Epimedium

L'Epimedium - denominata anche Horny Goat Weed (erbaccia secca di capra) - è un'erba medicinale che da secoli viene sfruttata dalla medicina tradizionale cinese per sostenere le capacità riproduttive e le funzioni dell'apparato muscolo scheletrico.
EpimediumDal punto di vista botanico, il termine Epimedium identifica un genere di piante native del territorio asiatico - in particolare Cinese, Giapponese, Koreano e Vietnamita - appartenenti alla famiglia delle Berberidacee. Le specie più rappresentative, definite in accordo con la Farmacopea cinese, sono: E. brevicornu Maxim, E. koreanum Nakai, E. sagittatum (Sieb & Zucc.) Maxim, E. pubescens Maxim e E. wushanense T.S.Ying. Per la produzione "fitoterapica", le specie prevalentemente utilizzate sono la Epimedium Acuminatum e la Epimedium leptorrhizum, dallle cui parte aree essiccate, generalmente costituite da infiorescenze colorate, si possono ottenere principi attivi particolarmente efficaci dal punto di vista biologico.
Negli ultimi anni, l'Epimedium ha raggiunto gli onori della cronaca per le sue spiccate attività toniche, consentendo a differenti gruppi di ricerca di caratterizzarne la composizione chimica ed individuare i principali elementi dotati di attività terapeutica. Attenti studi chimico-analitici hanno quindi consentito di identificare:

Flavonoidi in Epimedium

La quota totale di flavonoidi presenti nell'Epidemium sembra responsabile principalmente dell'attività antiossidante e cardioprotettiva attribuita a questa pianta.
Numerosi studi condotti su modelli sperimentali hanno infatti dimostrato come i flavonoidi determinino una riduzione dell'edema associato alla flogosi, delle LDL ossidate, delle concentrazioni di Prostaglandina E e dei markers di ossidazione, tra cui la malonildialdeide.
Interessanti anche i dati di altri studi, che individuano le potenzialità cardioprotettive dell'Epimedium evidenziando la capacità dei suoi flavonoidi di controllare il danno citologico indotto dalle specie reattive dell'ossigeno o dall'ipossia a carico dei miocardiociti.
Recentissimi studi, datati al più tardi 2012, condotti tuttavia sempre su modelli sperimentali, dimostrano inoltre come questi flavonoidi possano contrastare gli effetti collaterali di numerosi farmaci, come i glucorticoidi; inoltre, attraverso meccanismi molecolari intracellulari, possono attivare la componente osteogenica, controllando l'azione osteoriassorbente degli osteoclasti e migliorando così sensibilmente le condizioni di salute ossea.

Polisaccaridi in Epimedium

Accurati studi chimico-fisici hanno dimostrato come la quota di polisaccaridi presenti nell'Epimedium si attesti tra il 19% ed il 31%, con una prevalenza di monosaccaridi come il mannosio, il glucosio, il 6 deossimannosio, il galattosio, l'arabinosio e l'acido galatturonico.
Oltre al ruolo evidentemente energetico, differenti studi hanno attribuito a tale frazione:

  • proprietà antimicrobica ed immunoprotettiva, probabilmente indotta dalla capacità di attivare il sistema immune delle mucose, in particolare quello associato all'apparato gastroenterico;
  • proprietà antiossidante indiretta, come dimostrato dall'incremento delle concentrazioni di superossido dismutasi e glutatione perossidasi, protagonisti della risposta antiossidante;
  • proprietà antiossidante diretta, come osservato sulla qualità cellulare dei miocardiociti sottoposti a stress ossidativo.

Il tutto è stato osservato in vari modelli sperimentali costituiti da elementi cellulari e cavie da laboratori come topi, ratti e polli.

Vitamina C in Epimedium

Nonostante il contenuto di Vitamina C vari sensibilmente da pianta a pianta, a seconda delle modalità di coltivazione, estrazione e lavorazione, la quota sembra comunque efficace sia nel coadiuvare la funzione antiossidante dei plavonoidi e dei polisaccaridi, sia nel contribuire alle capacità ergogeniche e metaboliche tipiche dell'acido ascorbico.
Studi dimostrano come l'associazione della vitamina C e dei flavonoidi presenti in Epimedium possa determinare un abbassamento dei livelli sierici di colesterolo e trigliceridi, una riduzione del danno endoteliale, ed un maggior contributo protettivo nei confronti dei danni indotti dalle specie reattive dell'ossigeno.

