I neutrofili sono i globuli bianchi più abbondanti del sangue. La loro principale caratteristica è la forma segmentata del nucleo, costituito da tre - cinque lobi uniti da sottili ponti di materiale nucleico (vedi figura).
Il numero dei lobi aumenta con l'età della cellula: appena immessa nel sangue possiede soltanto due lobi, che possono arrivare a cinque nella vecchiaia. A causa di questa particolare conformazione nucleare, i neutrofili sono detti leucociti polimorfonucleati.
Prodotti nel midollo osseo come tutte le altre cellule ematiche, i neutrofili sono dotati di una notevole attività fagica, che gli permette di inglobare ed uccidere da cinque a venti batteri nel corso della vita (che mediamente dura uno o due giorni).
Tale azione, simile a quella dei macrofagi tissutali, si espleta sopratutto a livello ematico; nel caso si presenti la necessità, i neutrofili sono comunque in grado di migrare nei siti extravascolari danneggiati o colpiti da un'infezione.
| Neutrofili alti: le cause |
Stimoli fisiologici (neutrofilia moderata e temporanea): nascita, parto, periodo mestruale, attività muscolare, sbalzi termici, stress e dolore. Infezioni: più spesso batteriche, localizzate o generalizzate (ascesso, appendicite, tonsillite, setticemia ecc.), ma anche infezioni fungine, virali e parassitarie. Farmaci, ormoni, intossicazioni: piombo, mercurio, litio, benzene, monossido di carbonio, corticosteroidi, adrenalina e noradrenalina, eparina, endotessine, veleni di insetti. Neoplasie: malattie mieloproliferative, carcinomi (specie se con metastasi ossee), linfomi. Varie: iperazotemia, acidosi diabetica, fumo di sigaretta, neutrofilia idiopatica (familiare). |
La digestione degli antigeni cellulari o molecolari avviene tramite il rilascio degli enzimi litici contenuti nei loro granuli. Non è dunque un caso che i principali globuli bianchi in disfacimento riscontrabili nel pus siano proprio i neutrofili.
Oltre ad inglobare e digerire microorganismi, detriti e cellule senescenti, infettate o trasformate, i neutrofili rilasciano particolari sostanze chimiche, tra cui pirogeni (responsabili della febbre) e mediatori chimici della risposta infiammatoria. Gli stessi neutrofili, grazie alla loro spiccata attività ameboide, vengono attratti da una serie di fattori chemotattici nel sito di infiammazione.
Il numero di neutrofili circolanti varia considerevolmente nella popolazione e si attesta intorno alle 4000 cellule per mm3 di sangue (il range di normalità è compreso tra 1.500 e 7.000 per mm3). Si parla di neutrofilia quando il numero di neutrofili circolanti supera glii 8-9000 per per mm3; tale condizione si riscontra in una grande varietà di situazioni (vedi tabella).
In presenza di un ridotto numero di neutrofili nel sangue si parla di neutropenia. La causa può essere una malattia genetica o acquisita, come l'anemia aplastica o alcune infezioni (tifo, paratifo e brucellosi). La neutropenia può anche essere l'effetto collaterale di alcuni farmaci ed in particolare dei chemioterapici antitumorali.
| Grado di neutropenia |
Neutropenia lieve (1000-1500/mm3): ridotto rischio di infezione. Neutropenia moderata (500-1000/mm3): moderato rischio di infezione. Neutropenia severa (<500mm3): rischio severo di infezione. |
In generale, il problema può essere a monte (ridotta o alterata sintesi a livello del midollo osseo) o a valle (aumentata degenerazione).
Quando i neutrofili sono bassi, l'organismo è più suscettibile alle infezioni, in particolare a quelle batteriche.
Leucopenia e granulocitopenia sono spesso usati come sinonimi di neutropenia, ma a rigore non sono proprio equivalenti. Leucopenia significa infatti diminuzione dei globuli bianchi e come tale può essere dovuta anche a deficit di altri tipi di leucociti, in particolare dei linfociti; i granulociti, invece, comprendono - oltre ai neutrofili - anche eosinofili e basofili, anche se il loro contributo alla conta totale è modesto.
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