Artiglio del Diavolo

Cos'è l'artiglio del diavolo?

Artiglio del diavolo è il nome dialettale dell'arpagofito (Harpagophytum procumbens), una pianta perenne rampicante che appartiene alla famiglia delle Pedaliacee. Il genere Harpagophytum è lo stesso del sesamo.
artiglio del diavoloL'artiglio del diavolo è conosciuto in lingua inglese con i sostantivi di: “grapple plant” (pianta rampino), “wood spider” (ragno di legno) e “devil's claw” (artiglio del diavolo).
Cresce in Africa Meridionale e soprattutto nelle regioni orientali e sud-orientali della Namibia, nel sud del Botswana, nella regione del Kalahari, nel Northern Cape e in Madagascar.
L'artiglio del diavolo deve il suo nome alle quattro appendici dure e nastriformi che caratterizzano i suoi frutti ovoidali. Queste escrescenze sono dotate di robusti uncini che, penetrando nel corpo o nelle zampe degli animali, procurano serie ferite, costringendoli a compiere una danza "indiavolata".
La parte usata a scopo medicamentoso è costituita dalle escrescenze laterali della radice tuberosa (dette radici secondarie), che contengono alte percentuali di principi attivi.

Proprietà

Utilizzi dell'artiglio del diavolo

Artiglio del diavolo nella medicina tradizionale sud-africana

L'uso etnobotanico dell'artiglio del diavolo ha avuto origine in Africa Meridionale.
Per la precisione, questa pianta è uno degli “emblemi floreali” (simboli geografici) del Botswana, dove si crede possa essere utile nel trattamento di varie condizioni dolorose.
Nella medicina tradizionale sud-africana l'artiglio del diavolo viene utilizzato da secoli per la cura di vari problemi, come:

  • Malattie reumatiche
  • Dolori articolari
  • Febbre
  • Problemi allo stomaco.

Artiglio del diavolo in fitoterapia

Ciò che è stato constatato empiricamente dalle popolazioni locali venne poi confermato dagli studi del tedesco Schmidt, che hanno portato alla scoperta di tre glicosidi ritenuti responsabili degli effetti analgesici e antipiretici dell'arpagofito:

  • Arpagoside
  • Arpagide
  • Procumbide.

Artiglio del diavolo contro il dolore e l'infiammazione

L'artiglio del diavolo si è dimostrato particolarmente attivo soprattutto nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come:

Le proprietà analgesiche e antinfiammatorie dell'artiglio del diavolo sono state confermate da numerosi studi condotti in vitro, su roditori e su esseri umani.

Molti di questi studi hanno paragonato l'efficacia di comuni prodotti antinfiammatori a quella degli estratti naturali di Arpagofito. In molti casi i risultati sono stati incoraggianti e l'artiglio del diavolo ha sempre confermato le proprie virtù terapeutiche.

Una revisione di “Cochrane” sugli effetti clinici di questo rimedio ha osservato che l'artiglio del diavolo sembra ridurre il mal di schiena più del placebo, anche se di moderata significatività.

Artiglio del diavolo per digerire

A questo vegetale vengono attribuite anche proprietà di tipo:

La spiegazione scientifica di questi effetti risiederebbe nei molti principi amaricanti, capaci di stimolare la produzione dei succhi gastrici e della bile.


L'artiglio del diavolo è indicato in caso di:
tendiniti
dolori cervicali
mal di schiena
contusioni
artrite
mal di testa
febbre
cattiva digestione

Dosi e Modo d'Uso

Artiglio del diavolo: forma farmaceutica

Nella maggior parte degli studi clinici sono stati utilizzati estratti acquosi (Doloteffin ®), corrispondenti a 600-1.200 mg al giorno di estratto secco. Una simile dose contiene circa 50-100 mg di arpagoside (principio attivo presente nelle radici dell'artiglio del diavolo).

Utilizzo dell'artiglio del diavolo: è sostenibile?

Il Doloteffin non è disponibile in Italia, dove sono commercializzati soprattutto opercoli contenenti circa 250 mg di estratto secco, con un contenuto di arpagoside che varia dall'1 all'8% (solitamente è pari al 2%).
Facendo quattro calcoli ci si rende conto che per raggiungere la dose di arpagoside utilizzata negli studi sopraccitati, occorrerebbero dalle 4 alle 25 capsule al giorno, una dose nettamente superiore rispetto alle tre compresse che vengono normalmente consigliate. Quando si acquistano integratori a base di artiglio del diavolo è quindi buona regola informarsi preventivamente sul loro contenuto percentuale in arpagoside.

Applicazioni dell'artiglio del diavolo

Artiglio del diavolo per i piccoli fastidi

Se assunto a dosi sufficientemente elevate (almeno 40-50 mg di arpagoside al giorno), l'artiglio del diavolo è un valido supporto per le problematiche più semplici e, con la sua azione, è in grado di sostituirsi ai comuni antinfiammatori da banco.

Artiglio del diavolo nelle patologie gravi

Per le patologie più gravi, il suo utilizzo costante permette di ridurre il dosaggio dei farmaci antinfiammatori di sintesi.

Artiglio del diavolo per digerire

In caso di indigestione o perdita di appetito si può utilizzare l'infuso, preparato mettendo due cucchiaini di radice macinata in 500 ml di acqua bollente, facendo riposare il tutto per qualche ora e filtrandolo prima dell'utilizzo.

Controindicazioni

Gli estratti di questa pianta sono controindicati in caso di:

Interazioni farmacologiche

L'artiglio del diavolo può interagire negativamente con i seguenti farmaci:

Patologie dell'apparato digerente

Gli effetti pro digestivi dell'artiglio del diavolo, dovuti a una maggior secrezione gastrica e biliare, possono rivelarsi controindicati in caso di gastrite, ulcere gastriche, duodenali e calcoli alla cistifellea.
In alcuni casi l'artiglio del diavolo ha scatenato diarrea anche con dosi di assunzione normali.

Tossicità

La tossicità dell'artiglio del diavolo è considerata molto bassa, tuttavia sono stati segnalati casi di lievi disturbi gastrointestinali nei soggetti più sensibili.