Cacao e cioccolato: potenti antiossidanti ed "antidepressivi" naturali

 Erborista Vittorio Trotta

Nome: Theobroma cacao
Famiglia: Sterculiacee
Ordine: Malvacee

 

Il cacao ed il cioccolato sono alimenti ad oggi consumati nella maggior  parte dei paesi sviluppati del mondo, mentre il loro consumo è assai limitato nei paesi produttori, tutti  in via di sviluppo.
L'utilizzo del cacao è notevole e comprende diversi settori, tra cui di spicco è quello alimentare: infatti, è sfruttato come ingrediente, aromatizzante ma anche e soprattutto come componente funzionale per prodotti dedicati ad un'alimentazione particolare - quali pasti sostitutivi e bevande - ed integratori alimentari.
Cacao e cioccolatoCacao e cioccolato sono veri e propri alimenti, nonostante possano essere considerati - grazie alle sostanze che contengono - dei “prodotti funzionali”: sono infatti numerose le proprietà salutistiche ascrivibili a questi cibi; tra queste, quella di maggior impatto e di maggior interesse negli ultimi anni riguarda le proprietà antiossidanti legate al contenuto in polifenoli.
Del cioccolato si possono trovare in commercio una miriade di varietà, intese sia dal punto di vista qualitativo che da quello puramente di packaging: al latte, fondente, a diverse percentuali di cacao, oppure cioccolato da bere, cacao in polvere, cioccolato bianco ecc.
Tra queste tipologie, il cioccolato fondente è senz'altro quello d'elezione: da un punto di vista salutistico rappresenta un vero e proprio “alimento-farmaco”, da assumere naturalmente con moderazione, nelle dosi adeguate e senza esagerare facendosi prendere dalla ”gola”; una delle qualità evidenziate da diversi trials clinici è la protezione fornita contro le malattie cardiovascolari, ma è importante anche l'influenza esercitata sulla produzione di fattori antinfiammatori; con l'assunzione del cioccolato fondente vengono infatti inibiti i meccanismi che portano alla produzione di agenti pro-infiammatori, quali prostaglandine, trombossani e leucotrieni.
Il contenuto in antiossidanti è molto elevato: già nel 1996 il Lancet pubblicò la prima ricerca sulle proprietà degli antiossidanti presenti nel cacao (gli antiossidanti, com'è noto, hanno una riconosciuta utilità nella lotta contro i radicali liberi, con conseguente riduzione dei potenziali rischi di molte malattie).
Sempre più importanza sta assumendo la ricerca verso composti di origine naturale in grado di combattere  i radicali liberi, molto dannosi per la salute. I radicali liberi sono specie reattive dell'ossigeno (ROS) e dell'azoto (RNS), con un elettrone spaiato nell'orbitale esterno; questa caratteristica li rende molto instabili, con la tendenza a reagire molto facilmente con vari tipi di biomolecole.
L'ossigeno molecolare negli organismi viventi è essenziale per lo svolgimento dei vari processi metabolici; nel corso di tutte queste reazioni si assiste ad una produzione fisiologica di radicali liberi e di intermedi reattivi. In condizioni normali, la produzione di ROS è necessaria al funzionamento dei processi biologici, quali ad esempio il sostegno della risposta immunitaria; per tale ragione, esiste uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e loro neutralizzazione da parte di meccanismi antiossidanti di difesa. Quando però i ROS sfuggono al controllo dei sistemi di neutralizzazione il loro potenziale reattivo genera fenomeni tossici.
Le principali specie radicaliche sono: anione superossido (O2-∙), radicale idrossile (OH), ossido nitrico (NO), diossido di azoto (NO2) e radicale perossido (LOO).
L'organismo, in condizioni normali, possiede le capacità di contrastare e combattere queste specie reattive attraverso un sistema antiossidante che comprende meccanismi enzimatici e non. Tra gli enzimi vi sono la superossidodismutasi, la catalasi e la glutatione perossidasi, mentre tra le sostanze non enzimatiche ricordiamo la vitamina E, la vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli e le antocianine.
I polifenoli del cacao sono distinti in 3 gruppi: Catechine, o flavan - 3 - oli (circa 37%), Antocianine (4%) e Proantocianidine (58%), costituite da unità di catechine o epicatechine.
