Aloe Vera - Descrizione Botanica e Composizione

A cura della Dott.ssa Rita Fabbri


Si conoscono circa 350 specie di Aloe e di queste, 125 sono distribuite nel Sudafrica; tra tutte, quella più usata in fitoterapia è l'Aloe vera. L'etimologia del nome Aloe deriva dal greco e significa sale quindi… mare: in effetti sono delle piante che hanno come habitat ideale le zone di mare; è probabile che il nome della pianta possa discendere dal termine arabo che significa amaro, alludendo al succo della pianta in effetti molto amaro.

L'Aloe Vera è conosciuta da secoli per le sue proprietà medicinali ed è curioso il fatto che la ricerca moderna abbia confermato la validità di quello che già si faceva più di mille anni fa.
I riferimenti di etnobotanica sull'Aloe vera sono molto numerosi e possiamo ripercorrere le tappe più significative della storia di questa pianta.

Gli Assiri utilizzavano il succo di Sibaru, “una pianta le cui foglie assomigliavano a foderi di coltelli”, ossia il succo di Aloe, come antidoto all'ingestione di cibi avariati e per ridurre il gonfiore addominale.

L'Aloe rappresentava la pianta dell'immortalità per gli Egizi: veniva posta all'entrata delle piramidi per indicare ai Faraoni defunti il cammino verso la terra dei morti. Nel “Papiro di Ebers” si trova una descrizione botanica molto dettagliata dell'Aloe vera ed un lungo elenco delle sue proprietà curative. Il succo di Aloe era un ingrediente fondamentale della miscela segreta utilizzata per la mummificazione dei sovrani egiziani e pare che Cleopatra, famosa per i suoi bagni nel latte di capra, ordinasse di aggiungere nelle creme da massaggio anche l'aloe o di tritarla finemente in modo da ottenerne delle gocce oculari per rendere più luminoso il colore dei suoi occhi. Alcune pozioni propiziatorie della mitologia egiziana richiedevano il succo di Aloe ed ancora oggi in Egitto questa pianta grassa viene messa davanti alla porta di casa per assicurare felicità e protezione.

Secondo la leggenda, Alessandro Magno, ferito in battaglia da una freccia, fu curato con un miracoloso unguento a base di Aloe raccolta nell'isola di Socotra, e fu così che gli venne consigliato di conquistare l'isola, ricca di queste piante, per avere a disposizione un succo capace di lenire e cicatrizzare le ferite dei suoi soldati e di renderli addirittura invincibili.

In un passo del Vangelo di Giovanni si dice che venne preparata una miscela di Mirra ed Aloe per predisporre il corpo del Cristo alla sepoltura.
Dioscoride e Plinio il Vecchio descrivevano gli usi terapeutici del succo di Aloe in caso di dolori addominali, stipsi, mal di testa, insonnia, irritazioni della pelle e del cavo orale.
Nella medicina ayurvedica l'Aloe vera viene definita amica delle donne ed ancora oggi il gel di Aloe rappresenta un tonico molto efficace per i disturbi femminili, oltre che un ottimo disintossicante epatico.
Nel Milione, Marco Polo descrive la diffusione di questa pianta nell'Impero cinese per poi  arrivare in estremo Oriente. Cristoforo Colombo annota nel suo diario che si deve avere sempre a bordo "il medicinale in vaso" (Aloe vera appunto). In Giappone, alla pianta è associato un ideogramma che, tradotto letteralmente, vuol dire “non serve il dottore”.
Nel 1852 due ricercatori inglesi riuscirono ad isolare per la prima volta nell'Aloe un principio attivo ad azione lassativa che chiamarono aloina.
Nel 1934 viene pubblicata negli Stati Uniti la prima ricerca scientifica sull'Aloe che dimostra la straordinaria efficacia di questa pianta nel trattamento di una grave forma di radiodermite in una donna malata di tumore.
Negli anni successivi, studi clinici dimostrarono le proprietà terapeutiche dell'Aloe nell'ulcera peptica, nelle patologie dermatologiche, nelle affezioni stomatologiche, in alcune infezioni batteriche, virali e nella cura dell'herpes, nelle ustioni anche gravi, nei disturbi gastrointestinali, nel diabete.
Gli studi scientifici degli ultimi tempi, hanno approfondito soprattutto il potere antiossidante ed immunomodulante dell'Aloe

 

Aloe vera

Nome botanico: Aloe vera L. (sin. Aloe barbadensis Mill. Aloe vulgaris Lamk.)

