Prolattina in gravidanza

Vedi anche: iperprolattinemia


A cura di Eugenio Ciuccetti, Ostetrico


La prolattina è un ormone proteico che prepara e stimola la lattazione nella donna gravida e la mantiene dopo il parto. Una piccola quantità di prolattina si trova peraltro anche nell'uomo. Costituito da 198 aminoacidi, quest'ormone viene prodotto principalmente dalle cellule lattotrope dell'ipofisi anteriore. Inoltre viene secreto dalla placenta, dalla decidua e dall'endometrio nella seconda parte del ciclo mestruale. La prolattina è anche l'unico ormone dell'adenoipofisi che non subisce nessun meccanismo di feedback negativo (che non viene cioè inibito) da parte dei propri organi bersaglio.

ProlattinaLa prolattina viene secreta in modo pulsatile secondo un ritmo circadiano (ossia nelle 24 ore), sincrono con quello dell'LH (l'ormone luteinizzante). I livelli più alti di prolattina si rilevano durante le ore notturne di sonno, con un picco massimo tra le quattro e le sei del mattino, mentre quelli più bassi si registrano durante il giorno. Pare che questo aumento notturno della prolattina sia dovuto ad un aumento dell'ampiezza delle pulsazioni piuttosto che ad una loro diversa frequenza.

Molti fattori comunque influenzano tale andamento circadiano dei livelli plasmatici di prolattina: ad esempio l'alimentazione e lo stress. Inoltre i livelli di prolattina risultano più elevati nelle donne dopo la pubertà, probabilmente in seguito al diverso livello degli estrogeni che le caratterizza.

In gravidanza i livelli di prolattina aumentano precocemente, già pochi giorni dopo che sono aumentati quelli degli estrogeni. A fine gravidanza i livelli di prolattina sono anche dieci volte superiori rispetto a quelli di una donna non gravida. Fino a questo punto, però, la prolattina subisce l'azione antagonista degli estrogeni. Cosa che cessa dopo il secondamento, una volta uscita la placenta e crollato il livello di questi ultimi.

Nelle ultime settimane di gravidanza e durante il travaglio, in realtà, la stessa prolattina diminuisce per poi aumentare bruscamente subito dopo il parto e raggiungere il proprio picco nel giro di due ore. Poi ricomincia a diminuire progressivamente e dopo quattro settimane torna ai livelli del pre-parto.

La suzione del neonato al seno però determina un nuovo aumento di secrezione e la comparsa di picchi significativi. E tali picchi sono indispensabili per garantire la prosecuzione della lattazione.

Se al contrario l'allattamento al seno viene interrotto, i livelli di prolattina tornano ai propri valori basali e nel giro di circa 10 settimane ricompare l'ovulazione, fino a quel momento inibita. A inibire invece la secrezione della prolattina è innanzitutto la dopamina, che a sua volta viene secreta dall'ipotalamo.

Da segnalare che livelli troppo alti di prolattina - dovuti ad esempio ad una iperfunzione dell'ipofisi - possono provocare problemi di amenorrea, anovulazione e infertilità .



Ultima modifica dell'articolo: 07/12/2016