Carnosina

Generalità

La Carnosina è un dipeptide formato dall'unione di due amminoacidi, chiamati, rispettivamente, istidina e Β-alanina; per questo motivo è nota anche come Β-alanin-L-istidina.
CarnosinaLa Carnosina è presente nei muscoli di quasi tutti i vertebrati, uomo compreso. Fu scoperta nel 1900 da Gulevish proprio durante lo studio di estratti muscolari.
Per questo motivo, è possibile ritrovare in natura la Carnosina in alimenti come la carne di manzo (150-450 mg per etto) e di pollo (50-200 mg per etto), mentre risulta praticamente assente nel regno vegetale.
Tuttavia la dieta vegetariana è comunque ricchissima di antiossidanti per cui, considerando anche la presenza, nel nostro organismo, di un enzima in grado di sintetizzarla, un'eventuale carenza alimentare non dovrebbe preoccupare più di tanto le persone vegane.
La Carnosina ha riscosso particolare successo negli ultimi anni in virtù della sua attività antiossidante e tamponante, preziosa in alcuni ambiti come la medicina antiaging e la dietetica sportiva.

Indicazioni

Perché si usa la Carnosina? A cosa serve?

Alla Carnosina vengono classicamente attribuite attività antiossidanti, tampone ed antigicazione.
Per questi motivi, integratori a base di Carnosina vengono classicamente utilizzati:

  • Come rimedi antiaging;
  • Come agenti neuroprotettivi;
  • Come antiossidanti;
  • Come agenti antinfiammatori;
  • Come sistemi tampone muscolari durante performance a moderata-alta intensità.

In virtù di queste attività, la Carnosina è impiegata con successo nella prevenzione di stati ossidativi come la cataratta, in medicina antiaging e in ambito sportivo.

Carnosina - Struttura Chimica

Carnosina - Struttura Chimica

In recenti lavori, la Carnosina si sarebbe rivelata anche un utile molecola dall'attività immunomodulatrice.

Proprietà ed Efficacia

Quali benefici ha dimostrato la Carnosina nel corso degli studi?

L'importante mole di letteratura relativa all'efficacia clinica della Carnosina, ha consentito nel tempo di caratterizzare adeguatamente le proprietà biologiche di questa molecola.

attività antiglicazione ed antiaging

La Carnosina aiuta a prevenire la glicosilazione, un processo in cui si ha una reazione non enzimatica degli zuccheri con gli amminoacidi che compongono le proteine.
Gli AGE (prodotti avanzati di glicosilazione) sono il risultato finale di questo processo. Il loro accumulo diminuisce la funzionalità renale e nervosa, aumentando anche il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari e tumori.
Secondo alcune teorie, gli AGE sarebbero alla base del naturale processo di invecchiamento.
La formazione degli AGE è facilitata da alti livelli di glicemia e questi prodotti sono i maggiori responsabili delle patologie associate al diabete.
Nel 1999 ricercatori Australiani confermarono la capacità della Carnosina di aumentare in vitro la longevità dei fibroblasti umani. La Carnosina riuscì ad aumentare il massimo numero di divisioni cellulari da 50 a più di 60. Tale parametro è uno dei pilastri della teoria dell'invecchiamento di Haflick, che durante i suoi studi dimostrò che il numero delle replicazioni dei fibroblasti appartenenti a varie specie animali era proporzionale alla lunghezza massima della vita dell'animale stesso.
Nonostante non siano ancora chiarite le sue reali proprietà, la Carnosina possiede tutte le premesse per diventare l'integratore antinvecchiamento del futuro.

Carnosina e attività antiossidante

Nel corso degli studi, la Carnosina si è rivelata un ottimo antiossidante.
Oltre alla diretta attività di scavanger nei confronti dei radicali liberi dell'ossigeno e dell'azoto, la Carnosina si sarebbe rivelata efficace nel proteggere le strutture cellulari dalla formazione di addotti non funzionali.
Tale meccanismo risulterebbe alla base dell'azione neuroprotettiva, e più in generale citoprotettiva, della Carnosina.
Recenti studi, condotti in vitro, avrebbero inoltre dimostrato l'utilità della Carnosina nel ridurre i livelli di ossidazione delle LDL, espletando così un importante azione preventiva nei confronti del danno aterosclerotico.
Parte del successo della Carnosina in ambito sportivo, sarebbe da attribuire anche alla proprietà antiossidante, preziosa nel proteggere le fibre muscolari dal danno lesivo indotto dalle specie reattive dell'ossigeno.

Carnosina e attività tampone

Durante l'esercizio di moderata intensità si assiste a un accumulo muscolare di acido lattico e ioni idrogeno, con un brusco abbassamento del pH citosolico.
La caduta del pH muscolare, sembrerebbe associata ad un progressivo declino della capacità contrattile, con l'inevitabile riduzione della performance.
La Carnosina espleterebbe un imponente attività tampone, preservando così il mantenimento verso valori più neutri del pH cellulare, e contribuendo indirettamente al miglioramento della performance.

Dosi e Modo d'uso

Come usare la Carnosina?

Le dosi di Carnosina più utilizzate negli studi sono generalmente comprese tra i 100 ed i 500 mg giornalieri.
Esistono tuttavia lavori nei quali la Carnosina è stata assunta anche a dosaggi superiori al grammo, senza tuttavia vantaggi particolarmente significativi.
In ambito sportivo, l'attività della Carnosina potrebbe essere supportata dalla contestuale assunzione di altri antiossidanti, soprattutto se assunti nelle immediati fasi pre-allenamento.

Effetti Collaterali

L'uso di Carnosina risulta generalmente sicuro e ben tollerato.
Non sono noti, tuttavia, effetti collaterali derivati dalla somministrazione prolungata nel tempo di Carnosina.

Controindicazioni

Quando non dev'essere usata la Carnosina?

L'uso di Carnosina è controindicato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo e in corso di patologie epatiche e renali clinicamente rilevanti.

Interazioni Farmacologiche

Quali farmaci o alimenti possono modificare l'effetto della Carnosina?

Non sono note al momento interazioni farmacologiche degne di nota.

Precauzioni per l'uso

Cosa serve sapere prima di prendere la Carnosina?

Data l'assenza di studi in grado di caratterizzare la sicurezza della Carnosina per le gestanti e le nutrici, si consiglia di evitarne l'uso durante la gravidanza ed il successivo periodo di allattamento al seno.
L'uso di Carnosina, in presenza di conclamati stati patologici, dovrebbe essere supervisionato dal medico.



Ultima modifica dell'articolo: 13/02/2016