Sistema Immunitario Intestinale

L'enorme importanza dell'intestino negli equilibri immunitari dell'organismo era già stata intuita da Ippocrate circa 2.500 a.C, al punto da spingerlo ad affermare che: "Tutte le malattie cominciano nell'intestino".

Sistema immunitario intestinaleOggi sappiamo che l'intestino rappresenta uno dei più importanti baluardi immunitari dell'organismo. Basti pensare che con la sua superficie di circa trecento metri quadrati, quest'organo ospita qualcosa come centomila miliardi di microrganismi e produce grossomodo il 60-70% delle cellule immunitarie dell'organismo.

Tutto questo perché, aldilà della nota funzione digerente, l'intestino rappresenta un importante linea di demarcazione tra il mondo esterno e quello interno; come tale, deve quindi possedere delle specifiche difese contro gli aggressori esterni (batteri, virus, parassiti, tossine ecc.). Tra queste difese la più importante è rappresentata dal GALT (acronimo dell'inglese Gut Associated Lymphoid Tissue, ovvero tessuto linfoide associato all'intestino).

Il GALT comprende i linfonodi mesenterici, i linfociti intraepiteliali, le cellule linfoidi della sottomucosa intestinale e soprattutto le placche di Peyer, che costituiscono la centrale operativa della risposta immunitaria intestinale.

Le placche di Peyer si distribuiscono nella sottomucosa dal piloro alla valvola ileocecale, aumentando via via di concentrazione man mano che ci si avvicina al termine del tenue. All'interno delle placche di Peyer abbondano linfociti B e altre cellule APC (cellule presentanti l'antigene, come i macrofagi e le cellule dendritiche); queste cellule hanno il compito di riconoscere le molecole estranee ed elaborarle in modo da attivare i linfociti T (particolarmente abili nell'eliminare la minaccia e nell'attivare la produzione di anticorpi).

Interposte tra le cellule epiteliali della mucosa intestinale, a ricoprire le cellule di Peyer, si trovano le cosiddette cellule M, prive dell'orletto a spazzola e deputate a riconoscere gli antigeni, discriminando ciò che è sicuro (Self) da quanto rappresenta una potenziale minaccia (Non Self).

Tutto ciò che di non sicuro è presente nel lume intestinale deve quindi essere portato in contatto con le cellule immunitarie presenti nella mucosa e nella sottomucosa. A tale scopo, le cellule M internalizzano gli antigeni presenti nel lume intestinale, che vengono fagocitati dai macrofagi e dai linfociti B presenti nelle placche di Peyer, che a loro volta presenteranno l’antigene ai Linfociti T. Questi ultimi andranno a secernere tutta una serie di citochine che stimoleranno i linfociti B a produrre IgA.


NOTA BENE: Se viene meno la capacità del sistema immunitario di distinguere gli antigeni dannosi da quelli che non lo sono, la risposta immunitaria potrebbe rivolgersi a componenti innocue del cibo o a batteri "amici", scatenando fenomeni allergici o addirittura malattie croniche.


Un altro aspetto particolarmente importante è che i linfociti T e B presenti nelle placche di Peyer, una volta attivati dall'antigene, sono in grado di migrare nei linfonodi mesenterici e da qui passare nel circolo sistemico (linfatico prima e sanguigno poi), distribuendosi così ai vari organi. Si tratta di un aspetto molto importante, dato che in questo modo eventuali reazioni avverse a sostanze alimentari possono avere ripercussioni anche su organi non direttamente connessi all'intestino.


Oltre al GALT, riveste un enorme presenza la notevolissima secrezione intestinale di muco, in grado di intrappolare ed espellere dall'intestino, grazie ai movimenti peristaltici, la maggior parte dei microrganismi.

Vi è poi l'azione proteolitica di enzimi di derivazione intestinale od epatica (riversati nel tenue attraverso la bile), importantissima per "demolire" antigeni peptidici diminuendone così l’immunogenicità.

Particolari cellule presenti nella mucosa dell’intestino tenue, note come cellule del Paneth, producono e riversano nel lume intestinale una serie di peptidi ad azione antimicrobica attivi nei confronti di un ampio spettro di batteri sia Gram positivi che negativi.

A tutto ciò si somma l'attività della flora microbica, nella quale batteri "buoni" competono con quelli "cattivi" per il nutrimento e le sedi di adesione alla mucosa intestinale. A tal proposito, il sistema immunitario intestinale dev'essere in grado di "capire" quali specie batteriche combattere e quali tollerare entro certi limiti; poiché la dieta è in grado di influenzare profondamente la composizione della flora enterica e la salute della mucosa intestinale, ciò che mangiamo ha importanti effetti sul sistema immunitario intestinale, con ripercussioni che come abbiamo visto possono essere anche sistemiche.