Icariina

IcariinaL'Icariina è un flavonoide particolarmente presente nell'Epimedium, classicamente definito come il componente bioattivo dotato di maggiore potere fitoterapico.
Studi di chimica analitica definiscono il contenuto massimo di Icariina attorno al 2,7%, mediamente pari a 14,24 mg/g di prodotto.
Data la sua natura chimica, è facile attribuire all'Icariina un ruolo prevalentemente antiossidante; in linea con le principali evidenze sperimentali, al suddetto principio attivo è attribuibile un ruolo:

  • antiossidante, proteggendo cellule di differenti tessuti, in particolare del miocardio, dal danno indotto dall'ipossia e dalle specie reattive dell'ossigeno;
  • neuroprotettivo, come dimostrato nei confronti di nervi periferici di ratti sottoposti a lesione e a stress chimico-fisico, ed in modelli sperimentali di Alzheimer, nei quali la quota di Beta Amiloide esercitava un'azione particolarmente lesiva sul Sistema Nervoso Centrale;
  • osteoprotettivo, inibendo l'attivazione della parthway di NfKB responsabile del riassorbimento osseo mediato dagli osteoclasti;
  • cardioprotettivo, proteggendo i miocardiociti dall'azione lesiva delle specie reattive dell'ossigeno.

Epimedium e disfunzione erettile

Nonostante l'uso dell'Epimedium sia da sempre stato associato alle sue proprietà rinvigorenti ed afrodisiache, la letteratura scientifica moderna ridimensiona tali attività, ricollegandole evidentemente alle proprietà antiossidanti della pianta, utili per proteggere l'endotelio dall'azione lesiva dei ROS, con miglioramento del flusso ematico periferico.
In realtà l'Icariina è stata sperimentata nel trattamento della disfunzione erettile, risultando tra l'altro promettente, soprattutto in seguito a somministrazione intracavernosa della stessa.
Tale attività è stata generalmente attribuita a due meccanismi differenti, uno di tipo nervoso - per il quale l'Icariina potrebbe migliorare le proprietà di conduzione nervosa periferica, rinvigorendo strutturalmente tali nervi e proteggendoli dall'azione ossidante di varie specie chimiche - ed uno di tipo emodinamico, che attribuisce a questo principio attivo la capacità di incrementare la produzione locale di Ossido Nitrico, aumentando pertanto il flusso vascolare locale.

Riflessioni ed effetti collaterali

A fronte delle tantissime evidenze sperimentali, che attribuiscono a tale pianta proprietà preventive e terapeutiche potenzialmente molto utili al mantenimento dello stato di salute cardiaco e neurologico, i trial clinici statisticamente significativi finora effettuati sono scarsi. Ciò impedisce di effettuare una valutazione chiara e definitiva delle capacità biologiche dell'Epimedium.
Al momento, le azioni antiossidante ed osteoprotettiva sembrano essere quelle più caratterizzate dal punto di vista clinico, seppur decisamente modeste rispetto all'ampio spettro di potenzialità enunciate a fini commerciali.
Il modesto numero di studi, inoltre, impedisce di definire a pieno la sicurezza d'impiego di questa pianta, sebbene il suo utilizzo, per periodi limitati di tempo e sotto la supervisione del proprio medico, sembra essere generalmente sicuro.
Vomito, secchezza delle fauci, difficoltà respiratorie, e molto raramente disturbi della conduzione cardiaca, sembrano essere gli effetti collaterali classicamente legati all'uso inappropriato di questa pianta.
Poco si sa sui potenziali effetti dell'Epimedium in gravidanza e durante l'allattamento; pertanto, a scopo precauzionale, il suo utilizzo in simili frangenti è controindicato.

Attualmente, Epimedium grandiflorum rientra nella lista degli estratti vegetali NON ammessi negli integratori alimentari, secondo il Ministero della Salute italiano. La pianta è tuttavia oggetto di una intensa propaganda commerciale che la rende pressoché onnipresente nei cosiddetti "Viagra naturali", supplementi dietetici che promettono di rinvigorire il desiderio e la potenza sessuale dell'uomo.


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Ultima modifica dell'articolo: 23/01/2016