A cura della Dott.ssa Rita Fabbri
L'attività terapeutica della specie Angelica è legata al suo elevato contenuto di cumarine.
A differenza di altre piante medicinali, la ricerca scientifica si è basata sugli estratti della pianta anziché sui singoli costituenti, ed in numerosi studi è stata utilizzata l'Angelica asiatica. Riportiamo di seguito le più importanti attività farmacologiche dell'Angelica.
Le sostanze vegetali ad azione fitoestrogenica (fitoestrogeni) sono presenti in numerose piante officinali e storicamente utilizzate nelle patologie ginecologiche attualmente trattate con gli estrogeni di sintesi. L'Angelica cinese e giapponese contengono fitoestrogeni e possono essere utilizzate in caso di alti o bassi livelli di estrogeni. I fitoestrogeni hanno un effetto anfotero perché competono con gli estrogeni sul recettore cellulare: quando i livelli di estrogeni sono bassi, i fitoestrogeni svolgono un'azione estrogenica; quando i livelli di estrogeni sono alti, i fitoestrogeni occupando gli stessi siti recettoriali degli estrogeni, riducono l'attività estrogenica complessiva. L'effetto anfotero dei fitoestrogeni dell'Angelica può giustificare l'uso clinico di questa pianta nell'amenorrea e nella menopausa.
L'Angelica si può considerare un tonico uterino sulla base di questi ed altri studi:
Tradizionalmente, l'Angelica non è mai stata usata in campo cardiovascolare, tuttavia questa pianta esplica un significativo effetto ipotensivo (5,13,15). E' stato dimostrato che le diidropiranocumarine e le diidrofuranocumarine di piante Umbrellifere, tra cui l'Angelica, sono dotate di una spiccata azione vasodilatatoria, probabilmente mediata dall'interazione con i canali del calcio; quindi possiamo dire che l'Angelica ha un'azione leggermente similare ai calcio-antagonisti nei confronti dei vasi coronarici (16).
Sempre nell'ambito cardiovascolare questa pianta ha attività antiaritmica e antiaggregante piastrinica.
E stato dimostrato che l'olio essenziale di Angelica rilassa la muscolatura liscia dell'intestino e dell'utero, mentre l'estratto acquoso provoca inizialmente una contrazione della muscolatura liscia e poi un rilassamento prolungato (13,14,15). Si conferma quindi l'uso tradizionale dell'Angelica nel trattamento degli spasmi intestinali e dei crampi uterini; la sua attività sugli altri muscoli lisci giustifica inoltre l'effetto ipotensivo (muscolatura liscia vascolare) e l'attività broncodilatatoria (muscolatura liscia bronchiale) tradizionalmente sfruttata nel trattamento dell'asma.
L'Angelica cinese e giapponese hanno dimostrato effetti analgesici, blandamente sedativi, in diversi studi condotti su animali (13,15,17,18). L'azione analgesica è risultata quasi due volte superiore a quella dell'aspirina (17). Quest'attività, associata a quella miorilassante, spiega l'uso tradizionale dell'Angelica come calmante per il mal di testa ed i dolori mestruali.
Per molto tempo l'Angelica è stata utilizzata per prevenire e trattare i sintomi allergici di soggetti sensibili o intolleranti (15,19). Probabilmente l'effetto è riconducibile ad un'inibizione selettiva della produzione di anticorpi di tipo allergico (IgE).
E' stato dimostrato che le cumarine dell'Angelica ed i polisaccaridi dell'estratto acquoso hanno attività immunomodulante: incrementano l'attività dei leucociti, stimolano la produzione di interferone e potenziano i meccanismi aspecifici di difesa (20-25).
Questi effetti sul sistema immunitario sembrerebbero confermare l'uso piuttosto recente dell'Angelica come agente di supporto nella terapia antitumorale.
Gli estratti di Angelica cinese sono risultati attivi nei confronti dei batteri gram-positivi e gram-negativi; gli estratti di Angelica giapponese sono risultati inattivi (13). Questa diversa attività antimicrobica può essere dovuta alle diverse concentrazioni di olio essenziale negli estratti utilizzati. L'olio essenziale di Angelica archangelica ha mostrato una significativa attività antifungina (in particolare nei confronti della Candida albicans) ma non antibatterica (5,6).
In merito alle principali applicazioni cliniche dell'Angelica, sintetizzando possiamo dire che attualmente l'Angelica archangelica e l'Angelica atropurpurea sono più indicate nel trattamento delle patologie respiratorie, per la loro attività espettorante, decongestionante e broncodilatatoria, e nei disturbi gastroenterici come aerofagia, meteorismo, tensione addominale, spasmi intestinali e nella sindrome del colon irritabile.
L'Angelica sinensis e l'Angelica acutifolia sono più utili nel trattamento dei disturbi mestruali, nella menopausa (soprattutto per le vampate), in caso di crampi uterini, nell'emicrania di origine nervosa e per l'attività immunomodulante.
Sarebbero comunque necessarie ulteriori ricerche da condurre sull'uomo.
L'Angelica può essere assunta come infuso: 2-4 g di radici in 150 ml di acqua bollente, filtrare dopo 10 minuti e bere una tazza di infuso tiepido mezz'ora prima dei pasti; altrimenti come tintura, estratto fluido o secco (26-27).
I preparati a base di Angelica sono controindicati in gravidanza ed in allattamento. Sono
da evitare anche nei pazienti in terapia anticoagulante.
Potrebbero verificarsi rari casi di ipersensibilità che comportano eccessivo sanguinamento, febbre occasionale ed un leggero effetto lassativo (28).
L'Angelica contiene sostanze particolarmente fototossiche (furanocumarine), che possono provocare fotodermatiti, infiammazioni e vesciche dopo esposizione al sole, quindi se ne sconsiglia l'uso in caso di esposizione eccessiva alla luce solare o comunque durante trattamenti cosmetici a base di raggi ultravioletti. Le furanocumarine risultano efficaci nel trattamento di alcune forme di psoriasi e nella vitiligine (29).
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