Digestione ed assorbimento dei grassi

Grassi digestione assorbimentoIl nostro corpo può digerire la maggior parte dei nutrienti semplicemente secernendo il giusto enzima digestivo. Così come esistono proteasi per la digestione delle proteine e amilasi per la digestione degli amidi, esistono anche le lipasi per la digestione dei grassi.


Tuttavia, mentre carboidrati e proteine si sciolgono facilmente nei liquidi digestivi, i lipidi non solo risultano insolubili, ma tendono ad unirsi insieme formando grossi agglomerati. In questo modo viene fortemente limitata l'azione digestiva delle lipasi.


Per poter essere digeriti ed assorbiti i grassi devono quindi essere trasformati in aggregati solubili in acqua. Questo processo, chiamato emulsionamento, avviene per opera della bile, una sostanza prodotta dal fegato e riversata nel duodeno dalla cistifellea.

RICORDA: l'attività delle lipasi pancreatiche viene potenziata dalla presenza della bile

Dopo aver subito il processo di emulsione i lipidi vengono aggrediti da specifici enzimi prodotti dal pancreas (lipasi, fosfolipasi e colesterolo esterasi) che separano il glicerolo dagli acidi grassi.


Gli acidi grassi a corta e media catena (10-12 atomi di carbonio) vengono assorbiti direttamente nell'intestino tenue e giungono al fegato dove vengono rapidamente metabolizzati.


Gli acidi grassi a lunga catena vengono assorbiti dagli enterociti (le cellule dell'intestino) e riesterificati a trigliceridi. Vengono poi associati al colesterolo dando luogo a particolari lipoproteine chiamate chilomicroni.


I chilomicroni vengono riversati in circolo e raggiungono i tessuti periferici che trattengono solamente acidi grassi e glicerolo.

I chilomicroni residui, poveri di trigliceridi e ricchissimi di colesterolo vengono captati ed incorporati dal fegato che metabolizza il colesterolo residuo e utilizza i pochi trigliceridi rimasti per i processi metabolici.


SINTESI ENDOGENA DI TRIGLICERIDI: gli epatociti (le cellule del fegato) sono in grado di sintetizzare trigliceridi a partire da diversi precursori (glucosio e scheletro carbonioso degli amminoacidi).

Dopo aver sintetizzato i trigliceridi il fegato li immette in circolo incorporandoli a molecole di natura proteica. Si formano così le lipoproteine a bassissima densità o VLDL, molto simili per composizione ai chilomicroni.

RICORDA: I chilomicroni sono secreti dagli enterociti mentre le VLDL vengono prodotte dagli epatociti

Le cellule dei tessuti periferici trattengono gli acidi grassi impoverendo progressivamente le VLDL di trigliceridi. Si formano così le IDL conosciute anche come lipoproteine a media densità . Le VLDL possono anche donare trigliceridi direttamente alle HDL (lipoproteine ad alta densità) ricevendo in cambio colesterolo.

Al termine di questi processi le IDL si impoveriscono ulteriormente di trigliceridi e diventano LDL, lipoproteine ad altissimo contenuto di colesterolo.

Le LDL vengono captate dai tessuti che, in caso di necessità, prelevano il colesterolo.


Se il colesterolo è presente in eccesso viene captato dagli epatociti che lo riversano nella bile e ne inibiscono la produzione endogena. Ciò è reso possibile dalle HDL (lipoproteine ad alta densità) che permettono il cosiddetto trasporto inverso del colesterolo (mentre VLDL e LDL lo trasportano dal fegato ai tessuti le HDL lo trasportano dai tessuti al fegato).

Non a caso le HDL sono anche conosciute come colesterolo buono e maggiore è il loro contenuto nel sangue e minore è il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Se per eccesso di LDL o per ridotta funzione dei recettori gli epatociti non riescono a metabolizzare l'eccesso di colesterolo esse rimangono in circolo più a lungo aumentando la concentrazione plasmatica di colesterolo e predisponendo il soggetto a diverse malattie di origine cardiovascolare.


 
Beta ossidazione e biosintesi degli acidi grassi