CLA: acido linoleico coniugato

A cura del Dott. Davide Racaniello


Vedi anche: integratori di CLA


L'acido linoleico coniugato, più semplicemente CLA, è un isomero del più noto acido linoleico, acido grasso polinsaturo appartenente alla famiglia degli omega 6, caratterizzato da uno scheletro carbonioso di 18 atomi e da due doppi legami, il primo dei quali in posizione 6. 
Pur mantenendo la stessa costituzione carboniosa, il CLA differisce dall'acido linoleico per la posizione dei due doppi legami, presenti  tra il decimo ed il dodicesimo atomo di carbonio o tra il nono e l'undicesimo. CLALa particolare struttura chimica di questo acido grasso definisce sedici possibili isomeri,  ma in natura se ne ritrovano prevalentemente due il 9 cis - 11 trans ed il 10 cis - 12 trans, la cui abbondanza è sicuramente correlata alla relativa funzionalità biologica.

 

Dove si trova il CLA?


L'acido linoleico coniugato è definito come acido grasso essenziale, in quanto l'organismo umano non presenta gli enzimi deputati alla sua sintesi (desaturasi), presenti invece nel rumine (stomaco con funzioni digestive) dei ruminanti, dove la presenza di specifici microrganismi è in grado di indurre la reazione di bioidrogenazione incompleta necessaria alla sua sintesi. Si può quindi facilmente dedurre come una delle principali fonti di questa sostanza sia proprio la carne animale, ma soprattutto il latte ed i relativi derivati. Esistono tuttavia altre fonti di CLA, come  l'olio di cartamo e di girasole, dalle quali si preferisce condurre l'estrazione.
In un regime di sana alimentazione la quota di acido linoleico coniugato introdotta giornalmente con la dieta, è stata stimata tra i 20 ed i 170 mg, quantità decisamente inferiore rispetto a quella suggerita dai vari protocolli integrativi.

 

Ruolo biologico del CLA


L'importanza del CLA nell'alimentazione umana non si deve unicamente al classico ruolo "nutrizionale" di acido grasso,  ma ad una serie di  effetti metabolici e biochimici documentati da una vasta letteratura che ad oggi conta più di 1000 studi a riguardo. 

Nonostante il grandissimo numero di articoli pubblicati, la maggior parte della documentazione è stata ottenuta su modelli in vitro o animali, rendendo alquanto problematica l'interpretazione degli effetti di una specifica integrazione di CLA nell'uomo.
Tra i potenziali effetti descritti in letteratura possiamo ricordare:

  1. L'azione anticancerogena: sembra esplicarsi attraverso la modulazione del segnale apoptotico,  sia su modelli in vitro che su modelli animali, nei confronti di patologie neoplastiche a carico della mammella, del polmone e dell'intestino. Mancano ad oggi trials clinici significativi che mostrino questa capacità anche sull'uomo;
  2. L'azione antitrombotica: garantita dalla modulazione della sintesi di acido arachidonico e di molecole pro infiammatorie, come trombossani, leucotrieni ed alcune prostaglandine. Grazie a tale attività il CLA presenterebbe un importante azione protettiva nei confronti dell'apparato cardiovascolare;
  3. L'azione immunomodulatoria: attiva anche su individui sani, permetterebbe la riduzione di immunoglobuline responsabili delle reazioni allergiche (IgE), incrementando nel contempo l'efficacia della risposta immunitaria specifica.

CLA e composizione corporea


L'utilizzo di acido linoleico coniugato in ambito sportivo, non si deve ai suddetti effetti, ma soprattutto all'osservazione delle variazioni sulla composizione corporea.  Entrando più nel dettaglio, si è osservata un'importante azione ripartitiva, che ha garantito una diminuzione significativa dei livelli di massa grassa a favore di quella muscolare. Quest'azione - particolarmente evidente su modelli animali, dove i dosaggi utilizzati superano di gran lunga quelli applicabili all'uomo - si riduce drasticamente sugli umani, dove la perdita ponderale indotta dalla supplementazione con CLA si aggirerebbe intorno ai 0.09 kg/settimana.
I meccanismi molecolari responsabili di questa azione sembrano sostenuti da:

