Endotelio

L'endotelio è il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, dei vasi linfatici e del cuore. È costituito da un monostrato di cellule piatte e poligonali, dette cellule endoteliali o endoteliociti, che entrano a diretto contatto con il sangue (o con la linfa) nella loro parte apicale; alla base, invece, sono ancorate alla lamina basale e tramite essa ai tessuti sottostanti (tonaca media o muscolare e tonaca avventizia ricca di tessuto fibroso).

Le cellule endoteliali sono molto sottili e strettamente legate le une alle altre, in modo che la superficie endoteliale non presenti alcuna discontinuità (ad eccezione dei sinusoidi); tipicamente, assumono una forma allungata verso la direzione del flusso sanguigno, soprattutto nei vasi arteriosi di maggior calibro; in quelli più piccoli (capillari), si caratterizzano per l'estrema sottigliezza, con uno spessore che in molti casi non supera i 0,2µm (a livello capillare mancano anche le tonache muscolare e avventizia).

In generale, l'€™endotelio, anche se simile dal punto di vista strutturale, è funzionalmente diverso a seconda dell'€™€™organo in cui si trova. L'endotelio della superficie interna del cuore è chiamato endocardio.

Endotelio

Organo endoteliale

Considerare il tessuto endoteliale come un semplice rivestimento interno dei vasi è assai riduttivo, tanto che oggi l'endotelio è considerato un vero e proprio organo, grossomodo composto da oltre mille miliardi di cellule che nell'insieme pesano quanto il fegato.

L'endotelio può essere considerato un organo autocrino e paracrino in quanto capace di secernere, in risposta ad una grande varietà di segnali, numerosi mediatori chimici che modificano il comportamento sia delle stesse cellule che li hanno prodotti che di quelle vicine. Il risultato è una modulazione del tono vasale e del flusso ematico in rispsota a stimoli nervosi, umorali e meccanici.

Diverse e per certi versi complesse sono le funzioni svolte dall'endotelio (e ancor più numerosi i mediatori prodotti dalle sue cellule); vediamo le principali:

  • Funzione barriera: l'endotelio è assimilabile ad una membrana semi-permeabile che controlla il passaggio di sostanze dal liquido extracellulare al circolo sanguigno e viceversa;
  • Regolazione della coagulazione, della fibrinolisi e dell'aggregazione piastrinica; bilancio della fluidità ematica
  • Controllo dell'adesione e infiltrazione dei leucociti
  • Controllo della proliferazione delle cellule muscolari lisce della tonaca media; modulazione del tono, della permeabilità e della struttura vasale: riveste un ruolo di primissimo piano nel rimodellamento che si osserva nell'ipertensione, nella re-stenosi dopo intervento coronarico percutaneo e nell'€™aterosclerosi
  • Formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi)
  • Ossidazione delle LDL e regolazione dei processi infiammatori

I mediatori chimici prodotti dall'endotelio possono essere distinti in vasodilatatori, che aumentano il lume dei vasi e possiedono anche azione anti-proliferativa, anti-trombotica ed anti-aterogena, e vasocostrittori, che invece hanno funzione opposta.


PRINCIPALI MEDIATORI ANTICOAGULANTI PRINCIPALI MEDIATORI PROCOAGULANTI
  • attivatore tissutale del plasminogeno (tPA): attiva la trasformazione del plasminogeno in plasmina (enzima fibrinolitico che "scioglie i grumi - trombi - di sangue").
  • glicosaminoglicani (eparino-simili): aumentano l'attività dell'antitrombina III (ATIII), proteina prodotta dal fegato e neutralizzante i fattori della coagulazione.
  • prostaciclina I2 (PGI2): deriva dall'acido arachidonico; causa vasodilatazione e inibisce l'adesione e l'aggregazione piastrinica; costituisce un sistema di riserva che viene attivato quando l'endotelio è danneggiato e non può produrre livelli elevati di ossido nitrico
  • trombomodulina: concorre all'attivazione della proteina C (cofattore della trombina); come tale, è un inibitore della coagulazione;
  • ossido nitrico (vedi sotto)

L'ossido nitrico (NO) rappresenta il più importante mediatore della normale funzione endoteliale: esplica una potente azione vasodilatatrice ed inibitoria nei confronti dell'attivazione piastrinica, della migrazione e proliferazione delle cellule muscolari lisce e dell'adesione e attivazione dei globuli bianchi. Di conseguenza la ridotta produzione di ossido nitrico è stata associata a patologie vascolari come l'aterosclerosi, il diabete o le iperlipidemie.

Aldilà dell'attività endocrina intrinseca, non dobbiamo dimenticare che l'endotelio è esso stesso bersaglio di una molteplicità di segnali neuro-ormonali. Possiede inoltre dei "sensori" meccanici tramite i quali monitora costantemente le forze emodinamiche a cui esso è sottoposto. In risposta a tali stimoli, le cellule endoteliali agiscono di conseguenza rilasciando sostanze vasoattive, il cui equilibrio (tra mediatori vasodilatanti e vasocostrittori) mantiene l'omeostasi vascolare.

Disfunzione Endoteliale

La funzionalità dell'endotelio è talmente importante per la salute dell'intero organismo da aver spinto i ricercatori a coniare il termine "disfunzione endoteliale"; Disfunzione endotelialetale termine descrive la compromissione della normale attività endocrino-paracrina dell'endotelio, con particolare riferimento alla ridotta capacità di vasodilatazione endotelio-dipendente e al prevalere delle attività pro-coagulanti e pro-infiammatorie dell'endotelio, con danno vascolare, aterosclerosi, ipertensione e trombosi. In presenza di disfunzione endoteliale, quindi, l'endotelio può trasformarsi in un organo nocivo in quanto è indotto a sintetizzare sostanze ad azione vasocostrittrice, pro-aggregante e pro-infiammatoria, che rappresentano l'evento base per lo sviluppo di svariate malattie cardiovascolari (prima causa di morte in Italia e in altri paesi industrializzati)

I fattori che possono causare un danno funzionale dell'€™endotelio sono numerosi e per la maggior parte si identificano con i fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, ipercolesterolemia con alterato rapporto LDL/HDL, diabete, sovrappeso, fumo, dieta povera di fibre ed antiossidanti, dieta ipercalorica e ricca di grassi animali e/o zuccheri semplici, vita sedentaria...). Si è visto che i soggetti che presentano questi fattori di rischio presentano anche un ridotto rilascio di prostaciclina ed ossido nitrico, probabilmente a causa degli alti livelli di radicali liberi, contrapposto alla prevalenza di sostanze pro-coagulanti quali il fattore von Willebrand (vWf).

Un'attività fisica regolare ed una dieta equilibrata ricca di antiossidanti sono invece in grado di ridurre il rischio cardiovascolare e migliorare la salute dell'endotelio e dei vasi sanguigni in genere; non a caso, si è visto e dimostrato che l'attività fisica aumenta la biodisponibilità di ossido nitrico e riduce lo stato infiammatorio sistemico. La cessazione del fumo, il controllo del colesterolo e l'assunzione di farmaci che riducono l'insulino-resistenza nei diabetici, i livelli pressori negli ipertesi e l'ipercolesterolemia nei soggetti con iperlipidemie, completano il quadro dei più importanti provvedimenti da adottare per ridurre la disfunzione endoteliale.



Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016