Vulva

Generalità

Il termine vulva identifica l'insieme degli organi genitali esterni della donna.

Nel linguaggio comune, la vulva viene spesso chiamata vagina, ma i due termini NON possono essere considerati sinonimi. La vagina, infatti, è un canale muscolo-membranoso interno, che unisce l'utero con la vulva. Quest'ultima, oltre all'apertura esterna della vagina, ospita il meato dell'uretra, la clitoride e alcune piccole ghiandole, il tutto delimitato da due paia di pieghe carnose dette labbra vulvari.

La vulva assolve diverse funzioni, come la protezione dei genitali interni, la percezione del piacere sessuale durante il coito e il richiamo sessuale per l'uomo.

Sinonimi

La vulva è conosciuta anche come pudendum muliebre o pudendo femminile. Talvolta è indicata come complesso vulvare.

Anatomia

La vulva è situata tra le facce interne delle cosce, nella parte centrale del perineo.

Si estende dalla regione ipogastrica (soprapubica) fino a circa 3 cm dall'ano. Confina in avanti con il monte di Venere (vedi oltre) e posteriormente con l'ano.

Quando le cosce sono a contatto, la vulva appare come una fessura lunga 10-12 cm.

Quando invece la donna si trova in posizione ginecologica, a cosce divaricate, la vulva si presenta di forma ovoidale ad asse verticale.

Strutture della vulva

I genitali esterni femminili - raggruppati sotto l'unico termine vulva - comprendono le seguenti formazioni anatomiche:

  • Monte di Venere
  • Grandi labbra
  • Piccole labbra
  • Organi erettili (clitoride e bulbi del vestibolo)
  • Ghiandole vestibolari maggiori (o del Bartolini) e minori (o di Skène)

Monte di Venere

Il monte di Venere (detto anche monte del pube) si presenta come un'area cutanea sollevata, per la presenza di abbondante tessuto adiposo sottocutaneo. Ha forma triangolare, con l'apice situato in basso.

Il monte di Venere si trova al di sopra della sinfisi pubica e sovrasta le grandi labbra.

  • In alto prosegue senza una netta demarcazione con la regione ipogastrica (parte inferiore dell'addome);
  • lateralmente, da entrambi i lati, è delimitato dalle pieghe dell'inguine;
  • inferiormente continua con le grandi labbra.

Con la sua presenza, il monte di Venere ha la funzione di proteggere l'osso sottostante, la sinfisi pubica, durante i rapporti sessuali.

La cute che lo ricopre, glabra nell'età infantile, allo scattare della pubertà si ricopre di peli pubici, lunghi e robusti; inoltre, al raggiungimento della maturità sessuale, aumenta l'attività delle numerose ghiandole sebacee e sudoripare presenti in questa zona.

Grandi labbra

Le grandi labbra (o valve o labbra maggiori) sono due grandi pieghe cutanee di tessuto connettivo fibro-elastico, ricche di adipe, parallele tra loro e reciprocamente saldate, alle estremità superiore e inferiore, nelle commessure vulvari:

  • superiormente, le grandi labbra iniziano dal monte di Venere formando la commessura vulvare anteriore (NB: il termine commessura identifica il punto di congiunzione tra le due parti di una struttura);
  • posteriormente si uniscono nel perineo, a un paio di centimetri dall'ano, formando la commessura vulvare inferiore (forchetta vulvare).
    NB: tra la forchetta vulvare e l'orifizio vaginale esiste una piccola depressione detta fossetta navicolare.

Ciascun grande labbro presenta due facce, una laterale (interna) e una mediale (esterna); inoltre, presenta un margine libero che delimita, con quello del grande labbro opposto, una fessura mediana detta rima vulvare.

La faccia mediale del grande labbro confina con la faccia laterale del piccolo labbro omolaterale (vedi oltre), attraverso una depressione chiamata il solco interlabiale.

La faccia laterale è separata dalla faccia interna della coscia dal solco genito-femorale o genito-crurale.

Nella donna adulta, le grandi labbra misurano mediamente 7-8 cm in lunghezza, 2-3 cm in larghezza e 15-20 mm di spessore (nella loro parte mediana).

Normalmente più pigmentate rispetto alla cute del corpo, le grandi labbra sono ricche di ghiandole sudoripare e sebacee, il cui secreto funge da richiamo sessuale.

Dopo la pubertà, la faccia esterna (laterale) delle grandi labbra appare ricoperta da peli e diviene particolarmente attiva dal punto di vista della secrezione sebacea; inoltre la cute che riveste le valve diviene fortemente pigmentata e più spessa. La faccia interna delle grandi labbra è invece rivestita da cute sottile, rosea e priva di peli.