La quantità di polifenoli nel cioccolato fondente è di gran lunga superiore a quella presente nel cioccolato al latte; questo si può verificare - oltre che sperimentalmente in laboratorio - assaggiando l'alimento; infatti, il contenuto in polifenoli è sempre associato ad un sapore amaro ed astringente, che si può riscontrare a prescindere dalla quantità di cacao presente nel prodotto.
Da numerosi studi clinici si sono osservati gli effetti positivi che i flavonoidi hanno nella prevenzione delle malattie a livello del sistema cardiovascolare; infatti, un alto apporto di flavonoidi con la dieta (il cioccolato, specialmente se fondente, ne è ricco), si è dimostrato un importante aiuto nel diminuire  l'insorgenza delle CVD (cardiovascular diseases).
Uno studio molto importante, illustrato su “Focus on Chocolate”, di Ottaviani et al. è stato effettuato su una popolazione indigena dell'Isola di Kuna: è stato osservato che un consumo predominante di cacao e suoi derivati ha portato, in questa popolazione, ad un abbassamento dell'incidenza di ipertensione arteriosa, praticamente assente. Questo dato sarebbe potuto essere solamente una coincidenza legata magari ad altri fattori, genetici ed ambientali; tuttavia, si è proseguito lo studio anche su individui che per i motivi più disparati si sono allontanati dal luogo d'origine: il risultato è stata la comparsa di casi di ipertensione, ed un'analisi più approfondita ha dimostrato che cambiando stile di vita è cambiata anche radicalmente la dieta, con l'introduzione di nuovi alimenti e l'abbandono dell'uso di cacao e suoi derivati.
Da questo studio si sono allora fatte parecchie ipotesi sul legame flavonoidi/benefici cardiovascolari: la più importante di queste è quello formulata da Schroeter et al, che indica le epicatechine come mediatori in grado di influenzare l'attività dell'ossido nitrico a livello vascolare.
I flavonoidi sarebbero in grado di stimolare la produzione ed il rilascio di ossido nitrico; anzi, per essere più precisi, essi andrebbero ad influenzare l'attività dell'enzima responsabile della sintesi di ossido nitrico (NO sintetasi): così facendo si verrebbe a promuovere un processo di vasodilatazione alla base degli effetti ipotensivi dei flavonoidi introdotti con la dieta.
Sempre in questa review viene dimostrato, tramite studi effettuati su individui sani, come un apporto dietetico di flavonoidi purificati da estratti di cacao e derivati, dopo solo due ore dall'assunzione, sia in grado di inibire l'ossidazione delle LDL.
I polifenoli si sono dimostrati anche potenti immunomodulatori, in grado di abbassare la risposta infiammatoria in modo significativo. A dimostrare questo importante fattore è stato uno studio svolto dalla Dott. ssa Romina Di Giuseppe dell'Università Cattolica di Campobasso, in associazione con l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, pubblicata sul Journal of Nutrition; questa ricerca ha rappresentato uno dei più grandi studi epidemiologici condotti in Europa; infatti, ha coinvolto 20.000 persone (“Progetto Moli-sani”).
Lo studio è stato condotto poiché lo stato infiammatorio cronico è in grado di aumentare il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare, dall'infarto cardiaco all'ictus cerebrale, quindi è molto importante riuscire a controllare i fenomeni infiammatori, e per far questo uno dei marker più promettenti e più semplici da utilizzare è la PCR, Proteina C Reattiva.
Proprio confrontando i valori ematici di questa proteina, in associazione alla quantità di cioccolato consumata abitualmente, si è sviluppato lo studio epidemiologico: su 11.000 persone esaminate, 4.849 sono risultate tutte in buona salute e senza fattori di rischio; di queste, 1.317 non consumavano alcun tipo di cioccolato, mentre 824 ne consumavano regolarmente, ma solo del tipo fondente.
I risultati della ricerca si sono dimostrati incoraggianti: infatti le persone che mangiano abitualmente cioccolato fondente in quantità moderata risultano avere nel sangue livelli di Proteina C Reattiva relativamente più bassi rispetto agli altri; in questo modo il loro rischio di stato infiammatorio è notevolmente ridotto.
Molto importanti sono però le quantità di cioccolato: occorre un consumo moderato di cioccolato fondente, che si aggira intorno ai 6.7g/die per ridurre lo stato infiammatorio del 17%; una piccola percentuale, quindi, sufficiente per avvantaggiarsi di una riduzione del rischio di malattia cardiovascolare pari ad 1/3 nella donna e ad 1/4 nell'uomo.