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      Ultima modifica: 23/11/2011

Omeostasi

L'omeostasi è un concetto importantissimo, uno dei primi che un neofita dovrebbe apprendere quando si avvicina allo studio del corpo umano.

Il termine omeostasi deriva dalla fusione di due parole greche, òmoios, "simile" e stasis "posizione". Padre di questo neologismo fu Walter Cannon, che riprese i concetti di Claude Bernard, secondo cui "tutti i meccanismi vitali, per quanto siano vari, non hanno altro che un fine costante: quello di mantenere l'unità delle condizioni di vita dell'ambiente interno".

Il termine omeostasi definisce la capacità di autoregolazione degli esseri viventi, importantissima per mantenere costante l'ambiente interno nonostante le variazioni dell'ambiente esterno (concetto di equilibrio dinamico).

Pensiamo ad esempio alla temperatura centrale del nostro organismo, che viene mantenuta a valori prossimi ai 37°C nonostante le variazioni ambientali (entro certi limiti ovviamente). Anche il pH del sangue, lievemente alcalino (7.4), non può subire oscillazioni troppo ampie, che quando superano i 0.4 punti determinano patologie gravissime (coma acidosico e tetania alcalosica).

Nel concetto originario di Cannon l'omeostasi è riferita, in particolare, al dinamico mantenimento di volume, temperatura ed acidità del "mezzo interno" (plasma sanguigno, liquidi interstizi ed intracellulari); tale condizione è essenziale per la sopravvivenza dell'intero organismo.

Qualsiasi importante alterazione dell'omeostasi porta a malattia o peggio ancora a morte. Nel diabete, ad esempio, si ha una perdita dell'omeostasi glicemica, con valori ematici di glucosio superiori alla norma; nel coma ipoglicemico si registra invece la condizione opposta.

OmeostasiImportantissimi per il mantenimento dell'omeostasi sono i cosiddetti circuiti a retrazione o feedback, che in risposta alla variazione iniziale producono reazioni omeostatiche, ovvero eventi biologici, generalmente opposti (feedback negativo), atti a mantenere l'equilibrio interno. Al fine del buon funzionamento dei meccanismi di retroazione sono necessarie tre componenti:

un recettore in grado di captare le variazioni del mezzo interno;

un centro di integrazione e controllo che interpreta i segnali dei recettori e regola le risposte;

un meccanismo effettore a cui è affidato il compito di produrre le risposte (azioni) necessarie al ripristino delle condizioni ottimali tipiche dell'omeostasi.

 

Omeostasi


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