L'allicina, o diallil tiosulfinato, è il principio attivo più importante e rappresentativo dell'aglio (Allium sativus). Questa sostanza non si riscontra nel bulbo integro, ma si forma quando gli spicchi che lo costituiscono - detti bulbilli - vengono tagliati, masticati o altrimenti triturati. In seguito a queste azioni meccaniche, dai succhi vacuolari si libera un enzima, chiamato allinasi, che agisce su un amminoacido, l'alliina, trasformandolo in allicina. A sua volta, questa sostanza instabile è precorritrice del disolfuro di diallile, una molecola volatile che origina dalla perdita di un atomo di ossigeno dalla molecola di allicina. Grazie all'elevata volatilità, il disolfuro di diallile conferisce all'aglio tritato il tipico odore pungente.
Oltre che dall'aglio, l'allicina è isolabile dalle cipolle e da altre specie appartenenti alla famiglia delle Alliaceae. In natura, difende queste piante dall'aggressione dei parassiti e degli erbivori, espletando le medesime proprietà antibatteriche anche sull'uomo.
L'allicina sembra in grado di proteggere dall'aterosclerosi, grazie alla capacità di migliorare il profilo lipidico del sangue e ridurre i fenomeni infiammatori. A questa sostanza vengono ascritte anche proprietà antiipertensive, antiossidanti ed antitrombotiche (fibrinolitiche ed antiaggreganti piastriniche). Non si tratta certo di vere e proprie azioni curative, ma - se piace - l'aglio può comunque essere d'aiuto nell'abbassare leggermente i valori di colesterolo nel sangue e la pressione arteriosa; pertanto, non ci si devono attendere miracoli dal suo utilizzo, né tantomeno pensare che possa sostituire i farmaci convenzionali o essere assunto ad alte dosi senza un preventivo consulto medico. Di norma si consiglia l'assunzione di 4 grammi al giorno di aglio fresco, o di aglio in polvere in misura di 600-900 mg/die. Se assunto a dosaggi elevati, oltre ad interferire pesantemente con altri medicinali assunti (specie con gli anticoagulanti tipo coumadin), può provocare nausea, vomito, meteorismo, diarrea ed alterazioni della flora microbica intestinale, di maggiore gravità nei bambini. In grandi quantità, l'aglio è inoltre controindicato nei soggetti che soffrono di pressione bassa, nelle nutrici (conferisce al latte un sapore sgradevole) e a chi soffre di ulcera gastrica o reflusso gastroesofageo.
Le proprietà antibatteriche dell'allicina, unitamente a quelle di altre sostanze contenute nel bulbo (come il potente antibiotico allistatina), giustificano il tradizionale impiego dell'aglio nel liberare il sistema digestivo da parassiti e vermi intestinali. Estratti acquosi di allicina si sono dimostrati attivi contro ceppi si Staphylococcus aureus resistenti all'antibiotico meticillina.
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