Sebo e ghiandole sebacee

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Le ghiandole sebacee, come dice il nome, sono deputate alla produzione del sebo. Nel nostro organismo sono localizzate su tutta la superficie cutanea, ad eccezione dei palmi delle mani e delle piante dei piedi.

Ghiandole apocrineLe ghiandole sebacee non hanno tuttavia una distribuzione omogenea, ma si fanno molto più abbondanti e produttive in aree cutanee particolari, come quelle del viso e del cuoio capelluto. Nelle zone in cui sono più concentrate, la loro densità è sorprendente (circa 900 ghiandole per centimetro quadrato). In altre regioni corporee, come nell'avambraccio, sono invece scarsamente rappresentate.

Dal punto di vista istologico si tratta di ghiandole alveolari composte, formate da grappoli di acini, che le conferiscono la caratteristica forma a grappolo.

Le ghiandole sebacee sono generalmente associate ad un follicolo pilifero; tuttavia in certe zone si aprono direttamente alla superficie cutanea, proprio come succede per le ghiandole sudoripare. In questi casi isolati, che ritroviamo, per esempio, nel labbro superiore e nelle ali del naso, le ghiandole sebacee assumono dimensioni superiori alla norma.

Mentre la secrezione sudoripara ed apocrina è intermittente, quella sebacea è continua. Il meccanismo secretivo prevede un progressivo accumulo di sebo all'interno delle cellule secernenti, che aumentano sempre più di dimensioni, fino a scoppiare. Per questo motivo all'interno del follicolo pilifero viene riversato, non solo il sebo, ma anche il residuo delle cellule che l'hanno prodotto. Questa necrosi è compensata dalla continua produzione di nuove popolazioni cellulari, originarie da gruppi di cellule indifferenziate che hanno conservato la capacità di dividersi ripetutamente. Una volta formate, le nuove cellule si staccano dalla parete dell'acino ed iniziano a produrre sebo, migrando a ridosso del follicolo, dove si disfano rilasciando il loro contenuto.

L'attività delle ghiandole sebacee è influenzata da numerosi fattori.

seboDurante la gravidanza, il feto produce grandi quantità di sebo, necessarie per formare la cosiddetta vernice caseosa, uno strato lipidico fondamentale per evitare che il liquido amniotico vada a macerare la superficie cutanea del nascituro.

Dopo il parto, la produzione di sebo decresce rapidamente e rimane latente fino alla pubertà. Per questo motivo nell'infanzia la frazione liposolubile del film idrolipidico è costituita esclusivamente da lipidi cutanei.

La massiccia attivazione delle ghiandole sebacee si ha solo in età puberale; successivamente rimane stabile per tutta l'età adulta, salvo poi decrescere con l'invecchiamento, soprattutto nelle donne.

La secrezione di sebo è influenzata anche da fattori genetici; non a caso, spesso e volentieri, la pelle grassa è un problema diffuso tra i membri della stessa famiglia.

Il più importante fattore regolatore sulla secrezione di sebo, è la concentrazione degli ormoni androgeni, tipici dell'uomo ma presenti in piccolissime concentrazioni anche nella donna. In particolare, a livello delle ghiandole sebacee, è presente un enzima, chiamato 5-alfa reduttasi, che converte il delta 4-androstenedione in diidrotestosterone, un metabolita in grado di aumentare notevolmente la secrezione sebacea.

Funzioni del sebo

Il sebo entra nella composizione del film idrolipidico, le cui funzioni sono ampliamente trattate nel seguente articolo. Questa massa oleosa contribuisce inoltre a donare un odore caratteristico e personale al corpo, tant'è vero che la sua composizione lipidica differisce leggermente da individuo ad individuo.

Composizione del sebo umano
Squalene 10%
Paraffina 5%
Trigliceridi 35%
Cere ed esteri sterolici 20%
Acidi grassi liberi 20%
Colesterolo 10%

I grassi sebacei sono composti intermedi della sintesi del colesterolo (squalene, farnesolo). Lo squalene è così chiamato perché è stato individuato per la prima volta nel fegato dello squalo; nell'uomo rappresenta il più immediato precursore del colesterolo, per questo motivo è presente solo nella secrezione sebacea, ma non nel resto del corpo, dove viene immediatamente convertito in colesterolo.

