Il sistema connettivo

matriceDal punto di vista meccanico la MEC si è sviluppata per distribuire le tensioni del movimento e della gravità, mantenendo contemporaneamente la forma dei diversi componenti del corpo tramite tutta la gamma di possibilità che va dalla rigidità di una struttura a compressione continua all'elasticità di una struttura a tensegrità. Nellastruttura di tensegrità le parti in compressione (le ossa) spingono in fuori contro le parti in trazione (miofascia) che spingono verso l'interno. Questo tipo di strutture presentano una stabilità più elastica rispetto a quelle a compressione continua e diventano tanto più stabili quanto più vengono caricate. Tutti gli elementi interconnessi di una struttura a tensegrità si ridispongono in risposta a una tensione locale.

Lo stesso scheletro è in realtà solo apparentemente una struttura a compressione continua in quanto le ossa poggiano su superfici scivolose (cartilagini articolari) e senza il sostegno miofasciale non sono in grado di sostenersi. Quindi variare la tensione dei tessuti molli significa variare la disposizione delle ossa e la minima variazione strutturale di un "angolo" organico si trasmette meccanicamente e piezolettricamente, tramite la rete di tensegrità, su tutte le restanti parti corporee.

In circa 4 miliardi di anni vita su questo pianeta, gli esseri umani si sono evoluti quali aggregati di circa 6 trilioni di quattro diversi tipi di cellule disperse all'interno di un elemento fluido: cellule nervose, specializzate nella conduzione, muscolari specializzate nella contrazione, epiteliali specializzate nella secrezione (enzimi, ormoni ecc.) e connettivali. Ciò che occorre considerare è che le cellule connettivali creano l'ambiente per tutti gli altri tipi di cellule costruendo sia l'impalcatura che le tiene assieme sia la rete di comunicazione fra esse.

 

La matrice extracellulare fornisce anche l'ambiente chimico-fisico per le cellule che avvolge, formando una struttura a cui queste aderiscono e dentro la quale possono muoversi, mantenendo un adatto ambiente ionico idratato e permeabile, attraverso il quale diffondono i metaboliti. La densità della matrice fibrosa e la viscosità della sostanza fondamentale determinano il libero flusso delle sostanze chimiche fra cellule, impedendo allo stesso tempo la penetrazione di batteri e particelle inerti. Combinando una piccola varietà di fibre all'interno di una matrice che varia da fluida a collosa a solida, le cellule connettivali rispondono alle esigenze di flessibilità e stabilità, diffusione e barriera.  "Ostruzioni" locali, come le aderenze fasciali, possono derivare da sforzi eccessivi o mancanza di esercizio, traumi ecc.. L'eliminazione di tali impedimenti, quindi il ripristino della corretto flusso consente alle cellule interessate di passare da un metabolismo di sopravvivenza a quello fisiologico specifico.

Citoscheletro

L'avanzamento tecnico della microscopia elettronica ha dimostrato che la cellula è tutt'altro che un sacco membranoso contenente una soluzione di molecole, come si credeva in passato. La cellula è in realtà piena di filamenti, tubicini, fibre e trabecole  formanti una struttura definita matrice citoplasmatica o citoscheletro.

citoscheletroVi è ben poco spazio a disposizione per consentire la casuale diffusione di molecole, inoltre pochissima acqua è presente allo stato libero, essendo quasi totalmente in stato di solvazione, così come accade per il tessuto connettivo.
Il citoscheletro è in massima parte costituito dai microfilamenti di actina, una proteina globulare, e dai microtubuli di tubulina, una proteina tubulare. Microtubuli e microfilamenti si formano e si disgregano spontaneamente al presentarsi di particolari condizioni ambientali (es.: presenza di Ca2+ e Mg2+).
Già all'inizio degli anni ottanta si era compreso il ruolo del citoscheletro nel sostegno della cellula, nel consentire gli spostamenti della stessa cellula e delle vescicole e la sua implicazione nei processi di divisione cellulare. Inoltre, si era evidenziato come la matrice extracellulare risulti legata al sistema del citoscheletro, così da tenere assieme il nostro corpo. Oggi sappiamo che tali legami incidono su processi fisiologici quali lo sviluppo embrionale, la coagulazione del sangue, la guarigione delle ferite ecc..

 

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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015