Integratori di OKG - Funzionano?

Generalità

L'ornitina alfa-ketogluratato - più brevemente definita OKG - è un sale costituito da un aminoacido non proteico, l'ornitina, e da un protagonista del ciclo di Krebs, l'alfa-ketoglutarato.
OkgInizialmente utilizzata sia in nutrizione enterale che parenterale per contrastare eventuali stati cachettici o per facilitare il recupero post-chirurgico, l'ornitina alfa-ketogluratato si è successivamente affacciata, non senza critiche, anche al contesto sportivo.

Indicazioni

Perché si usa l'ornitina alfa-ketoglutarato? A cosa serve?

Classicamente, l'ornitina alfa-ketoglutarato si utilizza sia in ambito clinico che sportivo per le sue proprietà immunomodulatorie, anticataboliche e anaboliche.
Tali proprietà si sarebbero rivelate particolarmente utili in corso di:

Nonostante gli ottimi risultati osservati in ambito clinico, mancano ancora evidenze forti relative all'utilità dell'OKG in ambito sportivo.

Proprietà e Benefici

Quali benefici ha dimostrato l'ornitina alfa-ketoglutarato nel corso degli studi?

I dati relativi all'efficacia dell'ornitina alfa-ketoglutarato sono alquanto contrastanti, in quanto molti di origine sperimentale.

L'ornitina alfa-ketoglutarato in ambito clinico

Da diversi lavori, alcuni dei quali anche di natura clinica oltre che sperimentale, l'uso di ornitina alfa-ketoglutarato ad alte dosi si sarebbe rivelato efficace nel migliorare il decorso clinico in pazienti ustionati, malnutriti o sottoposti a interventi chirurgici particolarmente invasivi.
L'azione anticatabolica da un lato e l'accelerazione sulla guarigione delle ferite dall'altro, costituirebbero i principali meccanismi d'azione dell'ornitina alfa-ketoglutarato.
Meccanismi sostenuti anche dal ruolo immunostimolante, necessario a ridurre il rischio di infezioni opportunistiche.

L'ornitinta alfa-ketoglutarato in ambito sportivo

L'ornitina alfa-ketogluratato viene attualmente impiegata in ambito sportivo, nonostante i pareri discordanti e l'assenza di studi particolarmente incisivi. La controversia riguarda le presunte capacità di:

Tali attività, in via del tutto teorica giustificabili dal ruolo biologico di precursore dell'ornitina, non troverebbero tuttavia riscontro diretto negli studi o nei vari lavori scientifici.
Si attendono pertanto ulteriori sviluppi in merito.

Dosi e Modo d'uso

Come usare l'ornitina alfa-ketoglutarato

Le dosi di ornitina alfa-ketoglutarato variano sensibilmente in base alle necessità dell'integrazione.
In ambito sportivo, ad esempio, viene suggerita solitamente l'assunzione di 2,5 grammi giornalieri di OKG, suddivisi in assunzioni pre e post-allenamento o pre-addormentamento.
In ambito clinico, ad esempio in caso di ustioni o gravi traumi chirurgici, dosi di ornitina alfa-ketoglutarato sensibilmente maggiori, pari circa a 15-20 grammi giornalieri si sarebbero rivelate efficaci.
Al fine di ottimizzare l'assorbimento intestinale, già migliorato dalla salificazione con alfa-ketoglutarato, sarebbe preferibile assumere l'OKG a stomaco vuoto o con degli zuccheri semplici.

Effetti Collaterali

L'uso di ornitina alfa-ketoglutarato si è dimostrato generalmente sicuro e ben tollerato.
Solamente a dosaggi particolarmente elevati si è osservata la comparsa di disturbi gastro-enterici, quali nausea, crampi addominali e diarrea.

Controindicazioni

Quando non dev'essere usata l'ornitina alfa-ketoglutarato?

L'uso di ornitina alfa-ketoglutarato è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o in caso di rare sindromi genetiche caratterizzate da deficit enzimatico di ornitina delta-aminotransferasi.

Interazioni Farmacologiche

Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto dell'ornitina alfa-ketoglutarato?

Non sono note al momento interazioni farmacologiche degne di nota

Precauzioni per l'uso

Cosa serve sapere prima di prendere l'ornitina alfa-ketoglutarato?

Data l'assenza di studi a riguardo, l'uso di ornitina alfa-ketoglutarato è generalmente controindicato durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno.
L'uso di ornitina alfa-ketoglutarato dovrebbe realizzarsi con particolare cautela nei pazienti sottoposti a diete fortemente ipocaloriche o a digiuni, dato il rischio di ipoglicemia.