Dopo la menopausa, le grandi labbra si assottigliano, perdendo la maggior parte del tessuto adiposo; di conseguenza, appaiono sottili, flosce e dischiuse.

La funzione delle grandi labbra è quella di proteggere le strutture sottostanti, in particolare le piccole labbra, l'ostio (o meato vaginale) e l'orifizio uretrale esterno.

Le grandi labbra sono omologhe allo scroto maschile, con la differenza che nell'uomo la sacca scrotale è unita medialmente in senso longitudinale da un setto.

Vulva

NOTA BENE: nonostante quanto viene normalmente raffigurato nelle immagini anatomiche, la rima vulvare è sempre chiusa a riposo (significa che le grandi labbra nascondono del tutto le altre strutture della vulva); per vedere la vulva "aperta" come mostrato in figura occorre quindi allargare le labbra vulvari con le dita.

Durante la fase dell'eccitazione sessuale le grandi labbra tendono a gonfiarsi per l’aumentato afflusso sanguigno; inoltre si separano, rendendo più evidenti le piccole labbra, che dal canto loro aumentano di dimensione e accentuano la propria colorazione.

Piccole labbra (o ninfe)

Le piccole labbra (o ninfe o labbra minori) sono delle sottili pieghe cutanee di aspetto mucoso, rosato. Si trovano internamente alle grandi labbra, dalle quali sono separate dal solco ninfo-labiale (o solco interlabiale).

Anteriormente si sdoppiano attorno alla clitoride, formando inferiormente ad esso il frenulo del clitoride e superiormente ad esso una specie di involucro semicilindrico detto cappuccio o prepuzio del clitoride. Quest'ultimo tende ad essere più sviluppato nelle donne di razza nera.

A differenza delle grandi labbra, in genere le piccole labbra non si uniscono, ma si assottigliano posteriormente e scompaiono gradualmente confluendo nella parte interna delle grandi labbra. Più raramente, le estremità inferiori delle piccole labbra si riuniscono sulla linea mediana, formando il frenulo delle piccole labbra.

Il margine libero delle piccole labbra è irregolarmente dentellato e fluttua liberamente.

Nella donna adulta, la lunghezza delle piccole labbra varia in media da 30 a 35mm, la larghezza da 10 a 15mm e lo spessore da 4 a 5 mm.

Hanno un aspetto roseo, umido e sono prive di peli. La loro conformazione varia in maniera sensibile con i caratteri costituzionali e razziali; talvolta, ad esempio, sono poco sviluppate o addirittura assenti; altre volte (come del resto le grandi labbra) possono essere sdoppiate.

Nelle piccole labbra mancano le ghiandole sudoripare, ma abbondano le ghiandole sebacee, più numerose sulla faccia laterale; alcune di queste ghiandole - dette granuli di Fordyce - si concentrano sul margine libero delle piccole labbra, apparendo come piccole papule isolate giallastre, regolari e uniformi.

Durante la pubertà le piccole labbra aumentando di dimensione, spesso fuoriuscendo dalle grandi labbra, dalle quali erano rimaste protette fino all'età dello sviluppo. 
In vecchiaia si assottigliano e si atrofizzano, assumendo un colore bruno scuro.
Durante i rapporti sessuali, le piccole labbra si aprono e si inturgidiscono, grazie alla struttura fibro-elastica, ricca di filamenti nervosi e di vasi, che le caratterizza. La componente elastica, inoltre, le rende facilmente dilatabili durante i rapporti sessuali e al momento del passaggio del feto.

Con la loro presenza, le piccole labbra costituiscono la protezione più interna degli orifizi uretrale e vaginale e della clitoride. Sono inoltre marginalmente coinvolte nella percezione del piacere sessuale.

Con la loro faccia interna, le piccole labbra delimitano il vestibolo vulvare.


Vestibolo vulvare

Il vestibolo vulvare è una regione mucosa dalla forma triangolare, limitata:

  • in avanti e in alto dall'unione delle piccole labbra intorno al clitoride (frenulo);
  • lateralmente dalle piccole labbra;
  • all'indietro e in basso dalla commessura inferiore o, se presente, dal punto di unione (frenulo) delle piccole labbra.

