Il termine ginseng designa numerose specie appartenenti alla famiglia delle Araliaceae. Nella medicina cinese la droga ricavata da queste piante, costituita dalle radici, ha alle spalle una tradizione millenaria, fatta dei più svariati impieghi. Il nome ginseng deriva dalla parola cinese "rensheng" che significa uomo, scelta con tutta probabilità per sottolineare la struttura antropomorfa della radice.
Considerato un rimedio quasi universale, il ginseng veniva usato soprattutto contro l'invecchiamento, i disturbi gastrointestinali e come preparato afrodisiaco e rivitalizzante.
La straordinaria fama di droga-panacea ed il fascino misterioso della sua origine orientale hanno contribuito a decretarne il successo nei nostri mercati. Inizialmente spinti dalla loro presunta abilità nel risvegliare desideri assopiti, gli estratti di ginseng sono ormai presenti in numerosi complementi alimentari, in gran parte destinati a persone convalescenti, sportivi ed anziani. Non è quindi un caso che il ginseng sia considerato il prodotto erboristico più utilizzato al mondo.
Le specie più conosciute sono quelle di origine asiatica (Panax ginseng coltivato in Cina, P. schinseng o ginseng cinese, P. pseudo-ginseng che cresce in Nepal e nell'Imalaia orientale, P. notoginseng coltivato in Cina, P. japonicus, P.vietnamensis), americana (Panax quinquefolius equivalente al ginseng asiatico per impieghi, aspetto e composizione) e siberiana (Eleutherococcus senticosus differente per costituzione chimica ma simile per proprietà terapeutiche). Tra tutte, la specie più utilizzata e studiata è il Panax ginseng.
Forse cercavi ginseng delle Ande (Maca) o ginseng femminile (Dong Quai).
Le virtù del ginseng sono attribuibili a diversi componenti presenti nelle sue radici. Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olio essenziale e polisaccaridi (panaxani), va segnalata la presenza di saponine triterpeniche, chiamate ginsenosidi e considerate i princìpi attivi della droga.
Superato l'iniziale entusiasmo per le sue conclamate virtù afrodisiache, peraltro ancora in attesa di conferme scientifiche, si sono susseguiti numerosi studi per indagarne le reali proprietà curative. Da queste ricerche sono emersi elementi che hanno proposto l'utilizzo di ginseng nel trattamento di diverse condizioni, come diabete di tipo II, insonnia, gastrite, ipotensione, stati di stress ed affaticamento.
Agli estratti di ginseng sono stati attribuiti anche effetti antiossidanti, antipiretici, ipocolesterolemizzanti, probiotici, radioprotettivi, anticancerogeni ed antinfiammatori. Molti di questi effetti, dimostrati solamente sugli animali, sono ancora in attesa di conferme scientifiche; inoltre, la qualità e la neutralità degli studi condotti nei Paesi dell'est asiatico è stata messa in discussione. Un altro problema deriva dagli enormi interessi economici che ruotano intorno a questa pianta e che spingono per il riconoscimento delle sue presunte proprietà terapeutiche. Tutto ciò spiega come mai in proposito esistano opinioni differenti, che vanno dall'eccesso di entusiasmo all'esagerato scetticismo.
Il ginseng è tradizionalmente considerato una droga tonica o adattogena (sinonimo tecnico), in quanto utile per potenziare le difese immunitarie e migliorare le capacità fisiche e mentali. Diversi studi condotti su animali hanno dimostrato che il ginseng influenza l'asse ipotalamo-ipofisi aumentando il rilascio di ACTH, un ormone che induce la liberazione surrenale di cortisolo o "ormone dello stress". Il cortisolo migliora la risposta agli stress psicofisici, promuovendo la degradazione del glicogeno, delle proteine muscolari e stimolando la funzionalità del sistema nervoso centrale.
Il presunto effetto afrodisiaco del ginseng sembra legato alla sua capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene; la conseguente vasodilatazione permetterebbe di ottenere un'erezione più vigorosa. Tra le varie specie, la medicina Cinese associa le maggiori proprietà afrodisiache al ginseng rosso, la cui colorazione è dovuta, semplicemente, al trattamento della radice con vapore (120-130°C per circa 2-3 ore) e alla successiva essicazione.
Numerosi studi evidenziano i benefici del ginseng in topolini diabetici, ma non esiste un numero altrettanto esteso di ricerche sugli uomini che confermi le sue proprietà ipoglicemizzanti (i ginsenosidi sembrano favorire la sintesi pancreatica di insulina ed aumentare la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi) sembrano invece diminuire la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentare il suo utilizzo nei vari tessuti corporei).
Riportiamo, per concludere, una tabella tratta da una rewiev di David Kiefer e al. (Am Fam Physician. 2003 Oct 15;68(8):1539-42), scelta per la semplicità e la cautela con cui riassume le principali proprietà del ginseng.
| Efficacia | Miglioramento della funzionalità psicologica: efficace, sebbene ci siano alcune ricerche di segno opposto |
| Aumento delle prestazioni atletiche: inefficace | |
| Potenziamento delle difese immunitarie: efficace | |
| Ipoglicemizzante: azione modesta, numerose evidenze scientifiche su animali da laboratorio, limitate negli umani |
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| Effetti collaterali | Sintomi come nausea, diarrea, euforia, insonnia, mal di testa, ipertensione, ipotensione, dolore mammario, sanguinamenti vaginali e sbalzi pressori, possono comparire per l'ingestione di dosaggi particolarmente elevati (15 g, cioè 30-75 volte superiori alle dosi consigliate). Sono stati registrati anche casi di allergia. |
| Interazioni | Cautela nell'utilizzo simultaneo di ginseng e fenelzina [Nardil (un psicofarmaco)], Warfarin [Coumadin (un anticoagulante)], ipoglicemizzanti orali, insulina, digossina, ormoni e caffeina. E' controindicato a chi soffre di ipertensione o emorragie. |
| Dosaggi | Estratto standardizzato: mediamente è di 200 mg al giorno |
Radice secca di ginseng (per infusi o masticabile): da 0,5 a 2 g al giorno |
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| Costo | Dai 15 ai 20 dollari per un mese di supplementazione a dosaggi di 200 mg di ginseng al giorno |
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perdere pancia dopo dimagrimento: 5 pasti al giorno è la corretta distribuzione ma mica devono essere tutti con lo stesso contenuto energetico! Solitamente (perché non esiste un obbligo) si fa in modo che la colazione apporti il 20%, i pasti principali il 30-35% e i due spuntini il 5-10%ciascuno.
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