Il carbone vegetale, detto anche carbone attivo o carbone attivato, è una polvere ottenuta per lavorazione del legname e dei suoi cascami. Il legno, che può appartenere a specie differenti (di pioppo, salice, betulla ecc.) o essere sostituito da segatura, gusci e noccioli di frutta, viene sottoposto ad una combustione senza fiamma (si riscalda ad elevate temperature in atmosfera povera di ossigeno).
Il carbone così ottenuto viene quindi trattato per conferirgli la caratteristica porosità, che ne aumenta enormemente la superficie adsorbente rendendolo particolarmente utile nel settore medico - farmaceutico. Il carbone vegetale viene infatti utilizzato come antitossico, grazie alla sua capacità di trattenere gran parte dei veleni formando un complesso che viene eliminato dal tubo digerente senza essere assorbito. La somministrazione di carbone vegetale, seguita da quella di un purgante salino per eliminare il complesso originatosi, rappresenta, per esempio, una classica strategia di intervento in caso di avvelenamento da funghi. Questo prodotto viene inoltre impiegato nella preparazione dietetica ad alcuni esami clinici (ecografia dell'addome superiore), per adsorbire i gas intestinali che ne impedirebbero la corretta esecuzione.
Le proprietà adsorbenti nei confronti di liquidi, idrogenioni e gas, rendono il carbone vegetale un supplemento particolarmente utilizzato in presenza di aerofagia, diarrea, meteorismo e flatulenza, grazie anche al blando effetto disinfettante a livello intestinale. L'utilità clinica è comunque controversa perché non bisogna dimenticare la sua capacità di adsorbire non solo gas e liquidi in eccesso, ma anche farmaci (che non devono essere assunti nell'intervallo compreso fra 30 minuti prima e 2 ore dopo l'assunzione di carbone vegetale) e sostanze nutritive (assumere lontano dai pasti). In letteratura non sono riportate controindicazioni o effetti collaterali; la comparsa di feci nere non ha alcun significato patologico. Il carbone vegetale è comunque controindicato in presenza di ostruzioni intestinali o appendicite.
Ricordiamo come il termine "adsorbire" significhi far aderire singole molecole ad una determinata superficie, mentre un mezzo assorbente, come può essere una spugna, si impregna di tali sostanze. Inoltre, il carbone vegetale ha proprietà adsorbenti e non carminative; quest'ultimo termine, infatti, è riservato a tutti quei prodotti che promuovono l'espulsione dei gas intestinali (ne sono esempio la menta, che ha anche un prezioso effetto antispastico, il finocchio, il cumino e l'anice).
Le proprietà del carbone vegetale vengono largamente sfruttate nel settore industriale (anche grazie alla sua capacità di rigenerarsi se trattato termicamente), grazie all'attività decolorante e depurante in genere; carboni attivi sono presenti, ad esempio, nei filtri per l'acqua o in quelli delle maschere anti-gas.
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