Un caso pratico... obiettivo una vita come tutti gli altri !!

A cura del Dott. Luca Franzon


Per chi è abituato ad avere a che fare con body builder super tirati e con atleti di elitè questo articolo sembrerà un po' strano e forse poco interessante. Ma per chi intende il fitness come strumento di salute e di benessere psicofisico allora vedrà quest'articolo sotto un altro punto di vista. Racconto una mia esperienza di lavoro o ancora meglio prima di vita e poi di lavoro. Il fatto è avvenuto sotto le feste natalizie quando anche noi docenti F.I.F. tiriamo un po' il fiato e ci rimane un po' di tempo per fare le cose normali di tutti i giorni. Sono andato a trovare un amico che da tempo non vedevo ma che sapevo non se la passava troppo bene a causa di problemi psico-fisici importanti. Non sto a raccontare cosa di preciso abbia questa persona per il rispetto e l'amicizia che nutro nei suoi confronti. Quando sono arrivato a casa di Marco l'ho trovato in divano, coperto, pallido e smunto con un livello di energia pressoché sotto zero. Sono rimasto a lungo a parlare con lui e mi sono trovato ad ascoltare una persona che ad un certo punto mi ha detto "è come se avessi 7 paia di occhiali da sole vedo tutto nero !". Da un po' di tempo non sta bene non riesce ad andare a lavorare non esce di casa e accusa un corteo sintomatologico pazzesco tanto da aver sostenuto non so quante visite il cui risultato è sempre negativo. Diagnosi: stress, ansia depressione chiamatela come volete. Dopo un po' che parlavamo gli ho chiesto se gli andava di uscire a fare due passi. Mi ha risposto che faceva fatica a camminare perché non si sentiva saldo sulle gambe e che quando camminava si sentiva sbandare. Piano piano l'ho convinto si è preparato e siamo usciti. Il tragitto è stato di 100 metri circa nei quali ha accusato di tutto, vertigini, palpitazioni, dolore retrosternale, ansia, agitazione e altro ancora. Consapevole del suo disagio siamo ritornati a casa dove mi sono visto riversare addosso fiumi di parole assolutamente negative. Ho salutato e me ne se non andato.
Riflettendo il giorno dopo mi sono detto che non era giusto lasciarlo così e ho deciso di fare qualcosa di serio. Nelle mie passeggiate con il mio cane Axel vado spesso in campagna e conosco tanti bei posti rilassanti in cui è piacevole camminare. Sono andato nel mio posto preferito una lunga strada alberata e con la macchina ho percorso tratti di 100 metri delimitandoli con un segno a terra. Il giorno dopo ovvero il 22 dicembre sono andato a prendere Marco e l'ho convinto a venire a fare un giro in auto e guarda a caso siamo arrivati nella strada alberata. Era una bella giornata di sole e gli ho chiesto di scendere per fare una passeggiata. All'inizio restio poi si è lasciato convincere dal fatto che non c'era nessuno se non io di cui si fida e che non gli sarebbe successo niente perché la promessa era se non ce la faceva si sarebbe seduto contro un albero ed io sarei andato a prendere la macchina per andare a prenderlo anche a solo 50 metri di distanza.
Alla fine abbiamo fatto 200 metri senza grandi problemi. L'ho riaccompagnato a casa e gli ho detto che io per le vacanze di natale ero a casa e che andavo tutti i giorni a fare una camminata la per rilassarmi e che mi avrebbe fatto piacere se veniva con me! Ha accettato.
La progressione è stata questa:

22/12               200 metri
23/12               200 metri
24/12               400 metri
25/12               400 metri (a Natale c'è chi come il mitico Zonin va in palestra a fare il CKC e c'è chi va a fare 2 passi)
26/12               600 metri
27/12               800 metri
28/12               1000 metri
29/12               1200 metri
30/12               1400 metri
02/01               1600 metri
03/01               2000 metri
04/01               2000 metri
05/01               2400 metri
06/01               2800 metri
07/01               3000 metri
08/01               3200 metri
09/01               3600 metri
10/01               4000 metri
11/01               4400 metri


la progressione come si può vedere è stata notevole. Marco ancora dice che non si sente stabile che barcolla che gli viene male al petto che fa fatica. Tanto però adesso ogni giorno si fa una bella camminata e sotto sotto a volte mi dice che sta meglio, dorme meglio, mangia con più appetito e soprattutto ha ripreso ad uscire di casa. Oltre alla camminata gli ho dato da fare tutta una serie di esercizi di ginnastica respiratoria per rilassarsi, e degli esercizi a corpo libero per ritonificare la muscolatura che il periodo di inattività ha reso ipotonica. In più  gli sto insegnando a fare il training autogeno per cercare di rimettersi in pace con se stesso. Altra cosa importante sono riuscito a convincerlo ad andare da uno psicoterapeuta per vedere di rimettersi in forma veramente.

Il nostro programma andrà avanti ancora e l'obiettivo è di arrivare a camminare ininterrottamente per 6 Km per poi iniziare un programma misto di camminata veloce e corsa sino ad arrivare a correre e basta. Il nostro compagno è chiaramente il mio Axel che felice e allegro se la sgambetta in campagna.

Riporto questa mia esperienza per due diverse ragioni la prima puramente tecnica è che un personal trainer dev'essere in grado di lavorare in ogni situazione riuscendo a trovare la giusta strada, la giusta progressione di lavoro. Un buon personal trainer dev'essere un grande motivatore e questa storia lo insegna. Non ho usato tecniche strane, non ho consigliato l'integratore di ultima generazione, non ho fatto altro che cercare un posto tranquillo e fissare una serie di picchetti a terra per vedere la distanza da percorrere. Alla fine però questo è stato il modo giusto per vedere un amico stare meglio e questa è la seconda motivazione che alla fine è la prima, tutta questa storia è stata per me una grandissima soddisfazione personale e professionale. Un giorno Marco mi ha detto che voleva pagarmi perché disse "so che sei uno importante nel fitness, lo dicono gli altri (i nostri amici) ed è giusto che il tuo tempo sia pagato" ha ribadito il concetto che tanti medici non erano riusciti a capirlo e a curarlo. Non ho voluto nulla la mia soddisfazione era la paga migliore il suo sorriso quando arriviamo alla macchina dopo la camminata mi da la carica per affrontare il resto della giornata. Oltre al fatto che chi mi conosce sa che ho un solo mitocondrio e che tutto ciò mi sta facendo un bene pazzesco anche a me !!!

Penso che nel fitness ci sia spazio anche per queste situazioni, magari più difficili da affrontare, magari meno interessanti per chi vuole fare il super preparatore atletico e magari anche meno redditizie dal punto di vista economico. Ma se fitness significa benessere psicofisico allora c'è posto anche per Marco e il suo obiettivo. Anche quest'anno fra amici abbiamo fatto la ormai mitica e tradizionale partita a calcetto stile scapoli ammoliati alla Fantozzi. Bene quest'anno Marco non se l'è sentita ma l'obiettivo finale del nostro percorso come dice il titolo dell'articolo è tornare ad avere una vita normale, quindi il prossimo anno Marco sarà in campo a tirar calci al pallone e alle tibie degli avversari.


"e voi farete miracoli anche più grandi di questi." Gesù





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Ultima modifica dell'articolo: 29/03/2016

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