Vasopressina od ormone antidiuretico (ADH)

La vasopressina, nota anche come ormone antidiuretico (ADH) o diuretina, è una sostanza di natura peptidica secreta dall'ipofisi posteriore, ma prodotta principalmente a livello ipotalamico.

La vasopressina gioca un ruolo importante nella regolazione del volume plasmatico, e come tale contribuisce a mantenere costante la parte liquida del sangue, chiamata plasma. L'ormone antidiuretico, infatti, favorisce il riassorbimento di acqua a livello renale (più precisamente nei tubuli distali e nei dotti collettori dei nefroni), opponendosi alla produzione di urina (o diuresi); da qui il nome antidiuretico. Più il suo livello è alto e minore sarà la produzione di urina e viceversa. In assenza di vasopressina, malattia nota come diabete insipido, il soggetto elimina 18 litri di urina al giorno; di conseguenza, è costretto ad assumere almeno 20 litri di liquidi con la dieta.

Se l'aggettivo "antidiuretico" esprime in modo chiaro l'azione fisiologica di questo ormone, altrettanto si può dire del sinonimo "vasopressina". L'ADH, infatti, possiede una seconda ed importante azione legata alla sua capacità vasocostrittrice. Diminuendo il calibro delle arteriole, la vasopressina è infatti capace di aumentare la pressione arteriosa, anche in maniera sensibile quando viene secreta in quantità elevate.

Nella vita affettiva, ed in modo particolare durante la gravidanza, il travaglio e l'allattamento, la vasopressina sembra possedere effetti opposti a quelli dell'ossitocina, ostacolando i legami affettivi.

Il rilascio dell'ormone sarà dunque favorito da varie condizioni, tra cui la più nota è la diminuzione del volume plasmatico, ad esempio in seguito ad una forte disidratazione. In base alle leggi della fisica, un calo del volume di sangue circolante porta inevitabilmente ad una riduzione dei livelli pressori; ecco quindi spiegata l'importanza dell'attività combinata antidiuretica - ipertensiva di questo ormone. La secrezione di vasopressina aumenta anche in altre condizioni, ad esempio quando cresce la concentrazione delle sostanze disciolte nel sangue (significa che è necessario aumentare il volume della parte liquida), quando si riduce la pressione arteriosa, ma anche in caso di forti emozioni, stress, dolore, assunzione di nicotina ed esercizio fisico.

Il rilascio di vasopressina si riduce nelle condizioni opposte a quelle appena elencate, ed in seguito all'assunzione di alte dosi di alcolici.

La vasopressina è legata anche ai livelli di estrogeni: è più alta nella fase preovulatoria ed ovulatoria, rispetto alla fase progestinica del ciclo mestruale.

Le azioni biologiche della vasopressina sono state e sono ancora sfruttate in terapia nel trattamento di diverse malattie; quest'ormone ed i suoi analoghi, naturali o di sintesi (argipressina, desmopressina, felipressina, lipressina), possono essere impiegati nel trattamento dello stesso diabete insipido, delle emorragie gastrointestinali e dell'enuresi (perdita incontrollata di urina durante la notte).

Un'esagerata produzione di vasopressina (condizione abbastanza rara) può verificarsi in presenza di un adenoma ipofisario o nel caso vi sia una produzione ectopica dell'ormone (come avviene, ad esempio, nella neoplasia polmonare).





Ultima modifica dell'articolo: 15/05/2013

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