucleotidi

 

+ 30% / -20%

± 15%

± 20%

± 25%

± 15%

± 25%

± 30%

± 20%

± 25%

 

(*) Legenda: per questi prodotti è consentita la dichiarazione "non superiore a ...": in questo caso si applica solo il valore superiore.
Note: le tolleranze non si applicano ai carboidrati calcolati per differenza.
Per prodotti a ridotto tenore in sodio è consentita la dichiarazione "non superiore a ..."; in questo caso si applica solo il valore superiore.

 

In questo articolo poniamo l'accento sugli integratori di proteine, inclusi i cosiddetti gainer, per i quali abbiamo un limite di tolleranza pari al ± 15% sul contenuto proteico dichiarato in etichetta. In pratica, se la confezione di un prodotto specifica un contenuto proteico pari a 90 grammi di proteine su 100, l'integratore può benissimo contenerne 78 senza alcun problema legale per il suo produttore. Ovviamente, però, la differenza di costo tra una "proteina" al 90% ed una al 78% non è certo trascurabile (quantificabile in un 30%).

Per chi basa la qualità di un integratore proteico sul gusto, ricordiamo che l'aggiunta di aromatizzanti e dolcificanti diminuisce inevitabilmente la percentuale proteica. E' per questo che, generalmente, un prodotto alla vaniglia contiene più proteine rispetto all'integratore gemello alla banana, dove maggiore è l'aggiunta di aromatizzanti. Anche l'elevata solubilità, ottenuta spruzzando sulle polveri una soluzione di lecitina durante i processi produttivi (lecitinizzazione), può essere indice di un minor tenore proteico rispetto ad un prodotto che si scioglie meno bene. Non dobbiamo poi dimenticare che la percentuale proteica non è l'unico parametro qualitativo importante. Sappiamo, ad esempio, che le proteine del siero del latte ottenute per scambio ionico, pur presentando un'altissima percentuale proteica, sono povere di alcuni componenti importanti - quali lattoferrine, immunoglobuline e glicomacropeptidi - che vengono perduti o denaturati durante le fasi produttive (il processo di scambio ionico separa le proteine in base alla loro carica elettrica, mediante l'impiego di alcune sostanze chimiche). Tali frazioni vengono invece conservate con le varie metodiche di filtrazione sfruttate per produrre Whey protein concentrate; tra queste spiccano le classiche tecniche di microfiltrazione ed ultrafiltrazione, che utilizzano filtri fisici per separare grassi e lattosio dalla proteina, senza danneggiarla (le differenze tra le due sono minime e dipendono dalla dimensione dei pori di filtrazione, grandi circa un micrometro nella microfiltrazione e 4 volte inferiori nell'ultrafiltrazione). Per quanto detto, le Whey protein ultrafiltrate e microfiltrate tendono ad avere un contenuto proteico inferiore (circa l'80%) rispetto a quelle a scambio ionico (che raggiungono o superano leggermente il 90%). Il miglior compromesso, in tal senso, è offerto dalle proteine Whey ottenute sfruttando una tecnica chiamata microfiltrazione a flusso incrociato, che permette di raggiungere tenori proteici prossimi al 90% pur conservando componenti importanti quali lattoferrine e macropeptidi.

La prossima volta che acquistate un integratore di proteine cercate quindi di farlo in maniera ponderata, valutandone la qualità sulla base di criteri oggettivi. Con lo studio che stiamo per intraprendere, vi aiuteremo a conoscere il reale contenuto azotato degli integratori proteici più venduti, in modo da fornirvi un ulteriore ed importante metro per valutarne la qualità.



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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2016

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