Integratori di Vitamina D

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Fabbisogno quotidiano di vitamina D

Il fabbisogno quotidiano di vitamina D viene espresso in termini di Adequate Intake (AI), piuttosto che di RDA.

Il Recommended Daily Allowance (RDA) indica il livello di assunzione media giornaliera sufficiente a coprire il fabbisogno della quasi totalità (97-98%) della popolazione. Per alcuni nutrienti, tuttavia, non è possibile stabilire con esattezza questo valore; è il caso, ad esempio, della vitamina D, dove le richieste alimentari sono strettamente legate al grado di esposizione solare. Per questo ed altri nutrienti vengono quindi stabiliti i cosiddetti AI, cioè i livelli di assunzione adeguati, che nel caso della vitamina D si considerano sufficienti per mantenere la saluta ossea ed i normali equilibri ematici di calcio (calcemia), anche in assenza di esposizione solare:

 

Età Bambini Uomini Donne Gravidanza Lattazione
Dalla nascita a 13 anni 5 mcg (200 IU)
14-18 anni   5 mcg
(200 IU)
5 mcg
(200 IU)
5 mcg
(200 IU)
5 mcg
(200 IU)
19-50 anni   5 mcg
(200 IU)
5 mcg
(200 IU)
5 mcg
(200 IU)
5 mcg
(200 IU)
51-70 anni   10 mcg
(400 IU)
10 mcg
(400 IU)
   
71+ anni   15 mcg
(600 IU)
15 mcg
(600 IU)
   

 

Dove 40 IU (unità internazionale) equivalgono ad 1 mcg.

Rischi di tossicità da sovradosaggio

Come per tutte le vitamine liposolubili, anche per la vitamina D esiste un concreto rischio di tossicità da sovradosaggio. Tale evenienza si manifesta con sintomi piuttosto aspecifici, come nausea, vomito, mancanza di appetito, costipazione, debolezza e perdita di peso; nei casi più gravi si viene ad instaurare una condizione di ipercalcemia tale per cui il paziente può accusare disturbi psicologici (depressione, stato confusionale, apatia, letargia fino al coma) ed aritmie cardiache. Dosi elevate di vitamina D, specie in associazione con supplementi di calcio, aumentano il rischio di sviluppare calcoli renali, mentre apporti elevati per lunghi periodi di tempo possono determinare calcificazioni dei tessuti molli (come i reni o i tendini).

Il rischio di intossicazione da vitamina D per eccessiva esposizione solare non sussiste, così come è remoto il pericolo di intossicazione alimentare (a meno che non vengano consumate con regolarità dosi importanti di olio di fegato di merluzzo). Più probabile, invece, incappare in problemi di tossicità derivanti da un esagerato consumo di integratori alimentari.

Per la vitamina D è stato fissato un UL (Upper Limit intake) pari a:

 

Età Bambini Uomini Donne Gravidanza Lattazione
0-12 mesi 25 mcg (1,000 IU)
1-13 anni 50 mcg (2,000 IU)
14+ anni   50 mcg
(2,000 IU)
50 mcg
(2,000 IU)
50 mcg
(2,000 IU)
50 mcg
(2,000 IU)

 

I valori riportati in tabella (UL) rappresentano i limiti di assunzione massimi che presumibilmente non danno alcun pericolo di tossicità a persone sane. Pertanto, il superamento cronico di questi limiti aumenta in maniera sensibile il rischio di effetti collaterali da sovradosaggio; l'aggettivo cronico è importante, poiché ingestioni occasionali di dosi anche notevolmente superiori, non causano fenomeni di tossicità acuta.

Dosaggio di assunzione

Rispettare innanzitutto le indicazioni riportate sul foglietto illustrativo, sull'etichetta dell'integratore e non eccedere le dosi consigliate. Discutere preventivamente con il proprio medico o farmacista l'opportunità di assumere integratori di vitamina D, in quali dosi e per quanto tempo. Nella prevenzione e nel trattamento dell'osteoporosi viene generalmente prescritta un'integrazione regolare di 400/800 IU di vitamina D3 e 600/1200 mg di calcio al giorno.

Condizioni come calcoli renali, iperparatiroidismo e concomitante terapia con antiacidi, digossina o antibiotici tetraciclinici (tetraciclina, demeclociclina, doxiciclina, minociclina od oxitetraciclina), possono rendere controindicata l'assunzione di integratori di vitamina D o richiedere un aggiustamento della dose.



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Ultima modifica dell'articolo: 23/05/2016

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