Proprietà dell'aglio - Fitoterapia

A cura della Dott.ssa Rita Fabbri


L'Aglio è una pianta coltivata da tempo antichissimo. Linneo indica la Sicilia come la patria della pianta. Kunth indica l'Egitto. Alcuni Autori affermano che l'unico paese dove l'Aglio è stato trovato allo stato selvatico in maniera certa è la Cina. Altri ricercatori sostengono di averlo trovato spontaneo in India.

Oggi l'Aglio viene coltivato in tutti i continenti ed è principalmente noto per l'uso culinario. In Italia viene coltivato maggiormente in Campania, Sicilia, Veneto ed Emilia-Romagna (degno di nota l'Aglio di Voghiera, nella provincia di Ferrara, per la sua specifica identità genetica). L'etimologia del nome botanico deriva dalla parola celtica “all” ossia bruciante, con allusione al sapore, e dal latino “sativum” che significa "che si può seminare". Documenti storici e credenze popolari (come la presunta capacità di tenere lontano i vampiri) sono una testimonianza del potere dell'Aglio

 

Aglio

Nome botanico: Allium sativum L.

Famiglia: Liliaceae

Parti usate: bulbilli

Descrizione botanica

L'Aglio è una pianta erbacea perenne, coltivata come annuale. I veri organi di propagazione sono gli spicchi o bulbilli, che a gruppi di 5-20 formano il bulbo o capo o testa. Questo è avvolto da una serie di foglie dette tuniche sterili con funzione protettiva.

I bulbi dell'aglio devono essere conservati in luogo fresco e ventilato in cassette o appesi intrecciati nelle tipiche “reste”.

Composizione chimica

Composti solforati quali allicina, ajoeni, vinilditiine, tiosulfinati, diallilsulfuri.
Nel bulbo integro i composti solforati sono rappresentati principalmente da alliina; quando il bulbo viene macinato si libera l'ezima allinasi che rapidamente trasforma l'alliina nel rispettivo acido sulfenico (responsabile del caratteristico odore dell'Aglio); successivamente, per autocondensazione, si formano tiosulfinati quali l'allicina.

L'enzima allinasi è inattivato dal calore e questo spiega perché l'Aglio cotto emani meno odore dell'Aglio crudo ed eserciti minori attività farmacologiche.

Indicazioni terapeutiche

L'Aglio ha una lunga tradizione d'uso. Documenti sanscriti testimoniano l'uso dell'Aglio 5000 anni fa. Ippocrate, Aristotele e Plinio menzionano numerosi impieghi terapeutici dell'Aglio. Viene citato frequentemente nella medicina egiziana, cinese, ayurvetica. L‘Aglio è stato oggetto di numerosi studi farmacologici e clinici anche negli anni recenti.
Le principali attività farmacologiche dell'Aglio possono essere così riassunte:

Quindi le principali indicazioni terapeutiche sono:

Attività ipolipidemizzante e antiaterogena: molto interessanti i dati clinici relativi all'impiego dell'Aglio nella prevenzione della malattia aterosclerotica e nel trattamento dell'iperlipidemia non sufficientemente corretta dal solo cambiamento della dieta. Si ritiene che l'Aglio inibisca la sintesi del colesterolo per inibizione della idrossimetil-glutaril-CoA reduttasi con un meccanismo di azione simile a quello delle statine. Sembra che l'efficacia dell'Aglio possa essere potenziata dalla contemporanea somministrazione di piante in grado di sequestrare i sali biliari nell'intestino (per esempio il Guggul). Altri Autori sostengono che l'Aglio inibisca l'assorbimento dei lipidi alimentari. Infine, a livello epatico pare che l'Aglio inibisca l'acetil-CoA-sintetasi, un altro enzima coinvolto nella biosintesi dei lipidi.

L'attività ipolipidemizzante è forse più importante dal punto di vista qualitativo che quantitativo, l'Aglio infatti previene l'ossidazione delle LDL, riducendo così il rischio di formazione e progressione delle placche aterosclerotiche. Possiamo quindi affermare che l'Aglio, soprattutto in seguito ad un uso protratto e continuativo, esercita un generico effetto protettivo a livello cardiovascolare.


