La fucoxantina è una molecola naturale salita agli onori della cronaca per la presunta capacità di ridurre il grasso in eccesso, soprattutto a livello addominale; si tratta di un pigmento vegetale, un carotenoide tipico delle alghe brune a cui conferisce la caratteristica colorazione, sovrapponendosi alle verdi tonalità della clorofilla.
Le più comuni e generose fonti di fucoxantina sono l'Undaria pinnatifida (wakame), la Laminaria japonica (Ma-kombu) e l'Hijikia fusiformis (Hijiki), tuttte alghe molto utilizzate nella cucina orientale; quantità inferiori si trovano anche in alcune alghe rosse e verdi.
La concentrazione di funcoxantina nelle alghe, comprese le brune, risulta comunque nettamente inferiore rispetto alle dosi utilizzate per indagarne le caratteristiche funzionali negli animali. Per raggiungere simili quantitativi, sarebbe infatti necessario assumere questi alimenti in dosi tali da renderli tossici, a causa della grande quantità di iodio ingerito e del conseguente rischio di ipertiroidismo; non dobbiamo inoltre dimenticare le numerose segnalazioni secondo cui per le alghe ed i prodotti derivati vige un concreto pericolo di contaminazione da arsenico. Aldilà di ciò e del loro contenuto in fucoxantina, le alghe rappresentano comunque un'ottima fonte di iodio (che alle dosi opportune è essenziale per stimolare l'attività tiroidea ed il metabolismo basale) e di acido alginico (un polisaccaride che aumenta la densità del contenuto gastrico, stimolando il senso di sazietà ed agendo come blando lassativo di massa).
Tornando alla fucoxantina, questa sostanza è stata ed è tuttora oggetto di studio per le possibili applicazioni nella lotta a sovrappeso ed obesità . Nel corso dei loro esperimenti, alcuni ricercatori giapponesi [1] sono giunti alla conclusione che questa sostanza promuove la riduzione del grasso addominale in ratti geneticamente obesi. Il meccanismo d'azione, non ancora pienamente chiarito, sembra legato alla capacità di aumentare l'espressione genica di una proteina, chiamata UCP1, che aumenta l'utilizzo dei grassi di deposito a scopo termogenetico, specialmente a livello addominale. A tal proposito è interessante notare come un'elevata concentrazione di tessuto adiposo a livello addominale sia statisticamente correlata ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e diabete. La fucoxantina sembra inoltre stimolare la produzione di acido docosaesaenoico (DHA) che esercita un'azione antitrombotica e sembra aumentare la sensibilità delle cellule all'insulina.
Se questi risultati fossero confermati anche nell'uomo la fucoxantina potrebbe essere promossa da integratore di dubbia utilità a vero e proprio prodotto farmaceutico. Nel frattempo continuerà ad essere utilizzata come ingrediente civetta in molti supplementi alimentari, vale a dire come sostanza inserita nel prodotto non tanto per la sua reale efficacia (come testimoniano i bassi dosaggi), quanto per il richiamo commerciale che esercita verso il grande pubblico. Nello studio menzionato precedentemente, per esempio, gli effetti della fucoxantina sono stati indagati a dosaggi pari allo 0,2% della dieta; ciò significa che un essere umano che introduce circa 1000 grammi di cibo al giorno dovrebbe, in proporzione, assumere 2000 mg di fucoxantina/die. In realtà se andiamo a leggere il contenuto medio in fucoxantina di specifici integratori alimentari notiamo come questo si aggiri intorno ai 10 mg per compressa; se da un lato una simile accortezza preserva il consumatore dai rischi di un ipotetico sovradosaggio (non sempre la sostanza è pura; più spesso si usano estratti di Undaria pinnatifida titolati al 10% in fucoxantina, nei quali è presente anche una non certo trascurabile percentuale di iodio), dall'altro si intuisce come la sua efficacia dimagrante risulti quantomeno discutibile. Segnaliamo infine uno studio del 2008 [2] secondo il quale la biodisponibilità della sostanza nell'uomo, espressa in termini di aumento dei livelli plasmatici di fucoxantina dopo assunzione per via orale, risulta assai modesta.
(1) Maeda H, Hosokawa M, Sashima T, Miyashita K; Dietary combination of fucoxanthin and fish oil attenuates the weight gain of white adipose tissue and decreases blood glucose in obese/diabetic KK-Ay mice; J. Agric. Food. Chem.; 2007 Sep; 55(19):7701-6.
(2) Asai A, Yonekura L, Nagao A. Low bioavailability of dietary epoxyxanthophylls in humans. Br J Nutr. 2008 Aug;100(2):273-7
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