Il corretto approccio agli integratori alimentari

A cura di Ivan Mercolini


Integratori e legislazione italiana

Abbiate ancora un po' di pazienza. Tra breve vi dirò come comportarvi di fronte agli scaffali di barattoli. Dunque, finora abbiamo assodato che non vi è certezza da parte del consumatore che quanto riportato come risultato di studi sia obiettivamente credibile. Ora apro una parentesi circa la posizione della legislazione italiana nei confronti degli integratori alimentari.

La posizione del nostro governo, come sa bene chi vive nelle sale pesi da anni, è molto rigida.

E' un governo che tende a togliere dalla libera vendita (o a vietarne l'immissione) tutti i prodotti che possono avere potenziali effetti collaterali significativi (dose e frequenza dipendenti ovviamente). Ecco perchè sono stati rimossi proormoni, DHEA, idrossibetametilbutirrato (HMB, che tra parentesi pare sia ritornato di libera vendita), efedra, ecc.. Sono tutti prodotti che, se non usati correttamente, danno effetti collaterali significativi.
Ormai dovreste aver imparato che se un prodotto non ha potenziali effetti collaterali (dose e frequenza dipendenti) è improbabile che abbia anche effetti positivi. Quindi nel mercato italiano troverete solo integratori che, nella migliore delle ipotesi, hanno solo effetto coadiuvante, leggero e mai drammatico.
Non guardate agli altri paesi, non guardate agli States. Sono paesi con legislazioni più permissive. Né invidiateli per questo, perchè anche l'eccesso di libertà è nocivo se non vi è sufficiente coscienza per usufruirne. Non voglio aprire una parentesi di confronto fra stati, mi limito solo a farvi prender visione che le nostre leggi in merito agli integratori sono più severe. Quindi non sono disponibili a banco prodotti con significativi effetti collaterali e, di conseguenza, con significativi effetti ergogeni. Perciò, non aspettatevi mai molto da un integratore. E' un coadiuvante, quando funziona, o soldi gettati al vento quando non funziona.

Attenzione alle etichette

Ho detto che lo stato italiano è severo circa gli integratori. Ma agisce in maniera poco approfondita, forse per mancanza di risorse. Non sta a me, che non sono un politico, spiegare il perché. Constato solo quanto segue.

Gli integratori americani, per essere importati in Europa, devono essere rietichettati. Chiunque conosce la lingua inglese e rimuove l'etichetta italiana, noterà sostanziali differenze tra quanto dichiarato in lingua italiana e quanto dichiarato in lingua inglese. Questo avviene sovente al fine di rendere più passabile il prodotto agli occhi degli organi di controllo italiani. Infatti, come già citai sopra, la legislazione americana è più tollerante rispetto a quella nostrana. Perciò, al fine di poter importare, diverse case importatrici ridimensionano il reale contenuto del barattolo, scrivendo in italiano dosi e ingredienti più blandi. Vi posso assicurare che stanno entrando prodotti contenenti efedra dove nell'etichetta italiana tale ingrediente non compare. E vi posso assicurare che vi sono diverse barrette a contenuto proteico decisamente superiore rispetto alla dicitura italiana.
E questa è una prima questione. Ora ne scrivo una seconda.
Anche l'etichetta in lingua originale, spesso e volentieri, non riporta il reale contenuto. E questo avviene ovviamente, solo con le ditte poco serie. Laboratori di analisi indipendenti hanno fatto alcuni anni fa, controlli sul reale contenuto degli integratori, incrociandolo con quanto dichiarato sull'etichetta. Ebbene, su diverse case, la differenza è risultata significativa.
Faccio un esempio. Se un prodotto dichiara in etichetta 5 g di creatina e 50 g di destrosio a dose quando in realtà ce ne sono 2 di creatina e 53 di destrosio, il vantaggio economico per l'azienda produttrice è significativo. Moltiplicate questa differenza per diverse centinaia di confezioni, e capirete dov'è il business.
Altro esempio. In etichetta posso dichiarare 200 mg di caffeina e 20 mg di efedrina. Invece dentro ci metto 210 mg di caffeina e 10 mg di efedrina. E' difficile accorgersi della truffa se non effettuo le analisi del prodotto, dato che comunque avverto l'effetto b-stimolante. Vi posso garantire che non poche ditte si rivelano disoneste tra quanto dichiarano in etichetta e quanto immettono in confezione.


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Ultima modifica dell'articolo: 13/01/2016