Attività antiipertensiva: l'effetto ipotensivo dell'Aglio è stato studiato da vari Autori ma il meccanismo di azione non è stato definitivamente precisato. Sicuramente abbiamo una vasodilatazione  periferica mediata dall'inibizione dell'adenosina deaminasi in corrispondenza dell'endotelio del vaso, quindi un potenziamento dell'azione miorilassante dell'adenosina endogena. Recentemente è stato dimostrato che l'Aglio svolge anche un'attività diuretica che giustificherebbe l'effetto ipotensivo. Forse anche un'azione di tipo ACE-inibitoria (inibizione dell'enzima di conversione dell'angiotensina) ed un'attività calcio-antagonista potrebbe spiegare il moderato effetto antiipertensivo nei pazienti ipertesi.

 

Azione antiaggregante piastrinica: L'Aglio svolge un'azione antiaggregante piastrinica: l'effetto è mediato dall'inibizione della sintesi di eicosanoidi proaggreganti in particolare il trombossano B2. L'azione antiaggregante potrebbe essere dovuta anche al fatto che l'Aglio limita la mobilizzazione intra-piastrinica del calcio, attiva la NO-sintetasi delle piastrine e ne controlla la capacità di legare fibrinogeno.


Azione antibatterica ed antimicotica: L'Aglio trova impiego anche nelle infezioni delle vie aeree superiori e nelle affezioni catarrali. Presenta una buona attività nei confronti dell'Helycobacter pilori responsabile di alcune forme di ulcera gastroduodenale. Buona efficacia anche in alcune forme di micosi del piede e dell'orecchio.

Notissima anche nella medicina popolare è l'azione antielmintica dell'Aglio nelle infestazioni intestinali da ascaridi ed ossiuri.
Infine l'Aglio possiede importanti proprietà immunostimolanti ed antitumorali a conferma dell'evidenza epidemiologica che un alto consumo di Aglio è associato ad una riduzione del rischio di diversi tumori. Per esempio, in Cina uno studio comparativo sulla popolazione di regioni diverse ha evidenziato che i decessi per tumore allo stomaco risultano significativamente minori dove il consumo di Aglio è elevato rispetto alle regioni con un più basso consumo di Aglio. Studi sull'uomo hanno evidenziato che l'Aglio inibisce la formazione di nitrosammine (potenti composti cancerogeni che si formano durante la digestione).

 

Posologia


Il dosaggio dei prodotti commerciali a base di Aglio dovrebbe fornire una dose quotidiana di almeno 10 mg di alliina o un potenziale di allicina di 4.000 µg. Questa quantità è uguale, approssimativamente, ad uno spicchio (4 g) di Aglio fresco.

Controindicazioni, avvertenze speciali ed opportune precauzioni d'uso, effetti indesiderati

Nessuna controindicazione nota. Si raccomanda prudenza nello stato pre-operatorio (l'uso di preparati a base di Aglio dovrebbe essere sospeso almeno un paio di settimane prima di un intervento chirurgico od esami bioptici). Da usare con cautela nei soggetti affetti da ulcera peptica o gastrite. Si registrano rari casi di irritazione gastrointestinale in soggetti sensibili. Non ci sono motivi per escludere l'uso dell'Aglio in gravidanza e in allattamento, tuttavia alcuni componenti volatili dell'Aglio contenenti zolfo passano nel latte materno modificandone il sapore.

Alterare l'odore dell'alito è l'effetto indesiderato più comunemente riscontrato per l'Aglio.

E' da evitare in associazione a farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici, e con alcuni farmaci antiretrovirali nella terapia dell'HIV.

L'Aglio presenta un elevato profilo di sicurezza come si può facilmente intuire dalla lunga consuetudine nell'uso culinario.


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Ultima modifica dell'articolo: 31/08/2016