Cortisolo: troppo o troppo poco...
A cura di Alessandro De Vettor
Come viene prodotto, come agisce, come controllarne la secrezione
Oggigiorno i problemi causati dal cortisolo - conosciuto anche come “l’ormone dello stress”, in quanto prodotto sotto particolari situazioni di stress psico-fisico - sono ben noti.
Forse però non tutti sanno che sebbene una sua "eccessiva produzione’" sia indiscutibilmente nociva all’organismo, altrettanto dannosa è la sua "sottoproduzione"’, in quanto livelli minimi di cortisolo sono comunque necessari al buon funzionamento del nostro corpo.
Un esempio particolarmente interessante è quello di una persona affetta da stress-cronico o da sindrome depressiva. La sovra-produzione di cortisolo crea in un primo momento un effetto "tossico" in quanto l’ormone contrasta l’operare delle cellule cerebrali deputate al buon umore, distruggendole. In una seconda fase, però, quando nel cervello interviene un meccanismo naturale di autoprotezione dal cortisolo, se questo venisse di colpo ridotto drasticamente si creerebbe un deficit cortisolico nelle cellule cerebrali, con conseguenti problemi psicologici e di memoria.
Ora veniamo allo stress da esercizio fisico: sappiamo che durante l’attività fisica i livelli di cortisolo aumentano per poi rientrare nella norma non appena il soggetto ritorna in una condizione di riposo e tranquillità. Questo effetto "a breve termine’" produce dei benefici alla nostra salute, rafforzando il sistema immunitario, la memoria, il controllo dell’appetito, la perdita del peso, i livelli di energia, i livelli di infiammazione e la salute sessuale
I problemi sorgono quando l’attività fisica viene protratta troppo a lungo nel tempo e/o troppo frequentemente. In questo caso la produzione di cortisolo aumenta; ma attenzione: a lungo andare si registreranno minori livelli di cortisolo durante gli allenamenti, ed una continua produzione in eccesso durante le fasi di riposo. Questo significa che lo stato di stress cui è sottoposto l’organismo si cronicizza, con conseguente stanchezza, aumento di peso, depressione e scarse prestazioni, in modo analogo a quanto succedeva nel summenzionato esempio di autodifesa del cervello.
L’obbiettivo di una corretta gestione dell’allenamento non dovrebbe quindi essere tanto o solo quello di evitare “picchi di cortisolo”, quanto quello di evitare situazioni croniche (perduranti nel tempo) in cui tale ormone è prodotto in eccesso o in difetto. L’ideale sarebbe quello di mantenere delle oscillazioni normali in risposta a situazioni di stress e relax.
Ultima modifica: 27/01/2010 - Informativa pubblicità -
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Giovedì, 18 marzo 2010 ore 12:53



