Supercompensazione e allenamento

« prima parte


supercompensazione

supercompensazione2
Periodo di riposo ottimale. Il massimo adattamento si ottiene applicando il nuovo stimolo al culmine della fase di supercompensazione. Periodo di riposo insufficiente. La capacità di prestazione subisce una flessione.

 

Supercompensazioni ed aumento del livello prestativo

Se, mentre si trova al culmine del processo supercompensativo, l'organismo viene sottoposto ad un nuovo stimolo allenante di analoga intensità, il processo anabolico di rigenerazione si ripete. Tale stimolo va a rinforzare ulteriormente i precedenti effetti della supercompensazione, adattando le capacità dell'organismo all'impegno energetico richiesto. Dopo vari stimoli allenanti il corpo sposta il proprio equilibrio ad un livello prestativo superiore ed interpreta lo stress fisico che aveva precedentemente generato la supercompensazione, come un evento assolutamente normale.

Se lo stimolo allenante mantiene un'intensità costante nel tempo, il corpo si abitua e gli adattamenti biologici diventano sempre minori, fino ad annullare totalmente la possibilità di nuovi processi compensativi.

Si rendono quindi necessari stimoli allenanti di maggiore intensità, per perturbare nuovamente l'omeostasi e stimolare una nuova e proficua supercompensazione.

Nonostante in proposito esistano differenze individuali significative, la formazione di processi di adattamento supercompensativi ha tuttavia un limite. Mano a mano che il livello prestativo di un atleta cresce, la possibilità di sconvolgere l'omeostasi interna e produrre nuovi adattamenti si riduce sempre più.

Anche se si rispettano tutti i princìpi base della metodologia dell'allenamento, il rendimento di un atleta non può corrispondere ad un'ascesa costante. La prestazione atletica segue invece una traiettoria curvilinea, raggiungendo picchi difficilmente superabili, almeno nel breve periodo.

Tanto più lo stimolo allenante è intenso e tanto maggiore dovrà essere il tempo di recupero. Per questo motivo è impossibile mantenere il top della condizione per periodi di tempo molto lunghi.

Fattori che limitano il rendimento sportivo

Secondo quanto esposto nei paragrafi precedenti, mano a mano che gli stimoli allenanti si fanno più intensi, il tempo di recupero deve aumentare, poiché la rigenerazione sottrae maggiori energie all'organismo ed il declino del rendimento è inevitabile.

Bisogna inoltre considerare la predisposizione genetica dell'individuo ed accettare il fatto che la supercompensazione non potrà mai oltrepassare i limiti imposti dalle condizioni genetiche individuali.

Per ogni atleta il processo di adattamento (supercompensazione) ha un limite determinato geneticamente. Tecniche di allenamento adeguate permettono di avvicinare il rendimento atletico a tale soglia.

Una marcia in più: LA SUPERCOMPENSAZIONE