  1. Inibizione della lipoprotein lipasi, con riduzione dell'uptake di acidi grassi e relativa lipogenesi;
  2. Induzione dell'apoptosi di pre-adipociti;
  3. Aumentata espressione di proteine disaccoppianti mitocondriali, con incremento della termogenesi indotta;
  4. Aumento del dispendio energetico muscolare, mediato dall'aumentata espressione di carnitina acetil transferasi, enzima necessario a trasportare gli acidi grassi nel mitocondrio con conseguente ossidazione:
  5. Induzione della sintesi proteica: effetto ancora non dimostrato.

Limiti del CLA


Nonostante i potenziali effetti dell'acido linoleico coniugato, la letteratura scientifica ed i maggiori esperti mondiali sembrano ancora scettici nel suggerirne l'utilizzo come integratore alimentare.
Questa diffusa perplessità nasce sia dall'osservazione dei dati sperimentali, con una riduzione significativa dell'efficacia passando dall'animale da laboratorio all'uomo, sia dalla presenza di studi che mettono in guardia da potenziali ma importanti effetti collaterali:

  1. Aumento di biomarkers infiammatori (proteina c reattiva e globuli bianchi), potenzialmente pericoloso per alcuni tipi di patologie;
  2. Aumento della resistenza all'insulina: questo effetto, che sembra esser più pronunciato per l'isomero T10, C12, cala sensibilmente quando si utilizza una miscela equamente composta.
  3. Aumento dello stress ossidativo: incremento dei livelli di lipoperossidazione.
  4. Effetto dislipidemico: associato all'isomero T10, C12, si concretizza in una riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo HDL, con un aumento di quello LDL e con un incremento della concentrazione lipidica epatica.

La presenza di queste evidenze, anche se riconducibile prevalentemente ad uno dei due isomeri presenti in natura - unitamente all'assenza di protocolli di estrazione standardizzati e controllati che possano tranquillizzare l'utente sulla corretta composizione racemica tra i due isomeri, e all'assenza di benefici tanto importanti da giustificare qualche rischio - limita decisamente la diffusione del CLA tra gli integratori alimentari.


CLA: modalità di utilizzo


Il dosaggio proposto dai vari studi presenti in letteratura, prevede una serie di valori compresi tra i 2 grammi ed i 6.4 grammi di CLA al giorno, anche se quello più replicato e che sembra dare risultati migliori si aggira intorno ai 3.4 grammi.
Generalmente non si dovrebbero superare i limiti compresi tra 0.015 -0.1 gr/kg al giorno.
Data la struttura chimica, sarebbe preferibile assumere il CLA durante i pasti, al fine di migliorarne l'assorbimento, suddividendo la quota giornaliera totale in almeno 3 assunzioni, compatibilmente con i dosaggi proposti dalle varie case produttrici.
Gli studi propongono interventi integrativi della durata anche annuale, nei quali si registra una perdita di peso lineare nei primi 6 mesi, che si riduce via via. Sarebbe sempre preferibile consultare il proprio medico prima di ricorrere all'uso di questo prodotto.


Come migliorare i risultati


Sicuramente, affinché il CLA possa esplicare anche il minimo effetto, è necessario che l'integrazione avvenga in un regime dietetico ipocalorico e ben bilanciato, accompagnato da un'attività fisica programmata.
CLA effettiRisultati positivi in termini di miglioramento della composizione corporea e di maggior efficacia contrattile, si sono ottenuti associando la creatina monoidrato al CLA, registrando un deciso calo della percentuale di massa grassa a favore di un sensibile aumento della massa magra. Naturalmente, questi risultati si sono ottenuti anche in seguito ad allenamenti programmati.

 

Precauzioni


Il CLA è controindicato nei casi di patologia renale o epatica, cardiovasculopatie e/o ipertensione, in gravidanza, durante l'allattamento, al di sotto dei 12 anni e negli adolescenti non ancora formati.
In caso di uso prolungato di acido linoleico coniugato (oltre le 6/8 settimane) è necessario il parere del medico.