Rene e riassorbimento del glucosio

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Il sangue che giunge al glomerulo non viene completamente filtrato, ma circa l'80% ritorna subito in circolo senza subire alcuna filtrazione. Se così non fosse, l'importante quantitativo di sangue, con il suo carico di cellule e proteine non filtrabili, rischierebbe di intasare il "setaccio", compromettendo l'intera funzionalità renale. Per questo motivo l'organismo preferisce filtrare piccole quantità di sangue alla volta.

 

RENE

Riassorbimento del glucosio

Il glucosio, in virtù delle sue ridotte dimensioni, viene rapidamente filtrato a livello glomerulare; per questo motivo la sua concentrazione nel filtrato è identica a quella del plasma.

Se in un grafico riportiamo in ascissa la concentrazione plasmatica di glucosio ed in ordinata la sua concentrazione nel filtrato, ne ricaviamo una retta, poiché i due valori sono direttamente proporzionali (tanto più glucosio è presente nel plasma e tanto più ne ritroviamo nel filtrato). Questa relazione è valida sia per valori glicemici fisiologici, sia per concentrazioni di glucosio superiori (diabete).

Dopo essere stato filtrato il glucosio viene prontamente riassorbito nel tubulo prossimale, dove si trovano cellule epiteliali simili a quelle intestinali (dotate di microvilli). Quest'operazione è abbastanza complessa: il glucosio viene captato da specifici trasportatori, capaci di legare contemporaneamente una molecola di sodio ed una di glucosio e di trasportarli insieme nel citoplasma delle cellule che costituiscono la membrana esterna del tubulo renale; a questo livello una pompa sodio potassio provvede a riportare all'esterno il sodio, mentre un trasportatore GLUT-4 compie la medesima operazione con lo zucchero (riversandolo nell'interstizio tra tubuli e capillari).


reni e glucosio


In condizioni fisiologiche questi trasportatori riescono a recuperare tutto il glucosio ma, dal momento che il loro numero è limitato, quando le concentrazioni dello zucchero nel filtrato salgono eccessivamente, un po' di glucosio sfugge al riassorbimento. Quando tutti questi carriers sono legati ad una molecola di glucosio (saturati) l'originale e diretta proporzionalità tra glucosio filtrato e glucosio riassorbito viene quindi perduta. Questo fenomeno si manifesta in corrispondenza della cosiddetta soglia renale, che equivale ad una glicemia di 300 mg/dl. Una volta superato tale limite, la concentrazione di glucosio riassorbito non può più aumentare, anche se la concentrazione di glucosio nel filtrato continua a crescere. Di conseguenza la concentrazione dello zucchero nelle urine, pari a 0 al di sotto della soglia renale, inizierà ad aumentare proporzionalmente.

Il limite di 300 mg di glucosio per decilitro di sangue è un valore teorico, ma in pratica tale soglia è molto più bassa, pari a circa 180 mg/dl. Questa differenza dipende dal fatto che non tutti i nefroni sono ugualmente abili nel recuperare il glucosio, a causa della variabilità nel numero di trasportatori. In altre parole, se alcuni nefroni sono molto efficienti nel riassorbire lo zucchero perché ricchi di carriers, altri lo sono un po' meno perché poveri di trasportatori.

Dal momento che i nefroni lavorano singolarmente (sono l'unità funzionale del rene), è sufficiente che uno solo di essi perda una molecola di glucosio perché questa si ritrovi nelle urine, dando origine ad una condizione nota come glicosuria.

Quando la glicemia supera i 180 mg/dl solo alcuni nefroni si lasciano scappare piccole quantità di glucosio, mentre quando i livelli glicemici superano la soglia teorica di 300 mg/dl, tutti i trasportatori sono saturi, non riescono a riassorbire tutto il glucosio ed il nefrone lo espelle nelle urine. Ai fini pratici, occorre quindi fare riferimento alla soglia reale, perché una persona diabetica, che presenta valori glicemici eccessivamente alti, comincia ad avere glicosuria quando la glicemia supera i 180 mg/dl.

La presenza di glucosio nelle urine è molto pericolosa, poiché questo zucchero richiama notevoli quantità di acqua, disidratando l'organismo; inoltre, facilitando la proliferazione batterica, aumenta l'incidenza di infezioni alle vie urinarie.

Regolazione dell'acqua corporea

Il rene ricopre un ruolo funzionale importantissimo anche nella regolazione dell'acqua corporea. Ogni giorno vengono infatti filtrati 180 litri di plasma, di cui, normalmente, soltanto un litro e mezzo viene escreto.

Il rene è in grado di regolare l'escrezione di acqua in funzione delle necessità fisiologiche. E' esperienza comune notare una ridotta escrezione di urina in condizioni di disidratazione ed un flusso maggiore quando si assumono notevoli quantità di liquidi con la dieta.

Nel corpo di un uomo adulto sono contenuti circa quaranta litri di acqua, risultante dall'equilibrio tra entrate (cibi, bevande, metabolismo) ed uscite (cute, respiro, urine e feci).

 

acqua

 

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