Canfora

La canfora è una sostanza monoterpenica monociclica chetonica, ottenuta per distillazione del legno e delle radici di Cinnamomum Camphora, un albero sempreverde alto fino a 40 metri e tipico delle coste del sud-est asiatico; la massima resa si ottiene da piante con 50-60 anni di età. Può essere preparata anche mediante sintesi chimica a partire dall'alfa-pinene presente nell'essenza di trementina.

CanforaA temperatura ambiente, la canfora si presenta come una sostanza bianca, volatile e cristallina, dal caratteristico odore penetrante; al palato, il suo sapore aromatico e pungente lascia presto spazio ad una sensazione di freddo ed amaro.
Le proprietà fitoterapiche della canfora si espletano soprattutto a livello cardiaco, dove aumenta il flusso sanguigno dilatando le coronarie, e a livello respiratorio, dove espleta un'azione decongestionante e stimolante del respiro; la canfora è nota anche per la sua attività revulsiva-rubefacente, antimicrobica ed analgesica locale. Le sue applicazioni terapeutiche, un tempo particolarmente numerose, sono oramai piuttosto ridotte; da un lato, la sua azione tonica sul cuore "stanco" è stata sostituita da farmaci con indice terapeutico superiore, molti dei quali formulati proprio sulla base della sua struttura, mentre dall'altro la potenziale tossicità ne ha limitato l'impiego anche in pomate ed emulsioni per uso esterno. La canfora può infatti determinare avvelenamenti, anche mortali, per ingestione, soprattutto in bambini ed anziani e, anche se più difficilmente, per applicazione topica (specie su cute non integra).

Se applicata sulla pelle, la canfora agisce come rubefacente (richiama sangue), antipruriginoso, debole analgesico e lenitivo (famose sono le virtù antireumatiche dell'olio canforato, utilizzato anche in campo sportivo per risolvere contratture dolorose, crampi e dolori muscolari in genere); il suo impiego può tuttavia causare dermatiti ed è fortemente sconsigliato in presenza di lesioni cutanee ed ustioni (in questo caso la canfora viene rapidamente assorbita e può determinare gravi intossicazioni). Se ne sconsiglia infine l'utilizzo, in tutte le sue forme, per neonati e bambini, comprese le applicazioni cutanee specie a livello del viso e del naso (il divieto riguarda soprattutto le preparazioni concentrate, che sono state bandite ormai da molti anni in diversi Stati).