La seguente immagine, tratta da wikipedia.org, mette in evidenza il vestibolo vulvare delimitandolo con una linea punteggiata

Vestibolo Vulvare

Il vestibolo della vagina ospita:

  • Orifizio uretrale esterno (o meato urinario): racchiuso dalle piccole labbra, è situato circa 2 centimetri sotto la clitoride e permette la fuoriuscita di urina durante la minzione. In prossimità di esso troviamo lo sbocco delle ghiandole di Skène (vedi oltre);
  • Orifizio vaginale: racchiuso dalle piccole labbra, è situato circa 4 centimetri sotto la clitoride e permette l'entrata del pene nella vagina, la fuoriuscita del flusso mestruale in età fertile e, durante il parto, il passaggio del feto e degli annessi fetali. In donne diverse, l'orifizio vaginale si differenzia nell'aspetto a seconda della presenza di un imene integro o dei suoi residui.
  • Imene: sottile membrana muscolo-connettivale che, nella donna vergine, occlude - in genere in maniera parziale - l'orifizio vaginale.
    L'imene è separato dalle piccole labbra per mezzo del solco ninfo-imenale o linea di Hart.
    L'imene può avere forme diverse da una donna all'altra (circolare, a mezza luna, labiato ecc.). Normalmente si lacera (deflorazione) con il primo rapporto sessuale, causando una lieve emorragia. I residui cicatriziali derivanti dalla deflorazione vengono detti lobuli imenali. Dopo il parto, tali residui vengono quasi a scomparire (i loro resti costituiscono le caruncole imenali).

Vulva - anatomia

Immagine tratta da: https://en.wikipedia.org/wiki/Vulva

Un immagine dettagliata delle strutture della vulva elencate nell'articolo è disponibile all'indirizzo: http://www.britannica.com/media/full/633503/121148

Clitoride e Bulbi del vestibolo

L'apparato erettile del pudendo muliebre è formato da:

  • un organo mediano, chiamato clitoride
  • due organi laterali, chiamati bulbi del vestibolo.

Clitoride

Detta anche pene femminile, la clitoride è un organo erettile impari, coinvolto nel piacere sessuale della donna; è infatti dotata di particolare sensibilità, grazie a una ricca rete di vasi e di terminazioni nervose sensitive.
La clitoride è situata nella parte superiore e anteriore della vulva, al punto di unione delle piccole labbra.

La clitoride si può suddividere in tre parti:

  • due corpi cavernosi laterali, ad orientamento obliquo, detti anche radici; si tratta di formazioni cilindriche omologhe dei corpi cavernosi del pene;
  • le due radici convergono medialmente e in alto per formare, a livello della sinfisi pubica, un organo unico e cilindrico detto corpo della clitoride. Questo, per un breve tratto segue la direzione delle radici, poi si piega bruscamente in avanti (gomito o ginocchio del clitoride), per poi dirigersi in basso e indietro. Termina infine in una formazione libera leggermente rigonfia e dalla sommità smussata, detta glande clitorideo.

La clitoride è rivestita da un involucro cutaneo ricco di terminazioni nervose sensitive detto prepuzio della clitoride (proprio come il prepuzio maschile ricopre il glande del pene).
La clitoride si ipertrofizza (aumenta leggermente di volume) quando la donna si trova in uno stato di eccitazione sessuale.

L'ipertrofia clitoridea (clitoromegalia) anche a riposo si può registrare in caso di ipertricosi, sindrome dell'ovaio policistico o abuso di steroidi anabolizzanti. Va comunque precisato che non esiste alcun rapporto tra la dimensione della clitoride e l'efficacia della sua funzione, sebbene un maggior livello di androgeni nella donna sia normalmente associato a un aumento del desiderio sessuale.

Bulbi del vestibolo

Sono due formazioni pari erettili (formate da tessuto cavernoso a maglie larghe), di forma ovoidale, situate alla base delle piccole labbra, sviluppate sulle parti laterali delle aperture esterne di uretra e vagina. Entrano in contatto inferiormente con le ghiandole di Bartolini e superiormente si uniscono sotto il gomito della clitoride.

Ghiandole annesse

Le ghiandole annesse alla vulva si distinguono in ghiandole vestibolari maggiori (o del Bartolini) e ghiandole vestibolari minori.

ghiandole di Bartolini

Le ghiandole vestibolari maggiori o ghiandole di Bartolini sono due grosse ghiandole situate nella parte inferiore delle grandi labbra, lateralmente e posteriormente all'orifizio vaginale; il loro dotto escretore sbocca attraverso un piccolo orifizio nel solco ninfo-imenale, tra il piccolo labbro e l'orifizio vaginale. Secernono un liquido vischioso che partecipa alla lubrificazione vaginale durante l'eccitazione sessuale.

Nella donna adulta, presentano un volume variabile da quello di un pisello a quello di una piccola mandorla.

ghiandole vestibolari minori

Dette anche ghiandole parauretrali o di Skène, sono due piccole ghiandole situate nel vestibolo, in prossimità dell meato uretrale. Sono considerate l'analogo femminile della prostata maschile e, secondo alcuni ricercatori, sarebbero la sede dell'eiaculazione femminile.



Ultima modifica dell'articolo: 27/09/2016