Globuli rossi

Normale sviluppo dei globuli rossi

Lo sviluppo delle cellule del sangue si chiama emopoiesi e, quello specifico dei globuli rossi o eritrociti prende il nome di eritropiesi.
Il midollo osseo, i linfonodi e la milza, sono tutti organi impegnati nell'emopoiesi. Tradizionalmente si distinguono:

un tessuto mieloide, comprendente il midollo osseo e le cellule che da esso originano: globuli rossi, piastrine e granulociti-monociti (globuli bianchi).

un tessuto linfoide, costituito da timo, linfonodi, milza e le cellule che da essi originano: i linfociti B e T.

Gli elementi maturi del sangue hanno tutti origine da una sola cellula emopoietica staminale, detta multipotente poiché rappresenta il precursore comune da cui possono derivare indistintamente tutte le cellule del sangue. Da essa si sviluppano successivamente le cellule staminali linfoidi (che daranno vita ai linfociti) e le cellule staminali mieloidi relative alle tre linee midollari (eritrociti, granulociti - monociti  e piastrine), destinate rispettivamente alla produzione di linfociti e di cellule mieloidi.
Globuli rossiDalla cellula staminale mieloide pluripotente traggono origine almeno tre tipi di cellule staminali commissionate, cioè capaci di differenziarsi lungo la linea eritroide (globuli rossi), megacariocitaria (piastrine), e monocito-granulocitaria (globuli bianchi).
Le cellule staminali commissionate della linea eritroide sono i primi progenitori sensibili all'eritropoietina (Epo), una proteina prodotta dal rene, la cui azione è fondamentale per lo sviluppo e la maturazione dei globuli rossi.

Le cellule renali sono dotate di un sensore della quantità di ossigeno ed, in base al grado di ipossia (riduzione di ossigeno) del sangue che le irrora, regolano la secrezione di eritropoietina. Quest'ormone, legandosi ad un recettore delle cellule eritroidi, determina in esse una risposta che consiste nell'aumento della loro divisione, della sintesi di emoglobina (la ferro-proteina che è contenuta nei globuli rossi e che lega ossigeno) e dei recettori per la transferrina (la proteina che lega il ferro e lo trasporta nel circolo sanguigno).
Il globulo rosso maturo, per diventare tale, deve seguire alcune tappe maturative:

  1. Proeritroblasto
  2. Eritroblasto Basofilo
  3. Eritroblasto Policromatofilo: comincia a sintetizzare Emoglobina
  4. Eritroblasto Ortocromatico: espelle il nucleo contenuto al suo interno (i globuli rossi sono cellule senza nucleo!)
  5. Reticolocita: abbandona il midollo osseo ed entra nel circolo sanguigno
  6. Eritrocito maturo.

Struttura dell'eritrocito

Il globulo rosso è una cellula dotata di membrana esterna e di citoplasma, ma priva di nucleo e di organelli citoplasmatici. L'eritrocito completamente differenziato, in pratica, è formato solamente da una membrana plasmatica che racchiude l'emoglobina ed un numero limitato di enzimi, necessari per il mantenimento dell'integrità della membrana e per la funzione di trasporto dei gas. Il suo colore è rosa, a causa del suo elevato contenuto di emoglobina, che è basica, cioè lega i coloranti acidi che sono di per sé rosa.
La sua forma è a "disco biconcavo"; questo ne determina una superficie maggiore rispetto alla forma sferica, e ciò permette di aumentare in maniera significativa gli scambi gassosi.
La fluidità della membrana permette all'eritrocito di deformarsi facilmente, così da poter passare anche attraverso i capillari più piccoli.
L'emoglobina è una proteina formata da quattro catene polipeptidiche (di molti amminoacidi) che sono a due a due uguali: due catene alfa e due catene beta. Ogni catena lega un radicale eme, che è una struttura capace di legare una molecola di ferro. Perciò una molecola di emoglobina, che contiene quattro radicali eme, è capace di legare quattro molecole di ferro. Il ferro lega l'ossigeno; da ciò ne deduciamo che l'emoglobina è una proteina in grado di legare ossigeno e di cederlo ai tessuti in condizioni fisiologiche, in base alle loro necessità.

Funzione dei globuli rossi

I globuli rossi hanno una funzione principale che è quella di trasportare l'ossigeno ai tessuti. Molta importanza assume l'aspetto (morfologia) che assumono gli eritrociti all'esame dello striscio di sangue periferico (si preleva del sangue dal soggetto, si striscia su un vetrino e si guarda al microscopio ottico):

Le dimensioni degli eritrociti: normociti (dimensioni normali), microciti (diminuite), macrociti (aumentate)

Il grado di emoglobinizzazione, che si riflette nel colore degli eritrociti: normocromici o ipocromici (più chiari).

La forma degli eritrociti

Questi valori vengono anche misurati oggettivamente e prendono il nome di indici eritrocitari. Nella maggior parte dei laboratori esistono strumenti che li misurano direttamente o li calcolano automaticamente. Essi sono:

MCV o Volume corpuscolare medio: è il volume di un globulo rosso, espresso in fentolitri (micrometri cubici). Valori normali sono considerati quelli compresi tra 80 e 95 fentolitri. Un'anemia viene detta microcitica quando MCV è inferiore al range di normalità e macrocitca quando MCV è superiore.

MCH o Emoglobina corpuscolare media: è il contenuto medio (massa) di emoglobina per globulo rosso, espresso in picogrammi. Valori normali sono compresi tra 27 e33 picogrammi.

MCHC o Concentrazione corpuscolare media di emoglobina: è la concentrazione media di emoglobina in un dato volume di globuli rossi sedimentati, ed è espressa in grammi per decilitro. Valori normali sono compresi tra 33 e 35 grammi su decilitro.

RDW o Ampiezza di distribuzione dei globuli rossi: è il coefficiente di variazione del volume ertitrocitario. Normalmente è compreso tra l' 11% ed il 14%.

Valori di riferimento degli eritrociti nell'adulto:


uomo 4,5-6 milioni/mm3

donna 4-5,5 milioni/mm3


LO SAPEVI CHE: La differente concentrazione di emoglobina nei due sessi è dovuta alla maggiore presenza di testosterone nell'organismo maschile. Questo potente ormone anabolico stimola infatti l'eritropoiesi, cioè la formazione di nuovi globuli rossi.