Famiglia: Liliaceae (Aloeacee)

Parti usate: Gel mucillaginoso trasparente contenuto all'interno delle foglie

Descrizione botanica

L'Aloe viene classificato storicamente nella famiglia delle Liliaceae. Il dottor Tom Reynolds, un ricercatore londinese, propose una nuova classificazione introducendo la famiglia specifica delle Aloeacee. Osservando il tronco della pianta dell'Aloe possiamo distinguere tre gruppi botanici:

  • Aloe acauleas: ossia quelle piante che non possiedono tronco oppure che hanno un  tronco molto corto come l'Aloe barbadensis, l'Aloe saponaria e l'Aloe aristata.
  • Aloe subcauleas: ossia quelle piante che presentano un tronco visibile ma di dimensioni ridotte (fino ad alcune decine di centimetri) come l'Aloe succotrina e l'Aloe chinensis.
  • Aloe cauleas: ossia quelle piante che presentano un tronco esteso e ramificato (anche di alcuni metri) come l'Aloe ferox e l'Aloe arborescens.

L'Aloe vera è una pianta erbacea perenne, alta fino ad un metro, le foglie (dalle dodici alle trenta unità)  sono disposte a ciuffo come i petali di una rosa e si presentano lungamente lanceolate, con apice acuto, hanno una cuticola molto spessa e delle spine solo lungo i lati, sono carnose, di color verde chiaro che può sbiadire al grigio verde. Tagliando le foglie, si nota una cicatrizzazione del taglio quasi immediata; infatti la pianta libera un essudato protettivo che impedisce la fuoriuscita della linfa.
Nel centro di questa rosa di foglie, da steli rigidi e legnosi, spuntano in estate i fiori dell'Aloe a forma di grappolo nella tonalità del rosso, del giallo e dell'arancio con sfumature accese. Si trovano in commercio con fiori di aloe perché molto aromatici. E' una pianta di origine africana (da qui il nome popolare Giglio del Deserto) che predilige climi caldi e secchi; si adatta a qualsiasi tipo di terreno ma non deve mai essere eccessivamente umido. Esistono piantagioni di Aloe in ogni continente, in Europa il maggior produttore è la Spagna, mentre in Italia questo tipo di coltivazione è ancora agli inizi. L'Aloe vera può sopravvivere anche in appartamento, se luminoso, ed essere tenuta addirittura  in camera da letto perché capace di liberare ossigeno ed assorbire anidride carbonica; è una pianta molto adatta per composizioni ornamentali.

Composizione chimica

Zuccheri complessi ossia mucopolisaccaridi in particolare glucomannani, mannani e mannani acetilati (cioè legati a residui dell'acido acetico) come l'acemannano: si trovano soprattutto nella massa gelatinosa e trasparente (parenchima) contenuta all'interno della foglia di Aloe vera e svolgono un'azione immunomodulante, antinfiammatoria e cicatrizzante.

Antrachinoni come l'aloina A, in particolare l'aloina B (barbaloina): si trovano principalmente nella membrana esterna, verde e coriacea (cuticola) della foglia ed hanno un'attività disintossicante, fortemente lassativa. La barbaloina si distingue per il sapore molto amaro e per l'odore fortemente acre.

Vitamine (vitamina A, C, E, quelle del gruppo B, acido folico), minerali (ferro, rame, calcio, magnesio, zinco, cromo, potassio, sodio, manganese, selenio, fosforo, germanio), zuccheri semplici ossia monosaccaridi (mannosio, glucosio), aminoacidi essenziali e non essenziali, acidi grassi, steroli vegetali, ormoni vegetali, fosfolipidi (colina, inositolo), enzimi, saponine, lecitine, lignina.

La moderna ricerca ha dimostrato come l'attività benefica dell'Aloe vera sia dovuta proprio all'azione sinergica di tutti i componenti dell'intera foglia.

In genere si libera la polpa interna dall'involucro esterno mediante decorticazione e la decorticazione manuale, anche se più costosa, permette di avere un prodotto migliore.
Altri fattori possono intervenire nel migliorare l'efficacia del succo di Aloe, per esempio il tempo balsamico (primavera-estate), età della pianta (dal terzo/quarto anno di vita), qualità delle foglie (quelle ingiallite e maculate sono meno ricche di principi attivi), esposizione solare (la pianta si arricchisce di aloina); sarebbe opportuno inoltre sospendere l'irrigazione qualche giorno prima della raccolta, che dev'essere manuale e precisa, non utilizzare antiparassitari chimici e rispettare le corrette modalità di estrazione del filetto gelatinoso (non più tardi di tre ore dalla raccolta per evitare l'ossidazione dei componenti), di triturazione, fluidificazione, stabilizzazione e trasporto (controllo rigoroso della temperatura e protezione tassativa dai raggi solari).
Il succo di Aloe può essere utilizzato dall'industria per la realizzazione di prodotti ad uso interno (integratori alimentari) o esterno (cosmetici).


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Ultima modifica dell'articolo: 27/07/2016