Ananas e Bromelina - Indicazioni terapeutiche

A cura della Dott.ssa Rita Fabbri


L'attività farmacologica dell'Ananas è legata alla Bromelina contenuta soprattutto nel gambo; a questa sostanza sono attribuite proprietà proteolitiche, antinfiammatorie dei tessuti molli, analgesiche, antiedematose e fibrinolitiche; la Bromelina presenta inoltre attività mucolitica, immunomodulante e gastroprotettiva; inoltre sembra in grado di rilassare la muscolatura liscia; è capace di drenare i liquidi e per questo viene inserita in prodotti dimagranti da banco.
Per uso topico è utilizzata nel trattamento di ulcere ed ustioni.
Negli integratori formulati per le dispepsie, la Bromelina viene spesso associata ad altri enzimi proteolitici (come tripsina e papaina).
Grazie alla sua attività proteolitica, la Bromelina viene utilizzata anche nell'industria alimentare allo scopo di intenerire le carni in scatola.
L'Ananas contiene acidi organici (acido citrico, malico ed ossalico) che conferiscono al frutto un'azione diuretica.

La Bromelina comprende un gruppo di enzimi proteolitici (o proteinasi) sulfidrici. La Bromelinacontenuta nel gambo dell'Ananas è una miscela di almeno 8 proteinasi e piccole quantità di enzimi non proteolitici (3). Nel gambo, sono inoltre presenti due cistein proteinasi, la comosaina e la ananaina, enzimaticamente affini alla bromelina (4).
La Bromelina è instabile al calore, quindi la sua attività farmacologica può essere ridotta da trattamenti inopportuni o da cattiva conservazione.

Essendo delle proteinasi sulfidriche (come papaina e ficina), le bromeline estratte dal gambo dell'Ananas o dal frutto sono inattivate da agenti ossidanti (come il perossido di idrogeno o metilbromuro) e da certi ioni metallici (per esempio piombo, rame e ferro). Anche il siero umano inibisce l'attività digestiva della Bromelina; Magnesio e cisteina sono invece attivatori della Bromelina in commercio (5).

In quanto enzima, la concentrazione di Bromelina viene espressa in unità enzimatiche, che indicano la capacità dell'enzima di digerire una determinata quantità di proteine.
Il Food Chemistry Codex (FCC) riconosce ufficialmente come unità enzimatiche le mcu (milk clotting units). Anche le gdu (gelatin digesting units) sono accettate ed equivalgono alle mcu.
Variando le mcu, varia l'attività della Bromelina; quindi non è semplice stabilire a priori quale possa essere il dosaggio efficace. Normalmente, la Bromelina presenta una attività compresa fra 1200 e 1800 mcu ed i dosaggi tipici oscillano tra 250-500 mg tre volte al giorno lontano dai pasti (6-7).
Dosi molto elevate di Bromelina (intorno a 2 g) sono state somministrate senza effetti collaterali (DL 50 > 10g/Kg di peso corporeo); anche l'impiego per un lungo periodo sembra essere ben tollerato (8).

La Bromelina può essere somministrata per via orale, parenterale o per infusione endovenosa ed è stato accertato che fino al 40% della Bromelina somministrata per os può essere assorbita come tale (9-11).

La Bromelina è conosciuta chimicamente sin dal 1876, ma solo nel 1957 è stata introdotta come sostanza terapeutica; da allora sono stati pubblicati numerosi studi scientifici sulle sue applicazioni terapeutiche. Riportiamo di seguito i più significativi.

 

Attività digestiva Attività antinfiammatoria ed antiedematosa
Artrite Interventi chirurgici

Attività digestiva

La Bromelina è molto efficace nelle dispepsie per carenza enzimatica gastrica e pancreatica, si può considerare infatti un ottimo sostituto della tripsina o della pepsina (12-13). La Bromelina risulta attiva sia in ambiente acido - quindi a livello gastrico - sia in ambiente neutro, quindi nel distretto enterico.

  • In uno studio a doppio cieco, la somministrazione di Bromelina insieme a pancreatina e bile bovina è risultata efficace nel trattamento di pazienti con insufficienza pancreatica (14).

Per questa sua attività digestiva, l'ananas può essere assunta anche dopo pasti abbondanti; la Bromelina infatti riesce a mitigare i sintomi di disordini o bruciori gastrici, in particolare se usata in associazione ad altri enzimi come le amilasi e le lipasi.