Nel sebo sono presenti anche cere costituite da acidi grassi particolari che, oltre a presentare un elevato grado di insaturazione, le fanno assumere una consistenza fluida.

Nella composizione del sebo rientrano anche, e soprattutto, trigliceridi, che da soli rappresentano circa il 60% della frazione lipidica. A differenza di quelli alimentari, tali lipidi sono costituiti principalmente da acidi grassi a numero dispari di atomi di carbonio, con doppi legami in posizioni insolite e con catene carboniose particolarmente ramificate e lunghe (fino a 30 atomi di carbonio).

Seborrea

La seborrea è una disfunzione delle ghiandole sebacee, che comporta un'eccessiva produzione di sebo. Dovuta verosimilmente ad una sovraespressione dell'enzima 5-alfa reduttasi, conferisce a pelle ed annessi cutanei un aspetto lucido ed untuoso. Spesso la seborrea è legata a fattori ereditari.

L'eccesso di sebo può causare la comparsa di comedoni, volgarmente chiamati punti neri. Se il sebo viene prodotto in grandi quantità, finisce col dilatare eccessivamente le pareti del follicolo pilifero all'interno del quale viene riversato. acne seborreaInizialmente tale espansione si associa alla semplice comparsa di un rilievo, chiamato punto bianco. Quando l'accumulo di sebo assume connotazioni tali da dilatare anche la parte del follicolo pilifero che si apre all'esterno, si ha l'aperrtura e la formazione del punto nero. Il colorito bruno di questa piccola ciste è dovuto al'ossidazione dei lipidi presenti nel sebo e alla contemporanea presenza di melanina nei corneociti circostanti.

Acne

La seborrea è spesso l'anticamera dell'acne, anche se questi due eventi non sono necessariamente correlati.

L'acne è un processo infiammatorio della ghiandola sebacea e del derma circostante. Può comparire a qualsiasi età, ma preferisce quella adolescenziale, probabilmente a causa dell'improvviso e brusco aumento della sintesi di ormoni sessuali.

Non è invece stata dimostrata una relazione diretta tra acne e cattive abitudini alimentari. Ciò equivale a dire che una dieta sregolata non è causa primaria di acne, ma può contribuire, indirettamente, ad accentuare il disturbo.

L'acne può manifestarsi anche in età adulta, a causa di diversi fattori predisponenti, tra cui ricordiamo: assunzione di determinati farmaci (cortisone); alterazioni ormonali (cisti ovariche, gravidanza, menopausa); utilizzo di cosmetici scadenti o non adatti al proprio tipo di pelle; lavoro a contatto con oli lubrificanti e idrocarburi.

Il processo infiammatorio dell'acne dipende dall'accumulo di sebo e detriti delle ghiandole sebacee nei follicoli piliferi. Queste sostanze rappresentano un buon terreno di coltura per i batteri, in modo particolare per il Propionibacterium acnes. Un po' alla volta tali microrganismi proliferano e producono degli enzimi, compresa una lipasi che va ad idrolizzare i trigliceridi presenti nel sebo. Dall'idrolisi di queste molecole si producono acidi grassi liberi, che esercitano un'azione infiammatoria a livello locale. Gli stessi batteri producono anche enzimi proteolitici, in grado di ledere la parete del follicolo pilifero. In questo modo gli acidi grassi liberi possono diffondere nel derma circostante ed estendere il processo infiammatorio all'esterno del follicolo.

Prima che inizi tale reazione compaiono i comedoni, o punti neri. Solo quando l'infiammazione diventa importante insorgono le cosiddette papule, cioè piccole chiazzette arrossate in rilievo. Le papule rappresentano il primo segno evidente dell'infiammazione locale. Quando queste si infettano, si forma del pus e da papule si evolvono in pustole (i classici foruncoli con la puntina gialla).

Sia le papule che le pustole, quando regrediscono, non lasciano segni permanenti sulla cute. Tuttavia, le pustole possono formare delle cisti più profonde e riempirsi di materiale purolento. A loro volta, queste cisti possono degenerare in un processo fibrotico, formando dei cordoni duri, chiamati noduli. Quando guariscono, cisti e noduli hanno spesso esiti cicatriziali.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015