Propriocezione e sensibilità propriocettiva

A cura del Dr. Davide Sganzerla

La postura

La postura è una funzione di stabilizzazione, consolidamento e mantenimento dell'equilibrio. L'equilibrio si raggiunge quando la perpendicolare passante per il baricentro del corpo cade all'interno del piano di appoggio, delimitato dal margine esterno dei piedi. Una corretta postura è mantenuta attraverso una costante rielaborazione dei parametri dell'attività muscolare, indispensabile per mantenere il baricentro all'interno della base di appoggio. Il baricentro è in continuo movimento sia per l'azione (sul corpo) di forze esterne, che per gli spostamenti causati dal movimento volontario.
Postura e propriocezioneLe forze esterne hanno un'azione destabilizzante costante, ma mutevole per intensità e direzione, quindi imprevedibile. La risposta a queste forze può avvenire solamente nel breve lasso temporale che segue la loro azione e precede la perdita di equilibrio; dev'essere assolutamente immediata ed efficace, pena la caduta a terra. Non potendo essere programmata e dovendo essere immediata, questa reazione posturale deve avvenire contemporaneamente alla perdita di equilibrio.
I movimenti volontari sono invece causa di altri tipi di reazioni posturali. Queste reazioni vengono programmate (assieme al movimento volontario stesso) prima dell'esecuzione motoria. Le reazioni posturali volontarie sono contemporanee al movimento ed iniziano una frazione di secondo prima della perdita di equilibrio; per questo sono dette reazioni anticipatorie.
Le reazioni posturali sono innescate da meccanismi sensitivi di vario genere:


- afferenze propriocettive;
- afferenze meccanocettive;
- afferenze esterocettive;
- afferenze labirintiche;
- afferenze visive.

Il controllo neurofisiologico della postura può essere scandito in tre distinti momenti: il controllo posturale nella stazione eretta, il controllo posturale quando al corpo vengono applicate forze meccaniche esterne sufficientemente intense da dare luogo ad una perdita di equilibrio, e controllo posturale durante l'esecuzione di movimenti volontari.
Bisogna però ricordare che non sempre l'adattamento della postura può realizzarsi con precisione ed in modo integrato. Il vestibolo che registra le variazioni di equilibrio, infatti, è un centro più basso del cervelletto e quando parte un suo riflesso in condizioni di pericolo è più veloce dell'adattamento cerebellare. E' per questo che ad una variazione improvvisa della base di appoggio, si lascia cadere tutto ciò che si ha in mano per ripristinare un vecchissimo riflesso di ricerca d'appiglio con gli arti superiori. Soltanto sapendo in anticipo che ci si troverà in quel frangente, la corteccia può preparare il corpo a sopportare la situazione e a dominare il riflesso di difesa. Altro elemento che può mettere in crisi l'adattamento della postura è il riflesso nocicettivo presente sulle vie di sensibilità come la vista e l'udito. Questo tuttavia è più facilmente controllabile, perché parte da centri almeno dello stesso livello del cervelletto.


1) Il controllo posturale nella stazione eretta.


Il sistema posturale dell'uomo è in grado di rispondere alle oscillazioni del baricentro date da forze minime, con una forza adeguata e contraria esercitata in maniera tempestiva, che consente il mantenimento della posizione eretta. Questa risposta posturale è in parte legata alle proprietà meccaniche intrinseche del muscolo, in parte ad un insieme di meccanismi riflessi di tipo nervoso che, traendo informazioni dai canali sensoriali differenti, attraverso l'azione di numerosi circuiti, sono in grado di modulare il tono muscolare in modo di consentire il mantenimento della posizione eretta. Il tono muscolare conseguente alle reazioni posturali è detto tono di reazione posturale. Esso è il lavoro, identico ma opposto, compiuto dall'intero apparato locomotore per mantenere il baricentro nella sua posizione ideale e, comunque, all'interno della base d'appoggio. La scelta dei movimenti attraverso i quali effettuare il lavoro è una funzione complessa: non esiste un unico movimento di reazione ad una forza esterna, ma una serie di movimenti possibili equivalenti. Fra questi, quella parte del Sistema Nervoso Centrale che presiede al controllo della postura (il cervelletto), sceglie il movimento di reazione ideale. La variazione di tono posturale non provoca attività muscolare elettromiografica.


2) Controllo posturale quando al corpo vengano applicate forze meccaniche esterne in grado di provocare una perdita di equilibrio


Differente è il quadro delle reazioni posturali se le forze applicate al corpo sono in grado di spostare il baricentro al di fuori della base di appoggio. In questo caso il tono posturale di reazione non è più, da solo, in grado di mantenere la posizione di equilibrio: è necessaria l'introduzione di un lavoro muscolare vero e proprio. Questo lavoro porta alla ricostruzione di una nuova posizione di equilibrio che tenga conto dell'intensità della forza esterna applicata, della durata, dell'accelerazione gravitaria e dei parametri corporei. La reazione posturale sarà di tipo motorio. La coordinazione necessaria per questo inseguimento è data dal cervelletto: la sua esclusione funzionale, infatti, porta a disturbi delle reazioni di equilibrio. I circuiti che presiedono alle reazioni posturali motorie sono gli stessi che controllano il tono di reazione posturale: essi si ricalibrano sulle nuove esigenze, dando luogo a reazioni motorie, anziché a variazioni del tono muscolare.


3) Controllo posturale durante il movimento volontario (reazioni di anticipazione)


Le reazioni muscolari provocate da movimenti volontari sono assai variabili e dipendono dal rapporto fra il tipo di movimento volontario e lo stato di equilibrio. Questo tipo di reazioni posturali sono definite anticipatorie, poiché intervengono prima nel movimento volontario. Nell'esecuzione di un movimento volontario, il baricentro si sposta fuori della base di appoggio, esattamente come avviene per l'intervento di forze esterne all'organismo. In questo caso però, a differenza delle reazioni posturali a forze esterne, prima che il movimento si compia vengono messe in atto strategie posturali per evitare lo sbilanciamento e la caduta conseguente. Si possono riscontrare due difficili situazioni: un movimento volontario che non provoca la perdita di equilibrio ed un movimento volontario che la provoca. Se il movimento volontario non mette a repentaglio lo stato di equilibrio, le reazioni conseguenti hanno solamente un effetto di compensazione sullo spostamento del baricentro, sono molto deboli e non strettamente concatenate, in senso temporale, all'esecuzione del movimento volontario. Se il movimento volontario mette a repentaglio lo stato di equilibrio, allora si osservano le reazioni posturali anticipatorie. Le reazioni posturali anticipatorie risentono fortemente dei fenomeni di apprendimento motorio: se cambiano le condizioni di equilibrio sono sufficienti due o tre ripetizioni del gesto volontario per adattare la reazione posturale.

 

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