Attività antinfiammatoria ed antiedematosa

La bromelina è indicata in tutti i casi di infiammazioni e/o edemi dei tessuti molli.
L'effetto antinfiammatorio può essere dovuto all'attività proteolitica della Bromelina sul sito
dell'infiammazione; ipotesi questa da confermare anche perché l'azione proteolitica è inibita da fattori presenti nel siero. Molto più probabilmente la Bromelina, per interazione con la lipossigenasi, determina un aumento della formazione di plasmina, che ha attività fibrinolitica ossia è capace di scindere la fibrina impedendo o riducendo la formazione dell'edema localizzato; la plasmina, inoltre, riduce la sintesi di prostaglandine pro-infiammatorie e stimola la formazione di prostaglandina E1, un fattore inibitorio dell'infiammazione (15-18).
E' stato anche dimostrato che la Bromelina riduce i livelli plasmatici di chininogeno, inibendo così la formazione di chinine (19-20): le chinine generano peptidi vasoattivi, quindi causano infiammazione, edema e dolore.
Tutti questi fattori contribuiscono ad un miglioramento della circolazione, nel metabolismo cellulare, nel trofismo cutaneo e nel riassorbimento di edemi, essudati, ematomi, sostanze necrotiche ed agenti infiammatori.
L'attività antinfiammatoria della Bromelina è sicuramente quella più significativa, anche perché interviene su molti aspetti dell'infiammazione (21,41); viene confermata in diversi modelli sperimentali (come l'edema indotto da albumina o da carragenina) e trova nell'uomo diverse applicazioni cliniche. Riportiamo di seguito le più importanti.

Artrite

La Bromelina può essere utile sia nell'artrite reumatoide che nell'osteoartrite. In particolare nell'artrite reumatoide ha permesso la riduzione dell'uso di corticosteroidi (come il prednisone).

  • In uno studio la Bromelina è stata somministrata ad alcuni pazienti: 25 con grave artrite reumatoide, 1 con artrite reumatoide e osteoartrite, 2 con osteoartrite, 1 con gotta ed edema articolare. Le dosi di corticosteroidi sono state ridotte a dosi minime di mantenimento con contemporanea somministrazione di Bromelina gastroresistente (20-40 mg tre o quattro volte al giorno). Nella maggior parte dei pazienti è stata notata una significativa riduzione dell'edema articolare ed un aumento della motilità articolare, dopo breve tempo dall'inizio del trattamento. Nel periodo di osservazione da 3 settimane a 13 mesi, 8 su 29 pazienti (28%) hanno riscontrato effetti ottimi, 13 (45%) buoni, 4 (14%) discreti e 4 (14%) scarsi, come nel caso del paziente con la gotta (22).

In uno studio clinico è stato valutato l'effetto della Bromelina in pazienti con osteoartrite del ginocchio con il risultato di non essere efficace (23). Forse migliori risultati si sarebbero potuti ottenere somministrando Bromelina in una forma non gastroresistente.

Interventi chirurgici

La Bromelina somministrata per os ha dato risultati positivi nella riduzione dell'edema, delle ecchimosi, del tempo di guarigione e del dolore post-operatorio (24). In particolare, in caso di interventi a livello del cavo orale, è consigliabile un trattamento con Bromelina prima e dopo l'intervento.

  • In uno studio in doppio cieco su pazienti sottoposti a chirurgia orale, è stato riscontrato che l'effetto della Bromelina è significativamente superiore a quello del placebo. L'edema si è ridotto in 3/4 giorni con la Bromelina rispetto ai 7 giorni con il placebo; la durata del dolore era di 5 giorni nel gruppo trattato con Bromelina, rispetto agli 8 giorni nel gruppo placebo (25).

Simili osservazioni sono state confermate in studi su casi di episiotomia (incisione chirurgica del perineo, lateralmente alla vagina, durante il parto): la Bromelina riduce l'edema, l'infiammazione, il dolore e la somministrazione prima dell'intervento ne potenzia gli effetti (26-27).
In uno studio in doppio cieco, la Bromelina ha favorito la riduzione di edema ed ecchimosi  in pazienti sottoposti ad intervento chirurgico di rinoplastica (28).


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Ultima modifica dell'articolo: 27/08/2016