Il sistema connettivo

A cura del Dott. Giovanni Chetta


Dalla psiconeuro-endocrino-immunologia allapsiconeuro-endocrino-connettivo-immunologia


Il network connettivale rientra a pieno titolo fra i più importanti sistemi di regolazione dell' organismo, a fianco dei sistemi nervoso, endocrino e immunitario.


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Psiconeuroendocrinoimmunologia

Nel 1981, R. Ader pubblicò il volume "Psychoneuroimmunology" sancendo definitivamente la nascita dell'omonima disciplina. L'implicazione fondamentale riguarda l'unitarietà dell'organismo umano, la sua unità psicobiologica non più postulata sulla base di convinzioni filosofiche o empirismi terapeutici, ma frutto della scoperta che comparti così diversi dell'organismo umano funzionano con le stesse sostanze.
Lo sviluppo delle moderne tecniche di indagini ha permesso di scoprire le molecole che, come le ha definite il famoso psichiatra P. Pancheri, costituiscono: "le parole, le frasi della comunicazione tra cervello e il resto del corpo". Alla luce delle recenti scoperte, oggi sappiamo che queste molecole, definite neuropeptidi, vengono prodotte dai tre principali sistemi del nostro organismo (nervoso, endocrino e immunitario). Grazie ad esse, questi tre grandi sistemi comunicano, al pari di veri e propri networks, tra loro non in modo gerarchico ma, in realtà, in maniera bidirezionale e diffusa; formando, in sostanza, un vero e proprio network globale. Qualunque avvenimento riguardante noi stessi riguarda questi sistemi, i quali agiscono o reagiscono di conseguenza, in stretta e costante integrazione reciproca.
In realtà oggi, come cercheremo di dimostrare in questa relazione, sappiamo che un altro sistema, costituito da cellule con scarsa capacità di contrazione e mediocre conduzione elettrica ma in grado di secernere una sorprendente varietà di prodotti nello spazio intercellulare, influenza in modo essenziale la fisiologia del nostro organismo integrandosi con gli altri sistemi: il sistema connettivo.

Sistema connettivoTessuto connettivo

Il tessuto connettivo si sviluppa dal tessuto embrionale mesenchima, caratterizzato da cellule ramificate comprese in un'abbondante sostanza intercellulare amorfa. Il mesenchima deriva dal foglietto embrionale intermedio, mesoderma, molto diffuso nel feto dove circonda gli organi in via di sviluppo compenetrandoli. Il mesenchima, oltre a produrre tutti i tipi di tessuto connettivo, produce altri tessuti: muscolare, vasi sanguinei, epitelio e alcune ghiandole.

 

- Fibre Collagene
Sono le fibre più numerose, impartiscono al tessuto in cui sono presenti colore bianco  (ad es. tendini, aponeurosi, capsule degli organi, meningi, cornee ecc.). Formano l'impalcatura di molti organi e sono i componenti più resistenti del loro stroma (tessuto di sostegno). Presentano molecole lunghe e parallele. che si strutturano in microfibrille, quindi in fasci lunghi e tortuosi tenuti assieme da una sostanza cementate contenente carboidrati. Queste fibre sono molto resistenti alla trazione subendo un allungamento del tutto trascurabile.
Le fibre di collagene sono composte principalmente da una scleroproteina, il collagene, proteina di gran lunga più diffusa nel corpo umano rappresentando il 30% delle proteine totali. Questa proteina basica è in grado di modificarsi, in base alle richieste ambientali e funzionali, assumendo gradi variabili di rigidità, elasticità e resistenza. Della sua gamma di variabilità ne sono esempi il tegumento, la membrana basale, la cartilagine e l'osso.
- Fibre Elastiche
Queste fibre gialle predominano nel tessuto elastico e quindi in zone del corpo dove è necessaria una particolare elasticità (es. padiglione orecchio, cute). La presenza di fibre elastiche nei vasi sanguinei contribuisce all'efficienza della circolazione del sangue ed è un fattore che ha contribuito allo sviluppo dei vertebrati.
Le fibre elastiche sono più sottili delle fibre collagene, si ramificano e anastomizzano formando un reticolato irregolare, cedono facilmente a forze di trazione riprendendo la loro forma quando la trazione cessa. Il componente principale di queste fibre è la scleroproteina elastina, alquanto più giovane, in termini evolutivi, del collagene.
- Fibre reticolari
Sono fibre molto sottili (di diametro simile a quello delle fibrille di collagene), considerabili come fibre collagene immature nelle quali in gran parte si trasformano. Sono presenti in grandi quantità nel tessuto connettivo embrionale e in tutte le parti dell'organismo in cui si formano fibre di collagene. Dopo la nascita esse sono particolarmente abbondanti nell'impalcatura degli organi ematopoietici (es. milza, linfonodi, midollo rosso delle ossa) e costituiscono una rete intorno alle cellule degli organi epiteliali (es. fegato, rene, ghiandole endocrine).

 

Il tessuto connettivo è morfologicamente caratterizzato da vari tipi di cellule (fibroblasti, macrofagi, mastociti, plasmacellule, leucociti, cellule indifferenziate, cellule adipose o adipociti, condrociti, osteociti ecc.) immersi in un abbondante materiale intercellulare, definito MEC (matrice extracellulare), sintetizzato dalle stesse cellule connettivali. La MEC è composta da fibre proteiche insolubili (collagene, elastiche e reticolari) e sostanza fondamentale, erroneamente definita amorfa, colloidale, formata da complessi solubili di carboidrati, in gran parte legati a proteine, detti mucopolissaccaridi acidi, glicoproteine, proteoglicani, glucosamminoglicani o GAG (acido ialuronico, coindroitinsolfato, cheratinsolfato, eparinsolfato ecc.) e, in minor misura, da proteine, fra cui la fibronectina.
Cellule e matrice intercellulare caratterizzano vari tipi di tessuto connettivo: tessuto connettivo propriamente detto (fascia connettivale), tessuto elastico, tessuto reticolare, tessuto mucoso, tessuto endoteliale, tessuto adiposo, tessuto cartilagineo, tessuto osseo, sangue e linfa. I tessuti connettivi giocano quindi diversi importanti ruoli: strutturali, difensivi, trofici e morfogenetici, organizzando e influenzando la crescita e la differenziazione dei tessuti circostanti.

Matrice Extra-Cellulare (MEC)

Le condizioni della parte fibrosa e della sostanza fondamentale del sistema connettivale sono in parte determinate dalla genetica, in parte da fattori ambientali (nutrizione, esercizio ecc.).
Le fibre proteiche sono infatti in grado di modificarsi in base alle esigenze ambientali e funzionali. Del loro spettro di variabilità strutturale e funzionale ne sono esempi il tegumento, la membrana basale, la cartilagine, l'osso, i legamenti, i tendini ecc.
La sostanza fondamentale varia continuamente il suo stato, divenendo più o meno viscosa (da fluida a collosa fino a solida), in base alle specifiche esigenze organiche. Riscontrabile in grandi quantità quale liquido sinoviale articolare e umor vitreo oculare, essa è in realtà presente in tutti i tessuti.
Il tessuto connettivo varia le proprie caratteristiche strutturali attraverso l'effetto piezo-elettrico: qualunque forza meccanica che crea deformazione strutturale stira i legami inter-molecolari producendo un leggero flusso elettrico (carica piezoelettrica). Questa carica può essere rilevata dalle cellule e comportare modifiche biochimiche: ad esempio, nell'osso, gli osteoclasti non possono "digerire" osso piezoelettricamente carico.


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Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016